Biathlon | 31 luglio 2020

FOTOGALLERY - Biathlon, a Bionaz termina il raduno della nazionale Juniores e Giovani: il resoconto

Tanto duro lavoro e due test molto interessanti per i giovani azzurrini; Romanin: "Abbiamo messo alla prova il gruppo con un raduno più lungo per abituarli a tenere alta la concentrazione per un periodo di tempo più ampio"

FOTOGALLERY - Biathlon, a Bionaz termina il raduno della nazionale Juniores e Giovani: il resoconto

Si è appena concluso il quarto raduno della nazionale azzurra Juniores e Giovani di biathlon. La squadra di Mirco Romanin ha raggiunto lo scorso 20 luglio Bionaz, dopo essere stata due volte ad Anterselva e in un’occasione in Val Martello. In gruppo 15 atleti, otto uomini e sette donne: Beatrice Trabucchi, Hannah Auchentaller, Rebecca Passler, Gaia Brunetto, Linda Zingerle, Martina Trabucchi, Sara Scattolo, Daniele Fauner, Iacopo Leonesio, David Zingerle, Michele Molinari, Stefano Canavese, Elia Zeni, Nicolò Betemps e Marco Barale. Assente, invece, Ilaria Scattolo, alle prese con un problema fisico.

Due settimane di duro allenamento per gli azzurrini sotto lo sguardo attento dell’allenatore friulano, coadiuvato da Fabio Cianciana, Edoardo Mezzaro, Aline Noro, Samantha Plafoni, Pietro Dutto e Daniele Piller Roner. Si è lavorato tanto sulla quantità, ma anche sulla qualità, come ha spiegato a Fondo Italia l’allenatore responsabile Mirco Romanin: «In questo raduno abbiamo voluto mettere alla prova i nostri atleti nel rimanere tanti giorni via, mantenendo alta la concentrazione per un lungo periodo di tempo, come accade nel corso dell’inverno, quando ci sono molte gare e trasferte lunghe. Abbiamo lavorato tanto su qualità e quantità, sfruttando al meglio la località di Bionaz, molto adatta a quanto ci serviva, perché ha una pista che ci ha permesso di svolgere tutti i lavori programmati e una vallata poco trafficata con attorno le montagne per camminare e correre. Grazie anche alle condizioni metereologiche siamo riusciti a fare tutto quanto avevamo in programma. Ringraziamo Betemps, che è gestore della pista di Bionaz, per averci ospitato, mettendoci a disposizione tutto quanto necessario per allenarci nel miglior modo possibile. Abbiamo lavorato molto sull’intensità di medio e soglia per avvicinare i ragazzi alle condizioni di gara. Adesso gli atleti sono attesi da una settimana di carico a casa, poi scarico, e quindi un nuovo raduno molto più intensivo, con dei lavori ogni giorno, dove andremo a sviluppare tanto il combinato alle alte intensità e il discorso organico».

Il raduno valdostano è stato anche l’occasione per effettuare alcuni test. Il primo giovedì scorso, tremila metri di corsa sulla pista d’atletica. Tra le donne ancora una volta Linda Zingerle ha dimostrato di avere un gran motore, chiudendo con il miglior tempo in 11’06”. Di poco alle sue spalle Beatrice Trabucchi, che ha fatto un’ottima impressione, mentre a poco meno di 30” sono giunte Sara Scattolo e Rebecca Passler. Tra gli uomini sono arrivati praticamente assieme, in 9’17”, David Zingerle, Daniele Fauner, Nicolò Betemps e appena staccato negli ultimi metri Iacopo Leonesio. Risultati che hanno confortato molto Romanin, in quanto migliori rispetto a quelli di un mese fa.

A distanza di una settimana, invece, si sono disputate oggi due mass start per dare agli atleti nuovamente le emozioni del clima da gara. Tra le donne doppia grande prestazione di Beatrice Trabucchi che ha avuto una grande regolarità. La valdostana del CS Esercito ha vinto entrambe le prove commettendo un errore in piedi e con un tempo praticamente identico. Nella prima delle due mass start è giunta alle sue spalle, staccata di 58”, un’ottima Gaia Brunetto nonostante un doppio errore nella prima serie a terra. Terza posizione per Linda Zingerle, che ha mancato 4 bersagli (3 in piedi), giungendo a 1’07”. Nell’altra gara, alle spalle di Beatrice Trabucchi, ha concluso proprio Linda Zingerle, che nonostante cinque errori è riuscita a battere di un soffio Martina Trabucchi (2 bersagli mancati) e non permettere così una doppietta delle due sorelle.

Anche tra gli uomini è arrivata la doppietta di un valdostano, Iacopo Leonesio, che ha vinto la prima gara mancando due bersagli in piedi, ma chiudendo con 39” di vantaggio su Michele Molinari, autore di tre errori. Terzo Nicolò Betemps, che ha mancato 4 bersagli. Nella seconda gara alle spalle del carabiniere valdostano, questa volta nonostante quattro errori, è giunto il piemontese Stefano Canavese, che ha mancato cinque bersagli, chiudendo a 22”. Terzo ancora Nicolò Betemps, sempre con cinque errori. Ovviamente le fatiche del duro lavoro svolto in questi giorni si sono fatte sentire sulla gambe e nella testa dei giovani azzurri, ma era importante per tutti rivivere le emozioni e le difficoltà della competizione.

«Dal test dei 3000 non mi aspettavo che gli atleti migliorassero più di tanto – ha ammesso Romanin –  perché erano già partiti da un buon livello. Invece qualcuno l’ha fatto, altri si sono mantenuti sullo stesso livello, mentre c'è stato anche chi ha fatto qualcosa in meno, come mi aspettavo, perché due giorni prima avevamo fatto un lavoro di forza, che era rimasto sulle gambe a qualcuno. Con la mass start di giovedì, invece, volevamo sparare un bel numero di colpi ad alta intensità. Abbiamo scelto questo format perché è quello più difficile dal punto di vista del tiro, in quanto non riesci mai a isolarti. L’obiettivo era quindi di disturbare un po’ i ragazzi e le ragazze al tiro, in quanto dobbiamo simulare al meglio le condizioni di gara. Alla fine sono venuti fuori i tiratori, perché il giro era piuttosto breve»

Giorgio Capodaglio

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