Biathlon | 05 aprile 2020

Denise Herrmann: "Sono diventata biatleta grazie a tanto duro lavoro e forza mentale"

La tedesca è stata intervistata dall'Expressen per parlare ovviamente della scelta di Stina Nilsson: "Bisogna essere dei maniaci del lavoro e porsi dei piccoli obiettivi; ho amato la consapevolezza di migliorare ogni settimana"

Denise Herrmann: "Sono diventata biatleta grazie a tanto duro lavoro e forza mentale"

È ovviamente una delle atlete più ricercate dai media svedesi negli ultimi giorni. Denise Herrmann è infatti il perfetto esempio di ciò che in Svezia si augurano possa fare anche Stina Nilsson, dopo la sua decisione dei passare dal fondo al biathlon.

Alle Olimpiadi di Sochi del 2014 Denise Herrmann era arrivata come una delle favorite per le medaglie nello sci di fondo, essendo stata protagonista di una grande stagione. Nella sprint, però, sbagliò tutto uscendo in semifinale e chiudendo ottava. Nella staffetta, invece, da ultima frazionista arrivò a giocarsi l’oro per la sua Germania, prima di venire beffata nel finale da Kalla e Pärmäkoski. Quindi nella team sprint Herrmann lottò per il bronzo proprio con Stina Nilsson, che la batté proprio sulla linea del traguardo. «Alla fine fu una fortuna vincere il bronzo in staffetta – ha ricordato Denise Herrmann, contattata dall’Expressen mentre si trova nella sua casa a Ruhpolding – ma sicuramente sono ancora dispiaciuta per come andò, perché ero in una grandissima forma. Ci arrivai proprio vicina. Ma adesso sarebbe bello prendermi la via vendetta su Stina Nilsson (per la team sprint, ndr) nel biathlon».

Prima di affrontare l’argomento principale dell’intervista, come da fondista di alto livello sia riuscita a diventare una delle big del circuito internazionale del biathlon, Herrmann ha parlato dell’emergenza coronavirus: «La situazione qui in Germania è migliore rispetto a Italia o Francia, ma dobbiamo comunque evitare ogni contatto con le altre persone. Sono fortunata nel praticare uno sport che mi permette di allenarmi tanto da sola casa».

Quindi la forte tedesca ha parlato del passaggio di Stina Nilsson al biathlon, raccontando tanto di se stessa e del lavoro fatto per riuscire a diventare una biatleta di alto livello: «È veramente eccitante (la scelta di Stina Nilsson, ndr). Come è stato possibile che sia riuscita a diventare una biatleta così velocemente? Con tanto duro lavoro, fatto ogni giorno. Stina Nilsson avrà un periodo molto duro davanti a sé. Devi combattere giorno dopo giorno. Nessuno inizialmente sa se tutto questo funzionerà, ma devi credere in te stessa, continuamente. Posso dire che per me fu un periodo molto duro. Un giorno, magari, al tiro andava tutto bene, mentre magari quello successivo non funzionava nulla e non capivo perché. Quindi bisogna essere mentalmente forti».

Denise Herrmann ha quindi proseguito parlando del lavoro da lei svolto in quel periodo di apprendistato per trovare quegli automatismi al tiro che per un biatleta sono ormai naturali, senza poter ovviamente tralasciare anche l’aspetto fisico: «I giorni passano velocemente. Mi auguro quindi che Stina sia una maniaca del lavoro. Anche nei momenti più difficili, però, non mi sono mai pentita della mia scelta, perché ogni giorno è stato comunque divertente. Il segreto sta nel fissare dei piccoli obiettivi quotidiani, migliorare una cosa un giorno, un’altra quello successivo e così via. Ovviamente ci sono delle battute d’arresto lungo il percorso, ma sei consapevole che ogni settimana stai migliorando nel percorso. Ho adorato questo aspetto».

La tedesca ha quindi dato dei consigli a Stina Nilsson: «Deve stabilire degli obiettivi realistici. Non credo sia così intelligente per esempio pensare di vincere in Coppa del Mondo già nella prima stagione. Devi prepararti alla possibilità che all’inizio forse non tutto andrà bene come speri. Ma credo che lei sappia tutto questo, perché Stina è una campionessa olimpica e sa cosa dovrà fare. Questo è un vantaggio. Sono convinta che possa essere molto brava».

Herrmann però ha avvertito la svedese che vincere nel biathlon sarà più difficile: «Vincere nel biathlon è molto più complicato. Se un fondista è in grande forma, può imporsi nelle sprint di Coppa del Mondo ogni settimana. Ma nel biathlon è tutto più complicato, soprattutto in un Mondiale o un’Olimpiade. In quella singola gara, infatti, tutto deve andare perfettamente, non solo sugli sci ma anche al tiro. Per vincere devi sparare al meglio commettendo al massimo un errore. Però credo che in un certo senso il biathlon sia più divertente. Innanzitutto mi piace che, essendoci tanti dettagli che fanno la differenza, puoi migliorare ogni anno. Poi mi piace che fino all’ultimo momento non puoi mai sapere come andrà a finire»

Giorgio Capodaglio

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