Biathlon | 09 settembre 2020

Biathlon - Lukas Hofer: "Questi giovani rappresentano il nostro futuro; spero di seguirli dietro al cannocchiale"

Il biatleta azzurro del CS Carabinieri ha parlato a Fondo Italia nel corso del raduno di Anterselva: "La possibilità di gareggiare a porte chiuse mi preoccupa; la preparazione va bene e anche la mia schiena non mi dà problemi"

Biathlon - Lukas Hofer: "Questi giovani rappresentano il nostro futuro; spero di seguirli dietro al cannocchiale"

Nel corso del raduno delle nazionali azzurre ad Anterselva abbiamo avuto l’occasione di parlare con Lukas Hofer. Mai banale, come sempre, il biatleta del CS Carabinieri ha affrontato tanti argomenti al microfono di Fondo Italia. È partito dal rischio di disputare gare a porte chiuse, una possibilità che fa molto male a un atleta passionale come il sudtirolese, per poi fare il punto della situazione sulla sua preparazione e uno stato di salute che lo rende felice. Quindi un pensiero dedicato a Fourcade e uno sguardo al futuro, in particolare Giacomel e Bionaz, che sembra aver messo sotto la sua ala protettiva, sperando in futuro di seguirli dietro al cannocchiale. Insomma Hofer ha anche già idea di cosa vorrebbe fare in futuro, quel giorno lontano in cui anch’egli deciderà di smettere.

Di seguito vi proponiamo un breve estratto scritto dell’intervista a Lukas  Hofer, che potete guardare per intero a fondo pagina.

«Mi preoccupa la possibilità di gareggiare a porte chiuse, non è bello vedere gli spalti vuoti perché siamo abituati ad essere sempre seguiti da tanti tifosi. A Nove Mesto mi sembrava di essere in “The Walking Dead”, mi sentivo da solo. Di solito non senti sparare gli altri, senti l’urlo del pubblico quando un atleta prende i bersagli, invece qui era tutto silenzioso in pista e nel bosco, c’era quasi da aver paura. La preparazione? Sto bene, stiamo in una settimana di hit dove facciamo tanta intensità che serve per preparare al meglio l’inverno. Mi sento bene, sono stanco, come normale che sia in questo periodo, ma contento di essere nella forma che vorrei, anche perché pure il tiro sta andando bene. L’obiettivo? Intanto sarei soddisfatto se iniziassimo a gareggiare con tanti tifosi al seguito e si potesse fare la stagione normalmente. Per quanto mi riguarda, invece, l’importante è trovare costanza, confermarmi lì davanti, sperando di stare in salute, senza malanni e problemi, visto che in questo momento sono riuscito ad eliminare quello alla schiena. L’addio di Fourcade? Tanti diranno che è uno in meno da battere (ride, ndr), per me è una persona che manca, perché sono cresciuto con lui e siamo entrati quasi assieme in Coppa del Mondo. A me mancherà di sicuro, ma per ognuno arriva la fine, nello sport è così. I giovani della squadra? Li vedo molto motivati, è una cosa fondamentale, sono sempre lì che cercano di dare il meglio e seguirci ad ogni passo. Mi piace tantissimo il fatto che chiedano tanti consigli per poi seguirli e provarli in allenamento. Sono sicuro che rappresentano la prossima generazione che sta crescendo bene e sono convinto che quando lascerò ci sarà qualcuno in grado di portare in alto l’Italia. Io spero di seguirli dietro il cannocchiale. Dutto allenatore? Lo vedo proprio bene, ha tanto entusiasmo. Ha smesso un po’ prima del solito, ma ha trovato la strada giusta per lui. Lo vedo motivato, una cosa che porta ai giovani e dà qualcosa in più. La squadra Juniores è molto bella, un team giovane, cosa più importante per crescere insieme»
.

 

Giorgio Capodaglio

Ti potrebbero interessare anche: