Biathlon | 29 gennaio 2020

Biathlon - Il punto di Pietro Dutto: "Complimenti Lisa! Ora Vittozzi andrà al Mondiale con tanta fiducia; Doro sarà al top per Antholz; sulla single mixed relay la vedo così"

L'azzurro ha affrontato tutti gli argomenti più caldi che sono stati offerti dalla tappa di Coppa del Mondo di Pokljuka: "Fourcade non mi ha fatto una bella impressione nell'ultimo giro della mass start"

Foto di Fabio Borga

Foto di Fabio Borga

La tappa di Pokljuka, ultima prima del Mondiale di Anterselva, ha regalato all’Italia il ritorno ad altissimo livello di Lisa Vittozzi, capace di salire sul podio nella mass start, oltre un ottimo Lukas Hofer, che ha ritrovato fiducia nei propri colpi. Ma anche qualche polemica sui social per le scelte dei tecnici azzurri sulle staffette. Non solo l’Italia, perché in Slovenia si è visto un nuovo capitolo del magnifico duello tra Fourcade e Johannes Bø, che hanno regalato un’individuale da sogno e una bella mass start, nella quale sono stati però battuti da Fillon Maillet, che si candida a lottare per la generale. Di tutto questo, quando il Mondiale di Antholz è sempre più vicino, abbiamo parlato con Pietro Dutto, nel nuovo appuntamento con la sua rubrica personale.

Ciao Pietro, eccoci dopo la tappa di Pokljuka. Da cosa vogliamo partire?
«Me lo chiedi? Ovviamente da Lisa».

Effettivamente è la notizia più importante per i colori azzurri, il ritorno sul podio di Lisa Vittozzi per la prima volta dopo l’argento nell’individuale di Östersund della passata stagione.
«Finalmente, sono veramente felice. Gli faccio dei grandissimi complimenti, perché la sua testardaggine, la forza di volonta, la determinazione, la voglia di non arrendersi mai, le hanno permesso di portare a casa un risultato che vale più di tanti altri ottenuti in passato, perché dopo le difficoltà avute a inizio stagione, a livello morale e di soddisfazione vale moltissimo. Questo secondo posto la proietterà al Mondiale con tanta fiducia. Ad Anterselva potrà togliersi tante soddisfazioni. Quella di Pokljuka è stata una gara voluta, colta con testa e cuore. La cosa più positiva è che questo podio sia arrivato proprio all’ultima prova dopo tre settimane piene, nelle quali ha mantenuto sempre la concentrazione sull’obiettivo. Non ho altro da dire, se non bravissima Lisa».  

A questo punto, superato il primo reale periodo di difficoltà in carriera, ti aspetti possa fare un ulteriore step?
«Come ho ripetuto più volte, non era lontanissima dalle migliori. Le è mancato qualcosa rispetto allo scorso anno, ma con testa e cuore si è avvicinata. Poi ritrovate le sue percentuali al tiro è riuscita a salire sul podio. Certamente un’atleta come lei può solo uscire rafforzata da questa situazione, una volta superata a testa alta, come ha fatto. Per un atleta le sconfitte sono ancora più importanti delle vittorie, soprattutto quando superi le difficoltà».

Dopo il podio di venerdì Wierer ha ammesso di avere un problema alla schiena; a poche settimane dal Mondiale ti preoccupa?
«Io credo sia anche fisiologico, dopo tante settimane di gare, che possa uscire fuori qualche problema fisico. Penso però che Doro abbia limitato bene i danni ed il periodo pre Mondiale la aiuterà a riprendersi al meglio fisicamente e anche mentalmente. Tranquilli, Doro arriverà al top al Mondiale».

Per Anterselva sarà tra le favorite anche Hanna Öberg?
«Sicuramente la svedese potrà diventare una contender, non solo al Mondiale ma anche per la Coppa del Mondo. Va detto, però, che nella tappa di Pokljuka, forse alcune big avevano già la testa ai Mondiali, come dimostrano le tante assenze nelle staffette oltre al ritorno anticipato di Eckhoff. Aspetterei quindi a trarre conclusioni da questo weekend di transizione. Diciamo che ai Mondiali mi aspetto una lotta tra Eckhoff e Wierer tra le donne, con tante outsider come Vittozzi, Öberg, Herrmann e Røiseland. Tra gli uomini, invece, vedo tre atleti sopra gli altri, Fourcade, Johannes Bø e Fillon Maillet. Poi dietro di loro ci saranno diversi outsider».

