Sci di fondo | 28 maggio 2020

Sport e disturbi alimentari: alcuni big norvegesi degli sport invernali ne parlano apertamente

Negli ultimi anni tanti atleti hanno sofferto di disturbi alimentari; come affrontare la situazione? È giusto parlarne apertamente se si nota il problema? Le opinioni di Tandrevold, Krüger e Løfshus in merito all'argomento

Foto IBU

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Sport e alimentazione, un tema sempre molto sentito in particolare nel mondo dell'alto livello. Diverse atlete hanno parlato apertamente del problema legato ai disturbi alimentari, come ad esempio Jessie Diggins all’interno della sua autobiografia uscita alcuni mesi fa.

Questo argomento è tornato molto caldo in Norvegia nei giorni scorsi, complice una conferenza digitale che sarà organizzata la prossima settimana da Sunn Idrett. VG ha sentito diversi sportivi, per avere un’opinione in merito a tale questione, raccogliendo sicuramente degli spunti molto interessanti che dovrebbero far riflettere su un tema che forse andrebbe maggiormente dibattuto ed esteso anche all’esterno dell’attività sportiva ad alto livello.

Molto interessante l’intervento di Vidar Løfshus, che ha allenato le nazionali di Stati Uniti e Norvegia. «Sappiamo che tra gli sportivi ci sono molti atleti che soffrono di disturbi alimentari – ha affermato l’allenatore, che è sempre molto impegnato su questo tema – abbiamo provato ad affrontare questa problematica, ma è sempre molto difficile parlarne, in quanto riguarda la salute di ogni individuo e la sua privacy. Per me i disordini alimentari sono stati un incubo durante la mia carriera da allenatore. Mi sento coinvolto in questa situazione, in parte a causa di una cattiva conoscenza, perché purtroppo non ne sappiamo mai abbastanza. Ci sono troppe tragedie. È doloroso vedere atleti che soffrono di questa problematica, vorrei che fossero più aperti e onesti con se stessi».

Løfshus ha affermato che proprio l’assenza di comunicazione non ha aiutato a risolvere questo problema, ricordando le volte che ha dovuto discutere con famiglie e club. Per questo motivo ha invitato il Ministero della Salute norvegese a fare qualcosa in più: «I disturbi alimentari sono un problema sociale legato a un’immagine ideale del corpo. Con una maggiore collaborazione con il Ministero della Salute in un lavoro di prevenzione, potremmo salvare la vita e la salute di diverse persone».

Sullo stesso argomento è intervenuta anche la biatleta Tandrevold, che ha portato la propria esperienza. Nel blog che tiene con l’amica e collega Tiril Eckhoff, infatti, la giovane norvegese aveva raccontato quanto un commento sul peso in occasione di un regalo ricevuto nel giorno del suo compleanno l’avesse condizionata. «A volte basta poco, per questo motivo decisi di raccontare quella storia – ha sottolineato la biatleta a VG – non soltanto per coloro che ricevono il commento, ma anche per quelli che lo fanno. Tali cose possono essere un fattore scatenante, anche se in quel momento si pensa di non far nulla di male. Per quanto mi riguarda sono stata fortunata nell’avere attorno delle brave persone, genitori, amici e allenatori, che mi hanno aiutata a riprendere il controllo della mente».

Tandrevold ha quindi spiegato perché, secondo lei, le persone all’interno mondo dello sport parlano poco dei problemi di peso. «Se dici a una persone che sei preoccupata per lei, perché ritieni sia diventata troppo magra, potresti essere frainteso. Qualcuno potrebbe anche prenderlo come un complimento e una motivazione, perché magari pensano che quanto fatto stia funzionando, quindi continueranno a farlo. Hai paura di sbagliare».
La biatleta norvegese ha poi approfondito la problematica dal punto di vista femminile: «È impegnativo essere una ragazza durante il periodo di crescita, nel corso della pubertà il tuo corpo cambia completamente. Controllare la tua dieta può essere un modo per dire a te stessa che stai controllando la situazione. Dobbiamo insegnare di più alle giovani su come funziona il loro corpo, con cicli, ormoni e nutrizione. Parliamo sempre di mangiare carboidrati prima e dopo l’allenamento, quando dovremmo essere felici di avere un corpo funziona e capire l’importanza di avere regolarmente il ciclo mestruale».

Il problema dei disordini alimentari, però, non è unicamente femminile, come sottolineato dal fondista Simen Hegstad Krüger. «So che ci sono tanti ragazzi che hanno avuto un rapporto conflittuale con il cibo - ha spiegato a VG - penso capiti più raramente rispetto alle ragazze, ma è un problema che esiste anche tra i maschi. È un argomento difficile, in quanto non è facile sapere se parlando si possa finire per peggiorare la situazione. Molte persone probabilmente sono condizionate da questo. Ma forse è sbagliato, perché credo sia importante essere aperti a riguardo. Nel nostro team siamo molto aperti su tutto ciò che riguarda cibo e dieta. Penso ciò renda più facile dirci l’un l’altro se notiamo che qualcuno sta esagerando con la dieta. Se puoi parlarne apertamente, è più facile segnalare all’altro il problema»

G.C.

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