Torna a casa anche Federico Pellegrino. La FISI ha deciso di richiamare il proprio atleta considerato l’aggravarsi della situazione e la velocità con cui si sta diffondendo il COVID-19. Un esempio da dare anche per fare capire che bisogna fermarsi, come in fin dei conti l’Italia aveva già fatto per la tappa di Canmore dove è stata la prima nazione a non mandare atleti. Inutile però, visto l’aggravarsi globale della situazione, andare a gareggiare.
La FISI e Pellegrino, che rinuncia alla possibilità di entrare nella storia salendo per la sesta volta sul podio della classifica di Coppa del Mondo sprint, hanno voluto anche lanciare un messaggio a coloro che in questi giorni sono a casa per evitare il diffondersi della malattia e coloro che stanno soffrendo. Con quale spirito gareggiare visto l’aggravarsi della situazione?
A questo punto, considerato che anche gli atleti canadesi hanno rinunciato all’evento, chiediamo agli organizzatori di Quebec City e alla FIS: che senso ha continuare? Lo diciamo da giorni, ma ora ci sembra proprio tutto abbastanza fuori di senso.
Il comunicato della FISI
"Non ci sarà nemmeno Federico Pellegrino a disputare le due gare sprint (una in tecnica classica, una in tecnica libera) di Coppa del mondo in programma sabato 14 e domenica 15 marzo a Quebec City, in Canada che al momento sono ancora confermate. Il valdostano rientrerà nelle prossime ore in Italia e si aggiunge alle rinunce già comunicate di Norvegia, Svezia, Finlandia, Repubblica Ceca, Gran Bretagna e Germania, mentre Francia, Stati Uniti e Canada stanno decidendo in queste ore se prendere parte alle competizioni. Ricordiamo che nei giorni scorsi sono state cancellate la sprint in Minneapolis in programma martedì 17 marzo e le finali di Canmore dal 20 al 22 marzo".
Fondo – Torna a casa anche Federico Pellegrino: l’azzurro non sarà al via delle sprint in Quebec
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