Passiamo allora agli uomini. La settimana scorsa avevi invitato tutti a preparare i popcorn per la sfida Fourcade-Bø; l’individuale credo ti abbia soddisfatto.
«Gara di livello altissimo, spaventosa, mai visti tanti zero. Ma avete notato il volto di Fourcade all’arrivo? Era quello di chi ha dato tutto senza vincere, testimoniava il suo stato d’animo: “Più di così non potevo fare”. Bø è rientrato col botto. Sinceramente non capisco lo stupore di molti. Parliamo di un grande campione, ma soprattutto, al di là delle dichiarazioni, pensate davvero che non si sia allenato in Norvegia? L’avrà certamente fatto e per me crescerà moltissimo in vista del Mondiale, dove sarà il favorito».

Tra i due litiganti, però, nella mass start ha goduto Fillon Maillet; pensi possa essere un serio contender per la generale?
«Ha dimostrato di non essere più soltanto un outsider, anzi nella mass start è stato superiore ad entrambi per come ha condotto la gara, con un grande passo sugli sci e per il poligono decisivo quando ha salutato la compagnia prendendosi la vittoria. Questo atleta ha grande costanza. Comunque mi ha colpito moltissimo anche Doll, quanto ha fatto all’ultimo giro è stato impressionante. Attenzione, perché al Mondiale bisognerà fare i conti pure con lui».

Dopo quattro successi consecutivi, una doppia battuta d’arresto per Fourcade.
«Non mi ha fatto una bella impressione. Giovedì è stato allo stesso livello di Bø, però nella mass start mi ha stupito in negativo. Uno come lui dovrebbe attaccare, mi sarei aspettato provasse a riprendere Fillon Maillet, invece non è riuscito nemmeno a guardarsi le spalle, è stato divorato dagli altri. A livello psicologico ha subito una brutta botta. In particolare per uno come lui, che è abituato a mangiarsi la neve, non deve essere stato facile accettare questa sconfitta».

Riesci a spiegarti cosa stia accadendo alla squadra russa?
«Nel mio passato ho stretto amicizia con alcuni atleti russi, i pochi che parlavano l’inglese. In molti si lamentavano con me per l’organizzazione della squadra, si sentivano un po’ sballottati da una parte all’altra, ma soprattutto non capivano le scelte prese all’interno della squadra. Inoltre ho notato personalmente che hanno delle metodologie di allenamento molto all’antica, lavorano troppo sulla quantità e poco sulla qualità».

Pokljuka ha riconsegnato un ottimo Lukas Hofer, in netta ripresa rispetto a Ruhpolding.
«Ha disputato una buona individuale e un’ottima mass start. Vale lo stesso discorso fatto per Lisa, ha corso tanto con la testa, andando anche oltre quelle che erano le possibilità offerte dalle gambe. Non è ancora al top fisicamente, ma mentalmente è stato bravissimo e questo lo aiuterà ad arrivare nelle migliori condizioni al Mondiali. Ha sfruttato al meglio la possibilità di staccare dopo la tappa di Ruhpolding, perché passare qualche giorno a casa aiuta moltissimo nel gestire psicologicamente al meglio una fase negativa».

Passiamo all’argomento caldo del weekend, almeno in casa Italia. Ci sono state tante polemiche per la prestazione della single mixed relay. Al di là dei problemi avuti da Bormolini, sei d'accordo con la scelta dei tecnici di schierarlo con Vittozzi?
«Innanzitutto ci terrei a dire che sono d’accordo con quanto affermato da Bormolini al termine della gara. A volte, prima di manifestare certe critiche feroci sui social o attraverso i media, bisognerebbe raccogliere informazioni per capire cosa è accaduto. Non è giusto sparare a zero senza sapere, perché bisogna anche avere rispetto per gli atleti. Nessuno è lì per fare male. Sia chiaro, le critiche devono esserci, sono ben accette, ma che siano costruttive anziché sparate a vanvera. Per quanto riguarda la scelta dei tecnici, non ci trovo nulla di sbagliato. Thomas ha sempre fatto bene nelle staffette e con Lisa avrebbero anche potuto lottare per il podio, soprattutto con quel parco partenti. Quindi approvo la loro decisione».

Non pensi che, in ottica Mondiale, si potesse schierare Hofer per provarlo anche con Vittozzi?
«Hofer ovviamente ha già mostrato le sue enormi qualità in quel format di gara vincendo l’argento con Doro lo scorso anno e non ha certo bisogno di essere provato. Credo, inoltre, che i tecnici abbiano anche voluto un po’ tutelarlo. Luki veniva da alcune gare nelle quali aveva avuto delle difficoltà al tiro, l’aveva appena ritrovato con la bella prova nell’individuale, però forse disputare una gara che richiede di sparare velocemente, come la single mixed relay, avrebbe anche potuto dargli dei problemi. Quindi meglio permettergli di accumulare ancora qualche certezza in più prima del Mondiale, come è poi stato con staffetta e mass start. Almeno la vedo così, poi ognuno è libero di avere la propria idea».  

G.C.

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