Salto | 26 agosto 2020

Salto - Norvegesi in quarantena dopo le gare di Wisla: un esempio di ciò che potrebbe accadere in stagione

La Polonia viene considerato un "paese a rischio" dalle autorità norvegesi, così Stöckl e i suoi atleti sono in quarantena, un chiaro esempio di ciò che potrebbe accadere in stagione: "La FIS ha già un piano alternativo"

Salto - Norvegesi in quarantena dopo le gare di Wisla: un esempio di ciò che potrebbe accadere in stagione

L’allenatore della nazionale norvegese di salto, Alexander Stöckl, sta avendo un breve assaggio di ciò che potrebbe accadere nel corso della prossima stagione internazionale. Reduce dalla tappa del Grand Prix di salto, che si è disputata lo scorso weekend a Wisla, Stöckl è in quarantena nella sua casa di Oslo, così come i tre atleti norvegesi che hanno preso parte all’evento, Robin Pedersen, Anders Haare e Sander Vossan Eriksen. I quattro hanno dovuto accettare quelle che sono le attuali restrizioni dello stato norvegese per evitare il diffondersi dell’epidemia di Covid-19.

Ciò sta facendo ragionare l’allenatore su quello che potrebbe accadere nel corso della stagione invernale, dal momento che l’epidemia di Covid-19 sta tornando a farsi sentire nelle ultime settimane. Secondo Stöckl è certo che la Coppa del Mondo non si svolgerà regolarmente, ma la federazione sarà costretta ad attuare un piano B. «La FIS ha un piano in attoha spiegato l’allenatore a VGnel quale la priorità sarà data ai grandi eventi, come i Mondiali di Volo a Planica, la Tournee dei Quattro Trampolini, i Mondiali di Oberstdorf, il Raw Air e le finali di Planica».

Secondo Stöckl sarà in ogni caso sempre complicato riuscire a prendere parte a tutte le gare, proprio perché ogni paese ha le sue particolari restrizioni: «Siamo consapevoli delle difficoltà e potremmo dover scegliere una competizione piuttosto che un’altra, anche se in pratica vorremmo partecipare a tutte le gare». L’allenatore ha anche sottolineato che proprio a causa di queste problematiche, la Norvegia potrebbe non schierare sempre la squadra migliore: «Può succedere, ma si spera che sia proprio l’ultima opzione».

Infine, però, l’allenatore della squadra norvegese ha voluto complimentarsi con gli organizzatori dell’evento di Wisla: «Non c’è stato un solo momento in cui ho avuto la sensazione che le cose fossero fuori controllo. Trasporto, ristorazione e alloggio hanno seguito delle regole ferree. All’hotel due piani erano riservati soltanto a coloro che fanno parte della famiglia del salto. Era uno standard olimpico».

G.C.

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