Rubriche | 13 dicembre 2016

Stefania Belmondo: "Il risultato di Ilaria Debertolis può essere utile a tutta la squadra"

La campionessa ha commentato il weekend di Davos: "La squadra maschile sta faticando, ma i ragazzi devono solo avere pazienza; Sundby è stato superlativo, ma che brava anche la Diggins"

Stefania Belmondo: "Il risultato di Ilaria Debertolis può essere utile a tutta la squadra"

Come ogni settimana, Stefania Belmondo ha commentato per noi le gare di Coppa del Mondo, che si sono svolte a Davos nell’ultimo weekend.
Ecco il pensiero della campionessa.

La bella prestazione di Ilaria Debertolis:
«È stata veramente molto brava a entrare tra le prime dieci. Sono contenta di vedere che queste ragazze stanno crescendo, è la dimostrazione che il lavoro paga. L’ottimo risultato di Davos non è importante soltanto per lei, ma per tutta la squadra femminile, perché il risultato di un’atleta può aiutare anche le altre compagne, gli dà nuove motivazioni, ma soprattutto le aiuta a credere ancora di più in se stesse e in tutto il sistema. Anche Gaia Vuerich è stata molto brava, la sprint è la sua specialità e può soltanto crescere ancora».

Al contrario, gli uomini sono in difficoltà: «Sono certa che, se come credo hanno lavorato bene nel corso dell’estate, prima o poi la forma arriverà, quindi devono solo avere pazienza. La 30 chilometri purtroppo è una gara dura, quindi ci sta avere delle difficoltà. Secondo me i ragazzi devono soltanto mantenere la calma e continuare a crederci, perché il fondo è uno sport nel quale non bisogna mollare un attimo, non buttarsi mai giù ed essere consapevoli che se si è lavorato bene, prima o poi i risultati arrivano».

Il personaggio del weekend: «Dico ancora Ilaria Debertolis, perché mi è piaciuta molto. Ormai sono una tifosa e seguo con passione tutti gli italiani. Sabato poi ho seguito con grande emozione anche la mia compaesana Marta Bassino nello sci alpino. Comunque sono stata molto contenta dei risultati di Ilaria (Debertolis ndr) perché lo sci di fondo italiano ha bisogno di risultati per far parlare di sé».

Sundby ancora protagonista: «È stato molto bravo, è superlativo e non è una novità, perché già negli anni passati ha dimostrato di essere un grandissimo atleta. Non so come mai, invece, non abbia gareggiato Northug, ho sentito che forse voleva risparmiarsi per il tour de ski, ma secondo me le gare sono utili anche come allenamento. Mi sembra inutile allenarsi tanto se poi non si fanno le gare».

La prova di forza di Ustiugov nella gara sprint: «Fino ad oggi i russi non hanno brillato moltissimo in questa specialità, hanno sempre preferito le gare distance, quelle dove bisogna faticare. Forse hanno finalmente capito che devono impegnarsi di più anche in questa specialità, perché se oggi si vuole vincere qualcosa, bisogna dedicarsi con maggiore attenzione a questo tipo di gare, perché ce ne sono tantissime. È un lavoro da impostare già in fase di preparazione, perché gli atleti che fanno le gare sprint hanno una maggiore massa muscolare, per tirare fuori più potenza in queste gare brevi».

Ancora Diggins protagonista. «Questa ragazza è molto interessante. Già mi era piaciuta tanto nella cinque chilometri e anche questa settimana si è ripetuta con delle buone prestazioni. Mi fa piacere constatare quanto anche gli USA stiano cercando di venire fuori e prepararsi meglio, perché è sempre un fatto positivo per il movimento, quando si affacciano delle nuove nazioni. Questo aiuta il fondo a crescere, anche mediaticamente».

Sull'organizzazione Coppa del Mondo. «Nell’atletica chi fa i cento metri, non partecipa anche alla maratona. Ecco, io mi chiedo come mai nel fondo si pretenda quasi che gli atleti facciano la sprint come la 30km. Io non ero adatta per questa specialità, proprio psicologicamente, perché non mi piaceva. Credo che prima o poi arriverà il momento in cui saranno divise le discipline, con atleti che faranno solo sprint e altri che parteciperanno alle distance. Oggi fare tutte le gare è molto difficile, perché sono tantissime, soprattutto le sprint. Poi non sottovalutiamo mai lo sforzo fisico che richiede una gara sprint. Se una 30km maschile dura circa un’ora e venti, una sprint alla fine ti tiene sotto pressione per due o tre ore ogni settimana. O ti dedichi soltanto a questa, oppure diventa davvero molto pesante. Capisco che lo si faccia per lo spettacolo, ma anche le distance possono diventare più spettacolari. Bisognerebbe fare più gare a inseguimento, come si facevano una volta, perché in molti spettatori mi dicono che si annoiano con quelle a cronometro. Le gare a inseguimento sono spettacolari, anche se oggi purtroppo, si formano un po’ troppi trenini per quasi tutto il corso della gara».

Giorgio Capodaglio

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