Il prossimo 22 ottobre compirà 23 anni ma ha già in bacheca due coppe del mondo generali, tre ori olimpici e tre mondiali (due individuali), tre coppe di specialità sprint e un Tour de Ski, oltre a 27 vittorie individuali. Per molti Johannes Klæbo è destinato a diventare il fondista più forte di sempre, anche se è sempre molto difficile poter stabilire il migliore di tutti i tempi, se si considera quanto il fondo, come ogni sport, sia cambiato nel corso degli anni.
L’atleta norvegese ha rilasciato un’intervista molto interessante, pubblicata dal portale norvegese VG pochi giorni fa. Il detentore della Coppa del Mondo ha spiegato quanto le cose nella sua vita siano cambiate in pochissimo tempo. «Ogni cosa è accaduta in maniera incredibilmente veloce – ha affermato Klæbo – non mi aspettavo tutto questo durante il mio ultimo anno da junior, quando pensavo soltanto che stava iniziando la mia carriera da senior. Invece è già accaduta ogni cosa. Ora devo imparare solo a convivere con questo. Mi sento una persona privilegiata ed è divertente».
Ovviamente, però, le vittorie generano gioia ma anche nuove pressioni. Altra cosa con la quale Klæbo è stato costretto a convivere molto velocemente: «Sento molta più pressione di quanto pensassi. Un anno fa ero completamente esausto, tanto che in primavera immaginavo che sarebbe stato difficile tornare ad allenarsi e presentarsi al via di una nuova stagione. Le Olimpiadi erano state fantastiche ma alla fine ero molto stanco. Pensavo che sarebbe stato difficile vincere rispettando le alte aspettative. Ora però sono più vecchio di un anno e conosco meglio questo gioco. Anche se non penso di averlo capito ancora bene. Come voglio essere ricordato quando smetterò? Come uno sciatore veloce e un bravo ragazzo».
Klæbo ha quindi parlato di suo nonno Kore Hoffslot, ancora suo allenatore a 76 anni: «È il capo allenatore della mia vita. Non importa quanti anni abbia, è lui che ha la responsabilità primaria. È il miglior partner a disposizione, ha molta conoscenza ed è saggio. Fino a quando io scierò, lui sarà il mio allenatore».
Ovviamente con le vittorie è arrivata anche la celebrità, altra cosa con cui Klæbo ha imparato presto a convivere: «All’inizio quando vedevo la gente che mi fissava, avevo strane sensazioni. Ora ho iniziato ad abituarmi al fatto che la gente mi guarda. Probabilmente anch’io ho fatto lo stesso quando ho visto Petter Northug. Ora per me è naturale, cerco di essere gentile e sorridere. È bello che la gente cerchi notizie su una persona che considerano un modello».
L’atleta norvegese ha poi parlato del passo importante appena fatto, essendo andato a vivere insieme alla sua fidanzata: «Quando torno a casa cerco di essere romantico, anche se non sono molto bravo in questo. Sono felice di essere andati a vivere insieme, anche se non tornerò a casa presto. Quando abbiamo preso la casa ero a Steinjer, poi ho avuto il Toppidrettsveka, quindi sono partito per la Francia».
Fino a poco tempo fa Johannes viveva con i genitori: «È stato un bel cambiamento – ha affermato – è tutto molto bello anche se quando ritorno dai ritiri ancora vado da mamma a portarle la borsa per chiederle di lavarmi i vestiti».
Fondo – Johannes Klæbo: “Le cose sono andate più velocemente di quanto pensassi da junior”
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