“L’esibizione di Gelsenkirchen sarà il mio addio al biathlon. Ho preso la decisione di porre fine alla mia carriera nel biathlon. Ci sono diverse ragioni che mi hanno portato a questo passo, una delle quali – e sicuramente la più importante – è stata il mio bando dai Giochi olimpici di Pyeongchang, ai quali mi stavo preparando meticolosamente. Purtroppo non ho potuto gareggiarvi.
Ho anche avuto problemi con la mia salute, ma inizialmente ho deciso di continuare la mia carriera. Tuttavia a causa dell’indagine aperta dalla polizia austriaca, che senza alcuna prova ha cominciato ad accusarmi e a sospettare di qualcosa, ho completamente perso qualsiasi motivazione.
Per tre giorni non sono uscito dalla mia stanza di hotel. Ho cercato di allenarmi, ma non riuscito a fare altro che stare sul letto e fissare il soffitto. Ho preso un foglio di carta, mettendomi a scrivere pro e contro della mia attività agonistica. Lì ho capito che al 90% avrei smesso.
Sono tornato a Ekaterinburg e lì sono arrivato al capolinea perché non avevo più motivazioni. Per di più sono stato vittima dell’ennesima infezione virale degli ultimi mesi e di conseguenza ho deciso di chiudere qui”. Con queste parole Anton Shipulin, 31 anni, ha annunciato il proprio ritiro dalle competizioni.
Con il suo addio viene meno uno dei biathleti più iconografici dell’ultimo decennio e uno dei russi più forti di sempre. Nato nel 1987 a Tjumen, fu tra i grandi protagonisti dei Mondiali junior 2008, dove vinse 3 medaglie d’oro.
Annunciato come un futuro dominatore della disciplina, ha invece avuto la “sfortuna” di essere contemporaneo di Martin Fourcade, oltre che di Emil Hegle Svendsen e Johannes Thingnes Bø.
Alla fine la sua carriera si conclude con 11 vittorie e 44 podi in Coppa del Mondo, comprese 4 medaglie iridate (argento nella mass start 2013 e nell’inseguimento 2015; bronzo nell’inseguimento 2012 e 2013). Nell’ultimo quadriennio ha sempre concluso sul podio la classifica generale di Coppa del Mondo (secondo nel 2014-’15 e 2016-’17; terzo nel 2015-’16 e nel 2017-’18), conquistando anche la Coppa di specialità della 20 km 2014-’15.
Se la grande consacrazione a livello individuale gli è sempre mancata, non altrettanto si può dire per quanto riguarda le staffette. Nelle prove a squadre ha vinto l’oro olimpico a Sochi 2014 e quello iridato a Hochfilzen 2017.
Definirlo “incompiuto” sarebbe esagerato, di sicuro però dice addio senza aver conquistato un successo pesante quale avrebbe potuto essere un oro personale che, alla luce dell’età, avrebbe anche potuto arrivare nel prossimo futuro.
Anton Shipulin annuncia il ritiro
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