Sci di fondo | 23 settembre 2020

La folle idea di Jespersen: a 36 anni è passato al biathlon partecipando ai Campionati Norvegesi

Giunto secondo nel Tour de Ski e autore del miglior tempo sul Cermis nel 2014, lo scorso anno il fondista norvegese ha vinto la Diagonela; ora il sogno biathlon: "Tutti pensano sia pazzo, ma punto alle Olimpiadi"

La folle idea di Jespersen: a 36 anni è passato al biathlon partecipando ai Campionati Norvegesi

Non è mai troppo tardi per cambiare e inseguire un sogno. È quanto vuole dimostrare Chris André Jespersen, salito sei volte sul podio in carriera, che ha vissuto il suo momento più alto in occasione del Tour de Ski 2013/14, che chiuse al secondo posto facendo anche registrare il miglior tempo sul Cermis, sua unica vittoria in carriera.

Negli anni successivi ha faticato a ripetersi, ottenendo un altro podio a Davos nella stagione 2014/15 e qualche piazzamento in Coppa del Mondo, dove non è riuscito a ritagliarsi molto spazio complice anche una concorrenza di altissimo livello come quella norvegese. Jespersen ha così trovato spazio nelle granfondo togliendosi anche qualche bella soddisfazione vincendo la Diagonela nella passata stagione e chiudendo decimo la mitica Marcialonga.

Ma si sa, molti atleti cercano sempre nuove sfide, così ecco la folle idea di Jespersen: darsi al biathlon. L’atleta norvegese ha preso la carabina, si è allenato al poligono e ha iniziato a seguire un nuovo sogno chiamato Pechino 2022. «La mia compagna creda sia pazzo, tutti pensano che lo sia, ma sono molto motivato – ha affermato a NRKda marzo ho passato più tempo a sparare di chiunque altro sia oggi ai Campionati Norvegesi, circa 23mila colpi. Sto puntando alla qualificazione per le Olimpiadi di Pechino, tra cinquecento giorni».  

Praticamente impossibile considerando la competitività della nazionale norvegese. Eppure c’è chi dall’interno della Squadra A lo incoraggia: Tarjei Bø: «È un grande lavoratore, un gran professionista e non gli interessa cosa pensa la gente. Sicuramente molte persone rideranno alle sue spalle e diranno che non ce la farà mai. La sua sembra una sfida improbabile, ma farà di tutto per vincerla. Sicuramente la sua non è una mossa pubblicitaria».

Ai Campionati Norvegesi non è però andata benissimo. Nella sprint maschile è giunto infatti quarantaquattresimo su quarantaquattro atleti partiti, con un ritardo di 4’20”8 dal vincitore e otto errori complessivi al poligono, tre a terra e ben cinque in piedi. Domenica non ha preso parte alla mass start.

G.C.

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