Nella giornata odierna Alexander Zhukov, presidente del comitato olimpico russo, ha annunciato che l’organo da lui presieduto è stato riabilitato dal Cio.
In altre parole il comitato olimpico internazionale ha tolto la sospensione nei confronti della Russia che le aveva impedito di prendere parte ai Giochi di PyeongChang se non sotto bandiera neutrale (e con svariate “amputazioni” sul piano degli atleti).
La sospensione era stata decisa in seguito alle accuse di manipolazione sistematica dei controlli antidoping durante Sochi 2014.
Zhukov ha spiegato che la riabilitazione fa seguito agli esiti dei test antidoping effettuati durante PyeongChang, dove due russi sono stati trovati positivi. Il giocatore di curling Alexander Krushelnitskiy (peraltro privato del bronzo conquistato in doppio misto assieme ad Anastasia Bryzgalova) e la bobbista Nadezhda Sergeeva.
Tuttavia i due casi sono stati considerati individuali e slegati da qualsivoglia sistema e soprattutto tutti gli altri test effettuati hanno dato esito negativo.
Per il momento resta invece sospesa l’agenzia antidoping russa, sulla cui sorte deve decidere la Wada.
Il Cio riabilita il comitato olimpico russo
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