Sci di fondo | 08 aprile 2020

Fondo - Frida Karlsson sperimenta una nuova metodologia di allenamento ispirandosi ai fratelli Ingebrigtsen

La svedese, guidata dal suo allenatore Per Nilsson, sta svolgendo una doppia sessione ad alta insensità al giorno

Fondo - Frida Karlsson sperimenta una nuova metodologia di allenamento ispirandosi ai fratelli Ingebrigtsen

La stagione si è da poco conclusa ma Frida Karlsson non si è fermata, continuando ad allenarsi. La giovane svedese, su indicazione del suo allenatore Per Nilsson, sta sperimentando un nuovo metodo di preparazione, ispirato a quello dei fratelli Henrik, Filip e Jakob Ingebrigtsen, forti mezzofondisti norvegesi.

L’allenamento, chiamato dal tecnico svedese “doppia soglia”, consiste nello svolgere due sessioni ad alta intensità al giorno, nei quali l'atleta raggiunge il limite di acido lattico tollerato.

Frida Karlsson ha sottolineato che si tratta di una sperimentazione: «Stiamo testando questa nuova metodologia di allenamento per capire se potremo utilizzarla anche nei prossimi mesi. Sono sessioni ad un’intensità più elevata e brevi. Credo sia divertente provare qualcosa di nuovo».
Per Nilsson ha spiegato: «Mi sono ispirato ai fratelli norvegesi Ingebrigtsen. È raro che gli sciatori eseguano due allenamenti ad alta intensità nella stessa giornata, ma abbiamo deciso di testare, perché se vuoi migliorare devi osare e provare. In questa fase stiamo svolgendo diversi veloci. Nel corso della preparazione, però, prevediamo di dividere l’allenamento in 80% lavori a intensità lenta e 20% a intensità prossimale alla soglia anaerobica. In fin dei conti è pur sempre uno sport di resistenza».

L’obiettivo è quello di permettere all’atleta di mantenere più a lungo possibile una determinata velocità migliorando lo smaltimento del lattato. L’idea di fondo è velocizzare ulteriormente questo effetto grazie a una doppia sessione di veloci.

Dalla Norvegia è arrivata anche una critica. L’esperto di TV2, Petter Soleng Skistad è convinto che si tratti di una scelta rischiosa: «Karlsson non è la prima a provare qualcosa del genere, perché in passato l’hanno già fatto Holund, Musgrave e la stessa Bjørgen, senza ottenere i risultati desiderati, accantonando presto questa sperimentazione. In fin dei conti atletica e sci di fondo sono discipline diverse. I corridori sono estremamente attenti a controllare costantemente i propri livelli di acido lattico e avere sempre il giusto carico durante l’allenamento. È più difficile invece per gli sciatori, perché il terreno collinare lo fa variare spesso, diventa più duro in salita e leggero in discesa. Karlsson è abituata ad andare anche oltre soglia in certi momenti, mentre con questo allenamento deve controllare i suoi livelli di acido lattico. La vera sfida sarà quindi trovare il giusto equilibrio, perché nel fondo lo sforzo non è costante come nell’atletica. È secondo me importante che le sessioni ad alta intensità non diventino troppe, in quanto la distribuzione migliore per un fondista è lavori lenti 85-90% e alta intensità 10-15%. Sia chiaro, però, io applaudo chi prova a utilizzare nuove metodologie, ma dopo i problemi avuti da Frida nell’ultima stagione, non so se fosse il momento giusto di farlo. Forse sarebbe meglio seguire un programma di allenamento in grado di darle maggiori certezze».

A differenza di Skistad, probabilmente Per Nilsson è convinto che migliorando la velocità di smaltimento del lattato, Frida Karlsson potrebbe spingere di più in salita, avere un recupero parziale maggiore nelle discese ed essere ancora più fresca nella salita successiva. Vedremo se la svedese svolgerà questo allenamento anche nei prossimi mesi. Certamente sarebbe molto interessante osservarne i risultati.

Giorgio Capodaglio

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