Biathlon | 10 settembre 2020

Biathlon - Andreas Zingerle: "Abbiamo cambiato perché è giusto guardare al futuro"

L'allenatore responsabile della Squadra A a Fondo Italia: "In squadra non si parla delle incertezze sulla prossima stagione perché ciò rischierebbe di far calare la motivazione"

Biathlon - Andreas Zingerle: "Abbiamo cambiato perché è giusto guardare al futuro"

Da allenatore responsabile della Squadra A si sta togliendo tante soddisfazioni. Persona di poche parole, alle quali antepone però i fatti, Andreas Zingerle ha dimostrato di saper tirare fuori il meglio dai suoi atleti, con due stagioni che hanno regalato all’Italia tantissime soddisfazioni. Quest’anno l’esperto allenatore azzurro si ritrova a guidare un gruppo più ampio rispetto alle ultime due stagioni, non più solo i quattro atleti élite, ma anche sei giovani che vogliono ritagliarsi il loro spazio e fare esperienza ad alto livello. Presente e futuro, quindi, perché Zingerle dovrà tracciare oggi quella linea da seguire che porterà l’Italia alle Olimpiadi casalinghe del 2026, cercando nel frattempo di ottenere il massimo dagli atleti che nell’ultimo decennio hanno fatto grande l’Italia.

In occasione del raduno di Anterselva la redazione di Fondo Italia ha avuto l’opportunità di intervistare l’allenatore azzurro, che ha parlato di questo gruppo più giovane rispetto agli anni passati, dell’importanza della preparazione estiva e di mantenere alte le motivazioni anche dopo gli ottimi risultati degli ultimi anni. Infine l’allenatore azzurro ha svelato che all'interno della squadra non si parla delle incertezze legate alla prossima stagione, ma ci si allena con il massimo impegno pensando di affrontare normalmente tutte le competizioni.

Di seguito un estratto scritto dell’intervista ad Andreas Zingerle, che potete poi vedere completa nel video a fondo pagina.

«La squadra è cambiata perché abbiamo scelto un nuovo sistema pensando al futuro, guardando in avanti senza fermarci su quanto di buono abbiamo oggi, perché alcuni atleti invecchiano quindi dobbiamo costruire sui giovani. Il livello di questi ragazzi cresce ogni giorno, poi come normale che sia ci sono dei periodi in cui fanno più fatica perché non sono delle macchine. Personalmente sono contento, direi che si sono inseriti bene in squadra. Come si trovano nuove motivazioni dopo tante vittorie? Penso che gli atleti siano abbastanza professionisti da capire che se vogliono vincere devono lavorare duramente. Questa è l’unica cosa da fare per vincere gare e avere continuità nel corso del lungo inverno. Quando ci sono dei blocchi con diverse settimane consecutive di gare si vede chi ha lavorato bene in preparazione. Le incertezze sulla stagione a causa dell’emergenza covid? In squadra ne parliamo poco perché se iniziassimo ad avere dei dubbi sul regolare svolgimento della stagione crollerebbe la motivazione. Noi lavoriamo come se tutto fosse normale, cosa fondamentale per evitare che qualcuno possa lasciarsi un po’ andare. Anche perché se si faranno le gare, dovremo essere pronti per combattere con le altre nazioni. Cosa deve fare la staffetta mista per vincere l’oro dopo aver conquistato prima il bronzo e poi l’argento? Lavorare duro, migliorare, sbagliare il meno possibile e trovare la giornata giusta nella quale funzioni tutto perfettamente, compresi i materiali».

 

 

Giorgio Capodaglio

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