Sci di fondo | 04 settembre 2020

Fondo - Klæbo e quella voglia matta di competere per vincere anche nelle distance: "È un mio obiettivo"

Il campione norvegese ha ancora il pallino di diventare molto competitivo anche sulle distance più lunghe, nonostante il nonno ritenga impossibile per un atleta dominare sia nelle sprint che nelle distance

Foto di Flavio Becchis

Foto di Flavio Becchis

Vuole riprendersi la Coppa del Mondo generale, dopo essersi confermato per il quarto anno consecutivo in quella di specialità sprint. Johannes Klæbo è consapevole che per farlo deve però migliorare le proprie prestazioni nelle distance e si sta allenando molto duramente per riuscirci. Nella passata stagione il campione norvegese ha vinto dieci gare individuali, otto sprint, una mass start e un inseguimento. Klæbo ha nella mente ancora l’inizio della stagione 2017/18, quando nelle prime gare si impose anche nella 15km in classico a cronometro, conquistò la vittoria nello skiathlon di Lillehammer e pure nella 15km ad inseguimento di Dobbiaco. Gli avversari hanno però comunicato a conoscerlo, sanno di doverlo staccare prima, senza portarselo dietro fino alla parte conclusiva della gara, perché a quel punto si andrebbe sul campo più adatto al migliore sprinter al mondo.

Nella passata stagione, quindi, Klæbo ha raccolto molto poco nelle distance, nonostante si fosse allenato con la squadra allround. La mancata vittoria della terza Coppa del Mondo consecutiva non gli è andata giù, così non ha nascosto, in un’intervista a VG, di non essere soddisfatto: «La scorsa stagione non è andata come volevo. Nonostante avessi fatto del mio meglio per prepararmi al massimo in estate, non sono riuscito ad essere abbastanza competitivo. Ho ottenuto tante vittorie, ma tutti ne vogliono di più. Il mio obiettivo è combattere sempre per il vertice. Io faccio quello che posso ogni singolo giorno per competere sia sulla distance che sulla sprint. Mi sono posto questo obiettivo. Ma non sono l’unico che si allena. È un peccato quando tutto non va come vorrei».

Sull’argomento è intervenuto anche Arild Monsen, allenatore della squadra sprint: «È difficile dire quando vincerà una medaglia anche in una distance. Forse ha ragione suo nonno Kåre, che ritiene impossibile essere il migliore e dominare sia nelle sprint che nelle distance. Questi atleti non sono delle macchine. Klæbo è bravo nelle gare più lunghe come nelle sprint quando si trova in gruppo, mentre a cronometro è più difficile per lui vincere. In ogni caso ci stiamo concentrando sul suo sviluppo nelle distance». Per Monsen, però, è importante che Klæbo non sottovaluti le sprint: «Mentalmente è secondo me una giornata di gara più dura. Devi ripetere tutto per ben quattro volte»

G.C.

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