Biathlon | 13 marzo 2020

Wierer attacca: "Sono delusa, l'IBU ci ha fatto gareggiare senza nemmeno chiedere il nostro parere"

L'azzurra alla FISI: "Difficile restare concentrati quando leggi certe cose dall'Italia e dal mondo; evidentemente comanda solo il potere dei soldi e i contratti, più che la nostra salute"

Foto Flavio Becchis

Foto Flavio Becchis

L'azzurra è molto dispiaciuta al termine della sprint odierna, che con il 19° posto la pone in una posizione complicata per la vittoria della Coppa del Mondo generale. Dorothea Wierer, però, ha la testa rivolta ad altro, ha sempre affermato che il biathlon non è la cosa più importante, ma forse da quella che si fa chiamare "biathlon family" si sarebbe aspettata un atteggiamento diverso in questa situazione.

«Sono un po' delusa - ha affermato l'azzurra alla FISI - è difficile rimanere concentrata in queste condizioni. Stiamo passando tutti gran parte della giornata a vedere cosa succede in Italia e nel mondo, è difficile pensare allo sport. Sono abbastanza colpita dal comportamento dell'IBU, che ha preso la decisione di farci correre quando tutto il mondo dello sport si è fermato, senza nemmeno chiedere il nostro parere. Evidentemente comanda il potere dei soldi e dei contratti, anzichè la salute degli atleti».

La finanziera, che domani scenderà in pista da pettorale giallo ha quindi parlato della gara: «Siamo partite con un po' di vento, anzi sembrava scatenarsi l'inferno. Poi le cose sono un pò cambiate, passando dalla neve all'acqua. Alla fine i miei errori sono arrivati perchè ho sparato con poca lucidità. Adesso non dobbiamo fare troppi calcoli in vista dell'ultima gara, ho vissuto più o meno la stessa situazione l'anno passato, anche se le cose poi andarono bene. Però rispetto al 2019 le mie avversarie viaggiano molto più forte sugli sci».

G.C.

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