Biathlon | 14 ottobre 2020

Dopo la grande paura Pichler torna a parlare: "Sono stato fortunato; ora torno al lavoro"

L'ex allenatore di biathlon, che sta oggi collaborando con il Comitato Olimpico Svedese al progetto "Offensiva Olimpica", si è ripreso dopo l'arresto cardiaco: "Non pensavo di essere così popolare"

Dopo la grande paura Pichler torna a parlare: "Sono stato fortunato; ora torno al lavoro"

Ha fatto spaventare tutti lo scorso 27 settembre quando ha avuto un arresto cardiaco durante un giro in bicicletta a Ruhpolding. Fortunatamente le condizioni di Wolfgang Pichler, ex allenatore della nazionale svedese di biathlon, sono andate in rapido miglioramento e sta per essere dimesso dall’ospedale di Traunstein. Il coach tedesco che ha reso grande il biathlon svedese è già tornato a parlare in un’intervista rilasciata all’emittente SVT.

«Le cose vanno bene – ha affermato l’ex allenatore di Forsbergsta andando tutto nella giusta direzione. Oggi esco dall’ospedale. Ma dalla prossima settimana inizia il periodo di riabilitazione e lì mi mostreranno cosa dovrò fare in futuro. Ma mi sembra che le cose stiano procedendo positivamente. Sono stato fortunato».

Pichler è quindi tornato su quanto accaduto: «È stata molto dura, sono stato anche in coma per tre giorni. La cosa positiva è che fisicamente stavo in forma, questo mi ha aiutato. All’inizio pensavano addirittura che fossi morto, la polizia ha raggiunto mia moglie comunicandole che avrei anche potuto perdere la vita. Nessuno poteva sapere come sarebbe andata, ma sono stato fortunato».

Una volta lasciata la guida della nazionale di biathlon, Pichler ha iniziato a collaborare con il Comitato Olimpico Svedese al progetto “Offensiva Olimpica”, il cui obiettivo è rendere la Svezia competitiva anche nelle discipline invernali nelle quali oggi è molto indietro rispetto agli altri paesi. «L’ultima cosa che mi ricordo è che mi stavo allenando con la squadra nazionale di pattinaggio sul ghiaccio, di cui sono responsabile. Il mio programma era di mostrare loro Ruhpolding, dove ci sono ottimi tracciati per girare i bicicletta. Dopo circa 60 chilometri sono caduto e non ricordo più nulla. Forse era troppo dura per un sessantacinquenne, sono stato molto ottimista».

Pichler, però, non vuole perdere tempo ed è già tornato al lavoro: «Sto già tornando a lavorare. Questa mattina ho parlato con Joel Eriksson, allenatore della squadra nazionale di pattinaggio sul ghiaccio, per organizzare il prossimo ritiro. Sono molto motivato a fare qualcosa e tutto sta andando nella giusta direzione. Dobbiamo far crescere la squadra di pattinaggio, poi lavorare su skeleton e slittino. Anche il salto con gli sci femminile sembra andare bene. Penso che potremmo riuscire a vincere delle medaglie alle Olimpiadi del 2026 o almeno lottare per farlo».

Infine l’ex allenatore di biathlon ha voluto ringraziare per l’ondata di affetto che ha ricevuto: «È stato incredibile. Mio fratello si è occupato della parte mediatica e ho ricevuto tipo 150 mail. Ci sono state grandi reazioni anche in Germania. Non pensavo di essere così popolare».    

G.C.

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