Biathlon | 13 ottobre 2020

Caos Bielorussia, Domracheva dopo l'aggressione al fratello: "La mia rabbia pubblica non risolverebbe i problemi"

La campionessa olimpica cerca la via del dialogo: "Non vedo cosa io possa fare per risolvere i problemi del paese, ma le autorità statali dovrebbero trovare idee migliori di licenziare, aggredire e arrestare"

Caos Bielorussia, Domracheva dopo l'aggressione al fratello: "La mia rabbia pubblica non risolverebbe i problemi"

A un giorno di distanza dalla notizia dell’aggressione subita da suo fratello, arrestato dalle forze dell’ordine bielorusse perché scambiato con un manifestante, sull’argomento è intervenuta anche Daria Domracheva. Ancora una volta, però, l’olimpionica bielorussa ha cercato di essere equilibrata, non ha mai citato direttamente l’episodio accaduto a suo fratello, anche se ne ha fatto un chiaro riferimento, ma si è limitate ad invitare tutte le parti in causa (manifestanti contro Lukashenko e forze dell’ordine) alla calma. Ovviamente, però, dalle sue parole si comprende anche la posizione dell’atleta sull’attuale situazione ed è chiara la condanna alle forze dell’ordine.

«Nel fare qualcosa, bisogna fare dei piccoli passi, perché l’importante è raggiungere il risultato. So perfettamente che la mia rabbia pubblica non risolverebbe i problemi – ha scritto Domracheva sulla propria pagina facebook – forse mi aiuterebbe ad affermarmi agli occhi degli altri, a ottenere l’approvazione di qualcuno, forse mi farebbe star meglio, ma sicuramente non mi porterebbe all’obiettivo. Tutti noi vediamo che ci sono dei problemi nel nostro paese, e per risolverli è inutile scuotere l’aria con parole aggressive da una parte ed è assolutamente inutile licenziare, arrestare e picchiare le persone per strada. Non importa se qualcuno è accidentalmente finito in una zona calda o ci è andato volontariamente, siamo tutti uguali.
Inoltre è ovvio che tutte queste azioni non fanno che far arrabbiare ulteriormente il lato opposto, aggravano la situazione. Al momento non vedo quale mossa io possa fare per risolvere i problemi del paese. Ma da parte delle autorità statali, per risolvere la situazione e i problemi delle persone, si dovrebbero trovare delle idee migliori di aggredire, arrestare, licenziare. Non viviamo in un secolo passato, la gente vuole essere ascoltata. Bisogna calmarsi e discutere su tutto, allora forse ci si avvicina all’obiettivo desiderato: un paese giusto, tranquillo, bello e in via di sviluppo. Avete tutti questo obiettivo?»
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Il famoso giornalista sportivo bielorusso Sergei Shchurko, recentemente rilasciato da un centro di detenzione a Minsk, dove aveva trascorso quindici giorni, ha commentato le parole dell’atleta: «Capisco perché Domracheva stia facendo attenzione. Capisco che non voglia fare dichiarazioni dure ed essere radicale. Molti vogliono che lei stia sulle barricate, ma io la capisco. Vogliamo tutti poterci sedere a un tavolo e giungere a una decisione ragionevole. Le rivolte vanno avanti da mesi. Molti sono stati maltrattati e arrestati. Non dovrebbe esserci una guerra in questo paese. Ecco perché penso che le azioni di Domracheva abbiano un senso».

Giorgio Capodaglio

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