Biathlon | 22 settembre 2020

Biathlon - Johannes Bø pronto a sostituire Fourcade nella lotta al doping: "Sono pronto ad assumermi maggiori responsabilità"

Il campione norvegese è convinto che gli atleti più giovani prendano il posto di chi come Fourcade e Koukalova ha sempre battagliato contro il doping: "Si tratta di affrontare le domande difficili senza voltare le spalle"

Biathlon - Johannes Bø pronto a sostituire Fourcade nella lotta al doping: "Sono pronto ad assumermi maggiori responsabilità"

Lo scorso febbraio, in occasione del Mondiale di Anterselva, Johannes Bø e suo fratello Tarjei si scagliarono contro Loginov, quel giorno vincitore della sprint, per aver infranto le regole antidoping quando fu positivo all’EPO in occasione di un test sostenuto a Östersund nel novembre 2013. Il detentore della Coppa del Mondo è sempre stato sensibile a questo argomento e sembra quindi destinato a raccogliere il testimone di Martin Fourcade che, come fatto tra le donne anche da Koukalova, ha sempre combattuto apertamente il doping.

Johannes Bø ha parlato proprio di questo argomento in un’intervista rilasciata a Dagbladet nel corso del Campionato Nazionale di biathlon estivo a Voss. Quando gli è stato chiesto se fosse pronto a prendere il posto di Fourcade e Koukalova nella lotta contro il doping, il campione norvegese ha risposto così: «Uno sport di alto livello sano e puro dipende molto dagli atleti che diventano dei modelli, è importante che essi si facciano avanti e alzino la loro voce. Sono pronto ad assumermi maggiori responsabilità, perché è giusto che le persone prendano una posizione. Penso che finora Martin Fourcade e Gabriela Koukalova abbiano fatto un ottimo lavoro per il nostro sport in questo senso. Ora che si sono ritirati è necessario che dei volti nuovi si assumano queste responsabilità».

Il detentore della Coppa del Mondo ha quindi affermato di essere pronto a farsi sentire di più in questo dibattito: «Sento che stia diventando sempre più naturale per me prendere questa responsabilità man mano che invecchio e sono sempre più rappresentativo per il mio sport. Quindi non vedo l’ora in futuro di dire ciò che sento più di quanto ho fatto in passato. Si tratta di affrontare le domande difficili ogni tanto e di non voltarsi dall’altra parte, anche se è la cosa più facile da fare».

G.C.

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