E con due ori in due giorni, ora potete chiamarla Regina Marte.
Il vento e la durezza della gara sono stati un fattore determinante nella sprint femminile dei Campionati del Mondo di Anterselva 2020 che ha consegnato il primo titolo iridato individuale della carriera alla norvegese Marte Olsbu Røiseland che abbinando attenzione al tiro (1 errore in piedi) e buona resa sugli sci ha saputo regalarsi la seconda medaglia d’oro targata Antholz nel giro di 24 ore. Insieme a lei a salire sul podio sono la statunitense Susan Dunklee – argento senza errori ed arrivata stremata al traguardo – e la sorprendente ceca Lucie Charvatova che d’esperienza e partendo tra le ultime ha saputo capitalizzare l’unico errore commesso al tiro in uno storico bronzo che segue di 24 ore l’identico metallo raccolto dai connazionali della staffetta mista. Per lei, mai sul podio in carriera, si tratta di un’impresa dai contorni epici che a 27 anni ne nobilita oltremodo la vita sportiva.
Ed a poca distanza dal podio, ecco l’Italia, con Lisa Vittozzi e Dorothea Wierer in settima e sesta piazza ad una quarantina di secondi da Røiseland, separate tra loro da 1"6 e protagoniste di una gara di fatto parallela a quella inscenata il giorno precedente nella staffetta mista, con la carabiniera sappadina incappata in due errori a terra e la finanziera altoatesina di casa a Castello di Fiemme uscita dalle due piazzole con un identico 4/5.
L’oro resta in Norvegia, dunque. Un successo che Røiseland ha costruito allungando i tempi tra un colpo e l’altro nel poligono a terra, una scelta giudiziosa che gli ha fatto sì perdere qualche secondo, ma l’ha risparmiata da quegli errori che invece hanno condannato tante avversarie, comprese la connazionale Tiril Eckhoff, crollata sotto il peso di sei giri di penalità (1/5 in piedi… robe da "vecchia" Eckhoff) e sprofondata in classifica. Una vittoria prestigiosa per la norvegese (si tratta del quinto oro complessivo, dopo i quattro precedenti in staffetta), autrice del secondo tempo di giornata sugli sci con un ritardo di 18"6 rispetto a Denise Herrmann e che ne concretizza la piena maturità, anche in chiave tattica. Proprio la tedesca è stata di gran lunga la migliore sul fronte del fondo, ma i tre errori commessi al poligono l’hanno condannata a salutare il podio, per gli inserimenti in extremis di Charvatova e di Olena Pidhrushna, quarta.
Per Dunklee si tratta del secondo argento della carriera, dopo quello raccolto nella mass start di Hochfilzen 2017, davvero niente male per una quasi 35enne che si è inventata un numero di grande spessore, cogliendo lo zero al tiro in una giornata difficile, in cui solo una manciata di atlete ha saputo uscire indenne dal difficile poligono della Südtirol Arena.
Non sono arrivate medaglie, ma il bilancio per le due big azzurre è decisamente positivo, perchè i piazzamenti odierni saranno un’interessante rampa di lancio nell’inseguimento di domenica, quando si proverà a scalare la classifica sulla distanza di quattro poligoni. E quando magari il vento sarà meno intenso. Ma interessanti sono anche i risvolti in chiave classifica generale, specie per Wierer, considerando il nulla di fatto di Eckhoff (59ima) che partirà con un minuto e mezzo di ritardo rispetto alle due azzurre e si è vista costretta a cedere il pettorale giallo di leader della generale proprio all’azzurra, tornata in testa con 21 lunghezze di margine nei confronti della coetanea norvegese (545 a 524, al loro degli scarti).
Entrando nel merito delle prestazioni di Vittozzi e Wierer, l’impressione è che al momento la condizione più brillante sia in possesso della sappadina, che ha rosicchiato 4" nei confronti della più esperta compagna di team nella graduatoria dei tempi di percorrenza, ma le considerazioni di base restano quelle espresse al termine della mista d’argento.
Per quanto riguarda le altre due azzurre, 45imo posto per Federica Sanfilippo (3 errori) e 67imo per la debuttante Michela Carrara (3 errori a sua volta) che quindi non prenderà parte all’inseguimento.
Tra le altre attese protagoniste, tre errori in piedi per Hanna Öberg che comunque ha saputo limitare i danni sorretta da una grande condizione sugli sci per chiudere diciottesima a poco meno di un minuto da Røiseland (preceduta anche dalla sorella Elvira, 13ima) mentre il team francese esce nuovamente con le ossa rotte e vede Aymonier migliore di giornata in 15ima posizione.
Biathlon – Marte Røiseland regina della sprint, Vittozzi e Wierer vicine al podio
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