Sci di fondo | 06 giugno 2020

Fondo - Francesca Franchi: "Far parte del gruppo Milano Cortina 2026 è molto stimolante"

La trentina ha affrontato tanti argomenti, concentrandosi sul progetto in cui è entrata a far parte: "Mi piace l'idea che si voglia far crescere questo gruppo nel tempo; Ganz e Comarella ci saranno di grande aiuto"

Foto di Flavio Becchis

Foto di Flavio Becchis

Nelle ultime due stagioni Francesca Franchi è cresciuta costantemente, arrivando ad ottenere anche i suoi primi punti in Coppa del Mondo, tre titoli ai Campionati Italiani di Gromo, uno assoluto e due Under 23, e infine il bellissimo bronzo nella staffetta mista dei Mondiali Under 23, dove è stata protagonista di una splendida ultima frazione. Una medaglia arrivata insieme a Simone Daprà, Martin Coradazzi e soprattutto con Anna Comarella. Il fatto di aver vinto questo bronzo insieme alla fondista veneta ha avuto un significato importante dal punto di vista simbolico, in quanto Franchi ha chiuso in questa maniera la sua avventura nelle categorie giovanili, che era iniziata con uno splendido argento nella staffetta del Mondiale Juniores del 2017, insieme proprio ad Anna Comarella, oltre che Martina Bellini e Cristina Pittin, chiudendo quindi un cerchio.

Queste quattro atlete, insieme a Caterina Ganz e Nicole Monsorno, faranno tutte parte della squadra Milano Cortina 2026, affidata a Renato Pasini, allenatore al quale la giovane Franchi sente di dovere molto. L’abbiamo contattata, interrompendo per qualche minuto il suo studio, dal momento che la giovane trentina delle Fiamme Gialle sta preparando il suo ultimo esame universitario, per parlare con lei della nuova squadra, del periodo di quarantena, dal quale è riuscita a trovare gli aspetti positivi, e della preparazione in vista della prossima stagione. L’impressione è come sempre quella di parlare con una ragazza molto più matura rispetto a quanto scritto sulla carta d’identità.

Ciao Francesca. Com’è stato tornare ad allenarsi all’aria aperta?
«È stato bellissimo, anche se non ho avuto problemi ad allenarmi anche a casa, perché fortunatamente mia mamma ha uno studio fisioterapico, così ho potuto utilizzare gli attrezzi e i rulli. Però mentalmente non è stato facile, perché non mi è mai piaciuta l’idea di stare chiusa in casa, in quanto per rilassarmi e scaricare ho sempre bisogno di camminare o correre. Mi mancava tutto questo. Appena è stato possibile riprendere a correre, ho fatto delle corse lunghissime, mi serviva proprio, mi sembrava quasi di essere tornata alle prime volte. È incredibile quanto a volte diamo per scontate cose come correre, uscire o fare due passi, quando in realtà non è così».  

Allenamento a parte, cos’hai fatto durante la quarantena? Hai scoperto qualche passione particolare?
«Mi sono concentrata tanto sull’università. Durante la stagione ho meno tempo per studiare, così mi sono impegnata tantissimo e ho dato molti esami. Ora ne manca solo uno ed è finita, quello di spagnolo, che mi sta facendo un po’ dannare (ride, ndr). Intanto sto preparando anche la tesi e le carte necessarie per laurearmi. Oltre a studiare ho anche cucinato, volevo rifare le ricette di mia nonna, alcune tipiche del trentino, altre meno. I risultati sono stati alterni, ma ci ho messo il massimo impegno. Poi sono stata tanto con mia mamma, abbiamo dipinto dei quadri assieme e creato oggetti in legno. Lei è molto artistica, io meno, ma è stato veramente bello stare assieme a lei. Ecco, la cosa sicuramente più positiva di questo periodo di quarantena è stato scoprire dei lati della mia famiglia che non conoscevo e mi sono piaciuti tutti. Per esempio, con mia mamma ho costruito un rapporto bellissimo, non che prima non l’avessimo, ma ora ci siamo legate ancora di più».

Parliamo ora di sci di fondo. Sei stata inserita nella squadra Milano Cortina 2026, nella quale ritrovi dopo alcuni anni Anna Comarella e Caterina Ganz.
«Mi piace e sono veramente felice di potermi allenare con Anna e Caterina. È una cosa importante perché sono un bel punto di riferimento, le stimo come persone ed atlete, loro lo sanno. Da anni ho sempre visto Caterina ed Anna molto forti, stare lì davanti, quindi sarà molto stimolante allenarsi con loro e vedere come affrontano l’allenamento. Sarà uno stimolo importante per me e le altre, anche perché loro hanno più esperienza rispetto a noi e ci daranno una grossa mano a crescere. Sarà divertente tirarsi il collo nei veloci, ovviamente quando si potrà tornare a farli senza preoccuparsi delle distanze».

