Sci di fondo | 21 marzo 2020

A Östersund in 56 si sono sfidati in una gara di fondo, tra loro fondisti e biatleti della nazionale

La federazione ha chiarito che competizioni di allenamento non sono vietate, l'importante è che vengano prese le giuste precauzioni; la vittoria è andata a Ebba Andersson e Max Novak

Foto di Michele Gasperi

Foto di Michele Gasperi

Dopo la federazione norvegese, quella svedese è stata tra le prime a fermarsi, rinunciando alla partecipazione alla tappa finale della Coppa del Mondo di fondo a Canmore e successivamente anche a quella in Quebec, richiamando a casa i suoi atleti già presenti sul posto. Successivamente sono stati cancellati anche i Campionati Nazionali, in programma a fine marzo, e la federazione ha raccomandato di fare altrettanto con altre competizioni per ridurre il rischio di contagio: «Comprendiamo benissimo che può essere difficile cancellare eventi per i quali molti si sono allenati, hanno lavorato e non vedevano l’ora di affrontare. Ma la situazione è straordinaria e dobbiamo prendere misure straordinarie».

Una posizione apparentemente chiara, eppure, come riportato dal giornale svedese ÖP, a Östersund, è stata organizzata una staffetta sprint di fondo alla quale hanno preso parte 56 atleti. Ma non atleti qualunque, bensì diversi big del fondo e del biathlon svedese, tra i quali Ebba Andersson, Linn Svanh, Oskar Svensson, Martin Ponsiluoma, Bettan Högberg e Johanna Skottheim.

In ogni caso dall’interno della federazione svedese, seppur all'oscuro di tutto nel momento in cui contattati dall'Expressen, hanno sottolineato quanto una competizione di allenamento non sia vietata e sicuramente gli atleti avranno preso tutte le precauzioni necessarie.

Per la cronaca la vittoria è andata alla coppia formata da Ebba Andersson e Max Novak, con la forte svedese che ha affermato: «C’era un grande desiderio in me di gareggiare, non ero ancora pronta a terminare la stagione».

G.C.

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