Biathlon | 08 agosto 2020

Biathlon - Rodchenkov: "Volevano falsassi un test antidoping di Vita Semerenko"

L'ex capo del Laboratorio Antidoping di Mosca è anche tornato sui casi di Zaitseva, Vilhukina e Romanova; immediata la risposta dell'avvocato delle tre atlete

Biathlon - Rodchenkov: "Volevano falsassi un test antidoping di Vita Semerenko"

Dopo mesi di silenzio, nelle ultime settimane Grigory Rodchenkov, l’ex capo del Laboratorio antidoping di Mosca, è tornato a far parlare molto di sé, rilasciando numerose interviste in occasione dell’uscita della sua autobiografia.

Si sta discutendo tanto, in particolare in Russia, di alcune sue dichiarazioni rilasciate in un’intervista a “Meduza”, nelle quali ha ribadito un fatto di cui si era già parlato in passato. Rodchenkov ha infatti ricordato di quando l’ex vice ministro dello sport russo, Yuri Nagornykh, nell’aprile del 2013 gli propose di inviare gli agenti della RUSADA dalla biatleta ucraina Vita Semerenko, che era a Mosca in quei giorni, per farle un test antidoping e falsarlo sostituendo la provetta. L’obiettivo era di farne riscontrare la positività e riuscire così a fermare una pericolosa avversaria in vista dei Giochi di Sochi. «Quella proposta di Nagornykh mi fece arrabbiare – ha affermato Rodchenkovnon voglio fare delle esecuzioni. Non ho mai cacciato o pescato, queste cose non fanno per me. Nella mia vita non ho mai cambiato un campione pulite con uno sporco».

L’anno successivo, a Sochi, Vita Semerenko vinse il bronzo nella sprint olimpica e l’oro in staffetta, proprio davanti alla Russia. La prima medaglia potrebbe trasformarsi addirittura in argento se il TAS dovesse confermare la squalifica di Olga Vilukhina. L’ex capo del Laboratorio Antidoping di Mosca è al centro anche dell’appello al TAS, in quanto secondo l’avvocato delle atlete sarebbe falsa la firma di Rodchenkov nel documento della sua testimonianza sulla violazione delle regole antidoping da parte delle tre atlete a Sochi. Anche gli esperti del quotidiano tedesco Der Spiegel avevano confermato che la grafia della firma è diversa. «Quando ero direttore in Russia utilizzavo una penna Montblanc per firmare – ha spiegato Rodchenkovmentre quando ho firmato la testimonianza qui negli USA avevo una penna a sfera, quindi è completamente diversa. Ma tutte le firme sono mie. Inoltre tutto ciò che arriva dal mio avvocato, è mio».

Questa risposta non è però passata inosservata ad Alexey Panich. L’avvocato di Olga Zaitseva, Olga Vilukhina e Yana Romanova ha commentato a TASS la dichiarazione di Rodchenkov sulle firme: «È necessario che questo argomento venga studiato da esperti. Vorrei attirare la vostra attenzione sul fatto che la nuova dichiarazione contraddice direttamente le precedenti. Quando a marzo abbiamo denunciato che le firme erano false, ci è stato detto che Rodchenkov aveva concesso al suo avvocato il diritto di utilizzare la sua firma elettronica. I suoi avvocati parlano di questo anche nell’inchiesta giornalistica di Der Spiegel. Ora prendiamo nota di questa strana affermazione in cui si scopre che le firme non erano elettroniche, ma apposte a mano, e la differenza è dovuta solo all’utilizzo di penne diverse. È importante chiarire la situazione, poiché questi documenti sono stati presentati come un’accusa di reati commessi e sono stati sottoposti ad arbitrato»

G.C.

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