Anche quest’anno, invece, ti allenerai con Martina Bellini e Cristina Pittin, alle quali sei molto legata.
«Pure la loro presenza mi aiuta moltissimo. Come ho detto spesso lo scorso anno, abbiamo un bellissimo rapporto. È importante andare d’accordo e fare gruppo, diventa tutto più semplice quando si va in ritiro e si crea un bel clima con compagne e allenatore, si vive tutto con maggiore tranquillità. Noi tre siamo cresciute tanto assieme e andiamo forte perché abbiamo tutte quel fuoco dentro di voler arrivare, trasmesso anche dal nostro allenatore, Renato Pasini, che ci aiuta a metterci continuamente in gioco proponendoci allenamenti sempre diversi. Non ci abbattiamo mai, ci aiutiamo a vicenda, ci stimoliamo, c’è una competizione sana anche in allenamento, che ci aiuta a dare sempre il cento per cento. Vogliamo migliorare assieme».

A completare il gruppo la nuova arrivata, la 2000 Nicole Monsorno. La presenza di una giovane così competitiva rappresenta uno stimolo in più?
«Tantissimo. Ricordo anche il mio primo incontro con Nicole, quando passai la prima estate da aggregata nelle Fiamme Gialle. Facevamo delle prove sui 15” e non c’era verso per me di vincere. Vedevo sempre questa piccolina che mi batteva di continuo e non ci stavo. Non sono ancora riuscita a rifarmi, ma questa estate vorrò certamente la rivincita. Comunque conosco molto bene Nicole, proprio perché fa parte del mio stesso gruppo sportivo, è una ragazza tosta e forte nelle sprint. Anche con lei sarà quindi stimolante allenarsi».

Per il terzo anno consecutivo il tuo allenatore sarà Renato Pasini. Quanto è importante per te avere questa continuità tecnica?
«Sono stata veramente felice quando Renato Pasini mi ha chiamato per dirmi che sarebbe stato ancora il mio allenatore. Da una parte credevo che non l’avrei più avuto, visto che non ero più Under 23. È importante per me avere un allenatore come lui, con il quale mi trovo a meraviglia, posso anche sfogarmi, parlare liberamente, esprimere le mie idee. Ritengo poi fondamentale essere seguita per più stagioni dallo stesso allenatore, significa conoscersi sempre meglio, consolidare nel tempo il rapporto di fiducia, migliorare come atleta. Sono felicissima perché con lui mi trovo benissimo, abbiamo costruito insieme un percorso che è stato fin qui molto positivo, conosce le mie doti e i punti deboli. Poi Renato sa metterti tanto entusiasmo, ti crea molti stimoli durante gli allenamenti, preparando un programma su misura e proponendo qualcosa di nuovo in ogni allenamento. È una sfida continua, ogni giorno è diverso e ciò ti aiuta a esprimere al meglio le tue potenzialità».

Come vivi il fatto che al momento si abbiano poche certezze sia sui raduni che in particolare sulle gare internazionali della prossima stagione?
«Non ci penso. Al momento sono concentrata a risolvere i miei punti deboli, soprattutto quelli mentali, che solitamente si tende un po’ a sottovalutare durante l’estate, quando si pensa soltanto al lato atletico. Ecco cercherò di curare meglio questo aspetto e capire come affrontare certe situazioni, anche grazie a Renato. Poi ovviamente l’obiettivo sarà presentarsi in forma alle gare, ma anche questi aspetti sono fondamentali per diventare sempre più competitivi».

Cosa significa entrare a far parte di un gruppo che la direzione agonistica ha denominato “Milano Cortina 2026”?
«Da un lato è una bella responsabilità, in quanto significa che la direzione agonistica crede in me e ritiene che abbia le potenzialità per rappresentare l’Italia nell’Olimpiade casalinga. Dall’altro è bello veder nascere un progetto che non punta solo al risultato immediato, ma a preparare una squadra per essere competitiva nel tempo fino al 2026. La cose che più mi piace è notare che si punti non solo sui singoli ma sul gruppo, c’è voglia di creare una squadra che funzioni e sia compatta. Per farlo serve più di un anno, ma creando una bella unione si costruisce una squadra in grado di ottenere risultati importanti con maggiore facilità»

Giorgio Capodaglio

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