Sci di fondo | 13 luglio 2020

Doping - Uno skiman austriaco condannato a dodici mesi e 3360 euro di multa

Emanuel M., secondo l'accusa, ha agito da tramite tra Mark Schmidt e gli atleti coinvolti; egli stesso ha ammesso alcune accuse

Doping - Uno skiman austriaco condannato a dodici mesi e 3360 euro di multa

Anche un tecnico degli sci austriaco è stato coinvolto nel processo per lo scandalo doping esploso nel 2019 in occasione del Mondiale di Seefeld. L’uomo, Emanuel M. ha dovuto rispondere lunedì presso il tribunale di Innsbruck per il mancato rispetto della legge antidoping e per aver contribuito alla frode sportiva. Il trentacinquenne ha ammesso in parte la colpa, affermando di aver ricevuto da Mark S. l’ormone della crescita da consegnare poi ad alcuni atleti. Il tecnico è stato quindi condannato a un anno di carcere e al pagamento di una multa complessiva di 3360 euro.
    
L’uomo agiva quindi come intermediario tra il medico tedesco e gli atleti, avendo anche consegnato l’ormone della crescita ai due fondisti, Dominik Baldauf e Max Hauke, e avendo anche ammesso di aver ricevuto la richiesta dall’ex allenatore Gerald H. di ottenere qualcosa per lo sciatore Hannes Reichelt. L’imputato ha affermato di aver consegnato quindi qualcosa all’allenatore, ma non ricorda di preciso se si trattasse o meno di ormone della crescita e soprattutto non sa se l’atleta abbia mai ricevuto e utilizzato quanto consegnato. Ricordiamo che lo sciatore ha sempre respinto con forza ogni accusa in merito.

Il tecnico austriaco ha svelato di aver conosciuto il medico tedesco in occasione delle Olimpiadi di Sochi, quando Johannes Dürr, poi squalificato per doping, gli chiese di prenderlo e successivamente riaccompagnarlo in aeroporto. Lui stesso, ex atleta ritiratosi però molto presto, ha fatto uso di doping per alcune gare amatoriali alle quali ha partecipato negli ultimi anni.

L’imputato non ha voluto fare alcun nome specifico degli allenatori austriaci dai quali avrebbe ricevuto delle richieste riguardo al doping, temendo, così ha affermato rispondendo ad una domanda del suo avvocato difensore, una causa da parte dell’ÖSV. 

G.C.

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