Biathlon | 15 marzo 2020

Biathlon - Johannes Bø: "Martin Fourcade è una leggenda, mi ha reso migliore come atleta e uomo"

Il norvegese ha vinto la Coppa del Mondo dopo tanta sofferenza: "Per i tifosi a casa è stato uno scenario da sogno, per me un horror; nell'ultimo giro temevo di scoppiare, è stato snervante"

Biathlon - Johannes Bø: "Martin Fourcade è una leggenda, mi ha reso migliore come atleta e uomo"

Ha sofferto, rischiando di perdere una Coppa del Mondo che era già in testa, ha combattuto, stretto i denti e quando era all’angolo ha saputo uscirne da vincitore. Johannes Bø ha vinto la Coppa del Mondo per la seconda volta in carriera, un successo arrivato da fenomeno autentico, se si considera che ha saltato per intero due tappe, restando a casa ad assistere alla nascita del suo primogenito. Il campione norvegese, però, è riuscito in ogni caso a prendersi la vetta della generale, nonostante anche una tappa in meno per farlo.

Eppure la gara non è stata affatto facile: «Credo che in gara si sia creato uno scenario da sogno per gli spettatori in tv ma horror per me – ha affermato Johannes Bø al portale finlandese YLE – ma alla fine sono riuscito a salvarmi. Sono incredibilmente felice, è la cosa migliore che potesse succedere. Fourcade ha vinto la sua ultima gara in Coppa del Mondo e io sono riuscito a vincere la Coppa del Mondo. Questa lotta è durata fino alla fine. Devo solo ringraziare Martin per questi anni meravigliosi vissuti assieme».

Su Ski-Nordique sono riportate ancora altre frasi del norvegese sull’ultima gara e su Fourcade: «È stato davvero emozionante. Martin era veramente veloce sugli sci, ho mancato un colpo al primo poligono e improvvisamente tutto è andato storto. Non so come ho coperto gli ultimi cinque bersagli. Dopo l’ultimo poligono sapevo che finendo quarto avrei vinto la coppa. Martin è una legenda, ha spinto ognuno a diventare migliore, specialmente me stesso, non solo come biatleta ma anche come persona. Lo voglio ringraziare a nome di tutta la Norvegia per le battaglie combattute con Bjørndalen, Svendsen e con me. Mancherà a tutto il nostro team».

Ai media norvegesi, poi, ha svelato che ora andrà anch’egli in quarantena: «Dovremo trascorrere una settimana in quarantena, ma mi sento a mio agio con questo. Noi biatleti ci siamo abituati, è quanto facciamo prima di un Mondiale». Nella gara di ieri ha temuto veramente di perdere: «A un certo punto mi sono reso conto che la vittoria di Fourcade fosse molto probabile e che altri si erano avvicinati alle mie spalle. Fortunatamente sono riuscito a restare concentrato sull’ultimo tiro e sono uscito al quarto posto con un buon vantaggio sul quinto. Ma ero terrorizzato all’idea di scoppiare nel giro finale, perché quando sei sulle difensiva è anche più difficile sciare. Ho esaurito completamente tutte le energie, combattere per il pettorale giallo è mentalmente molto difficile. È stato snervante».

Johannes Bø ha quindi una lista di ringraziamenti: «Sono incredibilmente grato a tante persone. Voglio ringraziare gli allenatori, gli skiman, i compagni di squadra e una mamma che in questo periodo ha ricevuto un buon aiuto dai miei suoceri. Mi è stata data l’opportunità di fare quello che faccio ogni oltre aspettativa».

Giorgio Capodaglio

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