Sull’edizione odierna di Repubblica è apparsa un’interessante intervista all’allenatore responsabile della nazionale azzurra, Sepp Chenetti, che ha ammesso come il fondo italiano sia “ancora sofferente. Abbiamo due talentoni, Pellegrino e De Fabiani, ma anche problemi strutturali. I giovani non vogliono far fatica. I conti della FISI sono a posto, i numeri tecnici non ancora”. Chenetti ha poi sottolineato come, nonostante il basso numero di praticanti in Italia, la nazionale azzurra abbia un fenomeno: “Il più giovane, De Fabiani, è un fenomeno. Nessuno ha vinto alla sua età come lui, neppure De Zolt o Albarello. Se sfonderà? È completo. Un allenatore ha la fortuna di imbattersi nel predestinato ogni dieci anni. Tu tecnico devi solo sgrezzarlo”.
Chenetti ha poi parlato anche di Pellegrino, ricordando come sia migliorato nel suo modo di sciare, anche se vinceva già in precedenza. Quindi ha affrontato l’argomento doping: “Voglio pensare da ingenuo, dico solo che è incredibile non si riesca a trovare una quadra tra creme, sangue, urine e percentuali”. Infine, l’allenatore ha parlato dei problemi strutturali del fondo: “La verità è che non appassiona i giovani, che sono alla ricerca di emozioni forti, situazioni di pericolo. La fatica è una bestemmia, si vuole tutto e subito. Se non si vince immediatamente, ecco le delusioni e i giovani mollano. Il nostro è uno sport povero”.
Chenetti: “Siamo pochi, ma abbiamo De Fabiani che è un fenomeno”
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