Coppa del Mondo | 01 marzo 2020

FONDO - Italia cuor di leone nella staffetta di Lahti, è 4° posto! Vince la Norvegia

Grandiosa gara degli azzurri che arrivano a giocarsi il successo contro ogni pronostico. Klæbo la vince in volata davanti alla Svizzera e la Russia.

FONDO - Italia cuor di leone nella staffetta di Lahti, è 4° posto! Vince la Norvegia

"Se l'Italia va sul podio nella staffetta, nevica!"

La frase calza a pennello visto che di neve a Lahti fino a oggi se n'è vista ben poca in questo inverno. Confermiamo, oggi è nevicato, l'Italia non è andata sul podio ma è arrivata a giocarsi il successo.

Nella staffetta 4x7,5km, la squadra messa in campo dallo staff tecnico, supportata da un formidabile lavoro degli skimen, ha saputo andare oltre i pronostici con una prestazione d'orgoglio che ha fatto infiammare finalmente i cuori degli appassionati.

Il successo è andato alla Norvegia con l'ausilio del solito spunto in volata di Johannes Høsflot Klæbo davanti a una sorprendente Svizzera e la co-favorita Russia.

Al lancio viene schierato il primierotto Giandomenico Salvadori, solido in classico nelle ultime uscite e capace di entrare nei primi venti ieri, reattivo nel rispondere agli attacchi dei forti russi Ilia Semikov e Andrey Sobakarev, e del norvegese Pål Golberg. Al cambio sono assieme in sei con altre squadre staccate.

In seconda frazione viene schierato dalla Finlandia l'idolo di casa e vincitore di ieri Iivo Niskanen, ma gli sci non lo supportano e deve giocare di rimessa nel rispondere agli attacchi. Francesco De Fabiani sa soffrire in salita e nel finale si riporta praticamente davanti cambiando terzo ex aequo dietro i padroni di casa e Russia II di Alexey Chervotkin, appaiato a Russia I di Alexander Bessmertnykh, ma davanti alla Norvegia di Hans Christer Holund. Le altre squadre rientrano inizialmente ma poi si staccano verso il finale.

Dopo il cambio di tecnica, davanti si passeggia e rientrano diverse squadre creando un effetto elastico quando i battistrada decidono di accelerare. Il fiemmese Stefano Gardener riesce finalmente a tradurre le sue migliori prestazioni in Opa Cup in una gara di alto profilo in Coppa del Mondo. E' straordinario vedere la tenacia di un fondista capace di andare a punti una sola volta in carriera rispondere alle azioni di mostri come Denis Spitsov, Ivan Yakimushkin e Sjur Røthe. Le due Russie cambiano davanti alla Norvegia, la Germania è lì con Lucas Bögl dopo le frazioni di Thomas Bing e Florian Notz. Gardener cambia quinto a 2"5 reggendo all'azione finale. Persino la Svizzera, vittima delle azioni ad elastico durante le frazioni precedenti non è lontana a 6"8 con un ottimo Jason Rüesch dopo Beda Klee e capitan Dario Cologna.

In ultima frazione l'Italia si affida a Stefan Zelger, unico degli azzurri a non scendere in pista ieri, ma anche Russia I può annoverare Andrey Melnichenko, tenuto a riposo per provare a battere la Norvegia di Klæbo. La frazione è molto tattica e sono sette le squadre che si ricompattano con il rientro anche della Finlandia dopo le sofferenze patite in terza frazione. L'altoatesino interpreta bene la gara e sull'ultima salita, quando Russia II va in difficoltà con Artem Maltsev, si fa trovare pronto. Sembrano andare via in tre, ma gli elvetici si riaccodano con Roman Furger. Klæbo va a vincere in scioltezza, Zelger viene passato da Furger e sembra poter attaccare Melnichenko, ma il rettilineo è finito. Il podio non c'è però il risultato è di quelli che possono dare fiducia all'ambiente dopo una stagione difficile.

Strategia, carattere, capacità di soffrire. Le assenze? E' vero, la Francia non c'era e la Svezia schierava una formazione senza Calle Halfvarsson e Jens Burman, però gli azzurri sono arrivati a giocarsi il successo, quindi ciò non ha rilevanza sul giudizio e la competitivà della gara. 

Quinta Russia II a 15"2, sesta la Germania che precede la Finlandia in volata, ottava la Svezia mai in gara con la formazione rimaneggiata.

Ora lo sci di fondo punta le gare di Drammen, ma la stracittadina in alternato non ci sarà quest'anno, si gareggerà in skating sulle vere e proprie piste da fondo periferiche. Poi a tutta verso la 30 e la 50km di Oslo-Holmenkollen.

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Davide Bragagna

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