Sci di fondo | 28 marzo 2020

Fondo - Il racconto di Linn Svahn: "Mi allenavo troppo, ho rischiato che la mia carriera terminasse prima di iniziare"

La svedese ha parlato di sé in un programma televisivo di SVT: "In tanti cercavano di farmi capire che stavo sbagliando, ero oltre il limite di tolleranza; poi ho capito che l'importante è allenarsi con qualità"

Foto di FLavio Becchis

Foto di FLavio Becchis

È stata una delle grandi protagoniste dell’ultima stagione, vincendo ad appena vent’anni la coppa di specialità sprint. Linn Svahn è sicuramente una delle atlete emergenti più interessanti, si è presentata quest’anno in Coppa del Mondo vincendo ben tre sprint, a Davos, Dresda e Falun, conquistando due successi anche nella team sprint. Grintosa, talentuosa e motivatissima, nelle sprint Linn Svahn ha tutto per diventare una big della sua nazionale, soprattutto ora che Stina Nilsson ha lasciato, e del circuito internazionale.

Eppure a livello giovanile, nonostante il suo grande talento, in campo internazionale Svahn ha vinto soltanto un bronzo in staffetta mondiale, non cogliendo troppi risultati di rilievo. L’arrivo tra i grandi, infatti, è stato condizionato da un ostacolo che lei stessa si è posta, come ha svelato la giovane atleta durante un programma televisivo di SVT.

Svahn ha raccontato delle sue difficoltà fisiche, dovute a un’esagerata mole di lavoro alla quale lei stessa si è sottoposta per molto tempo. «Ho avuto diversi problemi in passato a causa del classico sovrallenamento – ha raccontato la classe ’99 nel corso del programma Skavlanattorno a me tante persone cercavano di farmi capire che quanto stavo facendo non era la cosa giusta per me, non mi avrebbe resa una sciatrice migliore. In molti dicevano che facendo così la mia carriera sarebbe finita prima di iniziare».

Quando aveva 15-16 anni, infatti, Svahn era troppo presa dalla voglia di emergere che la portava ad allenarsi in maniera eccessiva. A quel punto le persone attorno a lei erano arrivate addirittura a vietarle di allenarsi, ma Linn sgattaiolava la sera dalla finestra per sciare nel vicolo. «Ero abbastanza oltre il limite di ciò che il mio fisico tollerava. Questo mi aveva provocato anche alcuni infortuni».

Alla fine l’atleta si è resa conto del male che si stava facendo, così ha cambiato modo di pensare ed è arrivata dove si trova oggi: «Ci è voluto del tempo prima che mi rendessi conto della situazione in cui mi trovavo. Per un po’ ho pensato che mi sarebbe bastata solo una settimana di divano per riposare, poi mi sono resa conto che dovevo cambiare la mia mentalità. Non si tratta di allenarsi tanto, ma di farlo nel modo giusto. Questo cambiamento mi ha spinto ad arrivare dove sono oggi».

Giorgio Capodaglio

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