Sono due notti che mi sveglio all’improvviso, nel buio delle 4 del mattino, sperando che sia già l’ora della sveglia mi giro e cerco lo Snooze.
É Giovedi 17 gennaio. Mi aspetta una giornata di fuoco al lavoro. Finirò tardi e me ne devo fare subito una ragione. Ma…non erano le 4 del mattino? Impreco, silenzioso, tra un nervoso crescente e una stanchezza stagnante. I pensieri continuano a far baccano e, come degli studenti maleducati che parlano ad alta voce in biblioteca, cerco di azzittirli con garbo e, con un sibilante monosillabo che probabilmente è una “ssssssss”, ho in testa l’immagine della mia agenda per la giornata che arriva.
Manca veramente poco alla partenza della Marcialonga e sono a Napoli. Un viaggio di lavoro come questo può incidere fortemente sulla mi preparazione. Mi aspettano 8 ore in piedi, tenendo una lezione ad una platea di 100 persone, muovendomi per un’area quadrata di pochi metri e con le mani spingendo tirando e spingendo, devo descrivere con grande concentrazione tutti i processi che sto mettendo in atto. Niente di facile.
Per me è routine quotidiana, ma oggi finirò sfinito e domani mi aspetta un ultimo, estenuante, allenamento di almeno 40 chilometri. Speriamo bene!
VIDEO – Una classica normale giornata
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