Olimpiadi | 16 luglio 2020

Olimpiadi - Pound spaventa Pechino 2022: "No Tokyo significherebbe probabilmente anche niente Olimpiadi cinesi"

L'ex vice presidente del CIO ritiene che siano tante le problematiche legate alle Olimpiadi cinesi, non soltanto per l'emergenza covid-19, ma anche per alcune questioni politiche

Olimpiadi - Pound spaventa Pechino 2022: "No Tokyo significherebbe probabilmente anche niente Olimpiadi cinesi"

Tokyo trema, ma anche Pechino. L’emergenza Covid-19 sta mettendo in agitazione i comitati organizzatori dei prossimi due eventi olimpici, estivi e invernali. Dopo lo spostamento al 2021, i Giochi Olimpici estivi di Tokyo, che dovrebbero svolgersi dal 23 luglio all’8 agosto del prossimo anno, sono ancora in forte dubbio. Lo ha fatto capire chiaramente Thomas Bach, presidente del CIO, nel corso di una teleconferenza con la stampa, nella quale ha garantito di voler evitare la possibilità che i prossimi Giochi si disputino a porte chiuse: «Ci sono scenari multipli, ma non è quello che vogliamo».

Bach ha chiarito che il CIO, insieme agli organizzatori locali, sta lavorando affinché i Giochi si svolgano regolarmente, ma la salute va messa al primo posto: «Prima di tutto la nostra priorità riguarda la sicurezza di tutti i partecipanti – ha affermato – l’OMS sta svolgengo un ruolo molto importante. Quindi continuiamo ad essere guidati dai consigli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e basandoci su questi ci stiamo preparando a molteplici scenari».

A Tokyo in questi giorni è nuovamente allarme rosso dopo l’aumento dei casi di covid-19 nella capitale giapponese. Nel frattempo a preoccupare gli appassionati e gli organizzatori delle Olimpiadi si aggiunge anche la decisione già presa dal CIO di spostare le Olimpiadi Estive della Gioventù in programma a Dakar, in Senegal, nel 2022.

Insomma senza un vaccino sarebbe certamente difficile contenere al cento per cento la diffusione della pandemia e il rischio di un rinvio dei Giochi sarebbe alto. A questo punto, però, a tremare sono anche gli appassionati degli sport invernali, in quanto una cancellazione delle Olimpiadi Estive di Tokyo potrebbe condizionare anche il regolare svolgimento delle Olimpiadi Invernali di Pechino, in programma soltanto sei mesi dopo, dal 4 al 20 febbraio 2022. Ad affermarlo a chiare lettere, contattato telefonicamente dall’agenzia Reuters, è Dick Pound, ex vice presidente del CIO ed ex capo della WADA, oggi membro del CIO. «Mettendo per un attimo da parte l’aspetto politico, se ci fosse il problema Covid per le Olimpiadi di Tokyo a luglio ed agosto, sarebbe difficile da immaginare che questo non avrebbe un effetto anche sui successivi Giochi di Pechino, in programma appena cinque mesi dopo».

Oltre alla questione Covid-19, sui Giochi di Pechino pende anche la questione politica, inclusa l’instabilità della situazione legata a Hong Kong e le elezioni negli USA, che potrebbero avere al centro proprio la questione delle relazioni tra Stati Uniti e Cina. Il presidente Trump ha etichettato la pandemia come “il virus cinese” – ricorda l’agenzia – e incolpato il paese per l’epidemia che è emersa nella città cinese di Wuhan. Per mesi il Presidente degli Stati Uniti ha sostenuto che la Cina debba essere ritenuta responsabile per non essere riuscita a contenere la malattia.

Questo, secondo l’avvocato canadese Dick Pound, porterebbe diversi possibili scenari, uno dei quali potrebbe essere non tanto la minaccia di boicottaggio dei Giochi da parte gli Stati Uniti, ma ancora peggio la possibilità che la Cina possa prendere in considerazione di impedire agli Stati Uniti di partecipare alle Olimpiadi se il paese a stelle e strisce non dovesse prendere in mano il controllo dell'emergenza del virus: «Almeno una parte degli Stati Uniti sta pianificando una campagna elettorale anti cinese – ha spiegato Pound e se sei un teorico della cospirazione potresti anche affermare che l’OMS è fortemente influenzato dalla Cina, sopratutto se gli USA dovessero uscirne, che potrebbe andare da esso a dire che negli USA la situazione riguardo al Covid-19 non è positiva, tanto che sarebbe pericoloso far giungere gli statunitensi in Cina. Questa ovviamente è una supposizione estrema. Ci sono tante cose folli che potrebbero accadere».

Al momento comunque il CIO non sta ancora pensando alle Olimpiadi di Pechino: «Le Olimpiadi cinesi certamente non saranno discusse nella prossima sessione del CIO in programma venerdì – ha chiarito Poundnella quale principalmente si valuteranno rapporti e problematiche riguardo cosa fare con le Olimpiadi di Tokyo. Pechino al momento non è ancora sul tavolo e penso che sarebbe una cosa inutilmente complicata trattare l’argomento ora, perché semplicemente non sappiamo ancora nulla». 

G.C.

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