Il Cio ha reso note oggi le proprie decisioni in merito ai casi delle biathlete Iana Romanova e Olga Vilukhina, trattati dalla commissione Oswald, chiamata a emettere sentenze in merito alle accuse di manomissione delle provette emerse dal rapporto McLaren.
Come accaduto per i fondisti e gli atleti dello skeleton, si è optato per la stangata. Le due biathlete sono state squalificate a vita dai Giochi olimpici (fatto in realtà insignificante, dato che si sono già ritirate), ma soprattutto si vedono private delle medaglie conquistate a Sochi 2014.
Di conseguenza Olga Vilukhina viene tolta dal podio della sprint dove aveva ottenuto la medaglia d’argento, con relativo avanzamento dell’ucraina Vita Semerenko in seconda posizione e dell’italiana Karin Oberhofer alla medaglia di bronzo.
L’oggi trentaduenne della Valle Isarco aveva infatti concluso quella competizione in quarta piazza e si vede promossa sul podio. Arriva quindi a tavolino la nona medaglia italiana in quel di Sochi 2014.
Inoltre la Russia viene tolta di classifica dalla staffetta femminile, perdendo un altro argento. In questo caso la piazza d’onore passa alla Norvegia, mentre il bronzo va alla Repubblica Ceca.
Vilukhina e Romanova hanno diritto di appellarsi al Tas.
Vilukhina e Romanova squalificate. Karin Oberhofer promossa al bronzo nella sprint olimpica di Sochi 2014
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