Sci di fondo | 19 agosto 2020

La FIS presenta il suo protocollo anti Covid-19 per le gare di Coppa del Mondo 2020/21

Test molecolare da effettuare 3-4 giorni prima dell'evento e se un atleta dovesse risultare positivo in loco sarebbero messe in quarantena tutte le persone con cui fosse entrato a contatto

Foto di Flavio Becchis

Foto di Flavio Becchis

La FIS ha rilasciato il suo protocollo per combattere la diffusione del Covid-19 durante gli eventi della Coppa del Mondo, in vista della prossima stagione. "Il protocollo è stato compilato da esperti per consentire la migliore gestione possibile del rischio - è scritto sul sito FIS - affinché la pandemia non influenzi gli eventi della prossima Coppa del Mondo. LA FIS ritiene che sia un documento importante anche per le autorità sanitarie nazionali, che possono così rendersi conto di avere a che fare con uno sport e degli organizzatori responsabili e capaci, grazie all’adozione di protocolli chiari. Inoltre questi sistemi possono essere replicati a tutti i livelli delle competizioni internazionali e nazionali».

Il protocollo è stato redatto grazie all’esperienza del gruppo di progetto Covid-19 del comitato medico della FIS, guidato da Hubert Hoerterer e Rasmus Damsgaard, nominato esperto FIS Covid-19 per i test e l’igiene.

Ma entriamo nei particolari del protocollo, che dovrà essere rispettato non soltanto dagli atleti, ma anche dagli staff tecnici e di supporto, gli ufficiali della FIS, tutti gli accreditati (da giornalisti a sponsor) e gli organizzatori locali, compresi i volontari.

Ogni persona, che vuole partecipare ad un evento FIS dovrà presentare un test molecolare negativo al COVID-19 fatto 3-4 giorni prima dell’arrivo all’evento e compilare un questionario. Nel corso dell’evento questo test andrà ripetuto in loco ogni tre o quattro giorni, oppure in in luogo diverso se si viaggia (esempio Tour de Ski). I costi dei test saranno a spese della persona o del gruppo responsabile. In questa maniera, al Mondiale di Oberstdorf, una persona presente all'intero evento, dovrebbe sottoporsi quindi a circa cinque tamponi.

Un'eventuale positività verrebbe automaticamente riportata alle autorità nazionali e scatterebbero immediatamente le procedure previste dalla nazione ospitante per la quarantena. Se la persona non ha sintomi, auto-quarantena per un definito periodo di tempo. In caso contrario (persona con sintomi), allora resterà in quarantena fino a quando questi non saranno spariti.

Il passaggio più importante, però, viene in seguito. Infatti la persona positiva dovrà segnalare i nomi di tutte le persone con cui è stata in contatto nelle 72 ore precedenti. Queste, quindi, faranno immediatamente il tampone e in attesa del risultato saranno messe in quarantena.

La FIS, inoltre, vuole che nessuno comunichi all’esterno la notizia di una positività, fino a quando la federazione internazionale non avrà valutato la situazione. Sarà quindi la FIS a rendere pubblica la notizia, ma senza comunicare il nome dell’individuo coinvolto o i dettagli. Una volta che saranno stati tutti informati, a quel punto saranno il team o l’atleta stesso a decidere se vorranno dare maggiori notizie ai media.

Queste sono alcune delle linee guida volute dalla FIS per combattere l’emergenza Covid-19. Ovviamente riguardano tutti gli sport sotto l’egida FIS, quindi anche sci di fondo, salto e combinata nordica.

Certamente ci chiediamo cosa potrebbe accadere se alla vigilia di una gara importantissima, magari una sprint mondiale oppure la salita del Cermis, dovesse risultare positiva una persona entrata in contatto con uno dei big del circuito, che a quel punto sarebbe costretto a rinunciare alla gara. Insomma, forse da questo punto di vista, si potrebbero almeno fare dei tamponi veloci, in grado di dare un risultato immediato, senza il rischio di un’inutile quarantena. Anche perché è stata la FIS stessa ad affermare di aver redatto il protocollo, "affinché la pandemia non influenzi gli eventi della prossima stagione". 

G.C.

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