Sci di fondo | 29 ottobre 2020

Lo sci di fondo nel Centro-Sud; Tommaso Tamburro: "Anche qui c'è grande tradizione, ma serve il supporto della politica per aiutarci con la neve"

Fondo italia ha incontrato il referente e coordinatore FISI per il Centro-Sud: "Noi stiamo organizzando l’attività non soltanto per dare un contributo con i numeri attuali ma per far sì che ci sia un’inversione di tendenza e si possano reclutare nuovi giovani"

Lo sci di fondo nel Centro-Sud; Tommaso Tamburro: "Anche qui c'è grande tradizione, ma serve il supporto della politica per aiutarci con la neve"

Poche settimane fa, a Barrea, in provincia de L’Aquila, si sono ritrovati per allenarsi assieme alcuni tanti giovani fondisti degli sci club dei comitati Abruzzo, Molise e Lazio / Sardegna. Un’attività organizzata dalla FISI per portare avanti lo sci di fondo anche nel centro e nel sud Italia. A guidare gli atleti del centro Italia è stato Tommaso Tamburro, originario proprio di Barrea, che nei quadri tecnici dello sci di fondo italiano ha il ruolo di referente coordinatore per il Centro Sud.
     
«È un’attività abbastanza complessa ma assolutamente necessaria – ha spiegato Tamburro a Fondo Italiaperché copriamo una zona piuttosto vasta che va dall’Abruzzo alla Sicilia, con tutte le necessità e difficoltà che hanno gli sci club e i comitati di portare avanti l’attività sia in estate che soprattutto in inverno. Nei mesi invernali, infatti, più si scende al sud e maggiori sono le difficoltà di utilizzare gli sci. Ogni attività va quindi organizzata al meglio, portandola avanti cercando di far lavorare assieme i diversi comitati. Ovviamente in un territorio così vasto sono anche diverse le esigenze degli atleti, sia dal punto di vista tecnico che organico».
 
Un progetto che è al suo terzo anno e nasce già dal quadriennio precedente, quando alla guida del settore giovanile era presente Marco Selle, oggi dt del fondo. Ci si ispira quindi al vecchio progetto Futurfisi, con diverse visite dei tecnici federali ai Comitati Regionali nel corso della stagione, nelle quali ci si ritrova tutti assieme.  
Tamburro è quindi entrato nei particolari dell’attività che viene svolta nel territorio del Centro Sud Italia, con diversi raduni combinati tra i vari sci club e comitati. «Nella prima parte della preparazione, tra giugno ed agosto, cerchiamo di incontrarci per svolgere dei raduni che coinvolgono delle aree più circoscritte. Mi muovo facendo fare attività ai singoli comitati: Abruzzo, Molise, Lazio Sardegna, Sicilia, Calabro/Lucano. Ad ottobre e novembre iniziamo invece a vederci per macro aree. Così al Centro lavorano assieme CLS, Abruzzo e Molise, mentre al Sud riuniamo il Comitato Siculo e quello Calabro Lucano. Tradizionalmente abbiamo poi un raduno tutti assieme a fine novembre, l’ultima attività a secco della stagione. Purtroppo quello attuale è un anno particolare e salterà. Stessa sorte per il raduno solitamente in programma durante il ponte del 1 novembre, che svolgiamo su neve tutti assieme. Quest’anno saremo costretti a posticipare tutta l’attività programmata per sciare non potendo approfittare del Ponte dei Santi, considerate le lunghe tempistiche per i viaggi e l’impossibilità di coniugare impegni scolastici e sportivi. Non va dimenticata poi l’emergenza covid che complica tutto».
 
Allenamenti, ma anche competizioni che coinvolgono nel corso della stagione gli atleti delle regioni del Centro-Sud. «Nel corso dell’inverno abbiamo due weekend nei quali si disputa il Trofeo Inter-Appenninico. Si ritrovano gli sci club e i comitati, con i giovani che si affrontano sui classici format dei Campionati italiani Ragazzi e Allievi. Il programma prevede solitamente gimkana sprint o sprint il sabato e distance o inseguimento la domenica. Per stilare la classifica vengono utilizzati i punteggi di coppa. La società che ottiene più punti vince il trofeo».
 
Il tecnico federale ha spiegato perché sia importante portare avanti l’attività anche nel Centro-Sud, dove i numeri sono ovviamente diversi rispetto al Nord. «Andiamo pari passo con la linea federare di portare avanti questa disciplina e accrescere i numeri, nonostante tutte le problematiche presenti che hanno portato a un calo dei praticanti. Noi stiamo organizzando l’attività non soltanto per dare un contributo con i numeri attuali ma per far sì che ci sia un’inversione di tendenza e si possano reclutare nuovi giovani. È importante quindi mostrare che l’attività è viva e ben strutturata, formando anche nuovi tecnici in grado di lavorare in maniera seria e costruttiva in questo settore. In questa maniera si potranno contrastare le difficoltà del momento. Non dimentichiamoci che anche nel Centro-Sud lo sci di fondo ha una grande tradizione, da qui sono usciti atleti come Valerio Checchi e Biagio Di Santo, senza tralasciare i diversi titoli italiani e podi ottenuti negli ultimi vent’anni a livello Nazionale. Anche nelle recenti stagioni abbiamo visto giovani interessanti che si sono messi in mostra in ambito nazionale come Leonardo Di Santo, Angelo Tognetti, Maria Gismondi, Gianmarco Tozzi e Mirko Di Iulio. Penso sia giusto quindi investire sui comitati che lavorano bene e con serietà».
 
A chiusura dell’intervista, però, Tamburro ha lanciato un messaggio piuttosto chiaro anche alle località invernali del Centro-Sud e alla politica, affinché aiuti lo sci di fondo come fa da sempre con l’alpino, dando l’opportunità ad atleti ed appassionati di praticare questo sport anche in un periodo storico in cui le precipitazioni nevose sono in netto calo. «Questo è un grave problema, che stiamo cercando di risolvere anche organizzando in queste zone eventi nazionali, come potrebbe essere quest’anno la tappa di Coppa Italia ad Alfedena, in Abruzzo. Abbiamo bisogno del supporto da alcune importanti località sciistiche, in quanto qui si indossano gli sci troppo tardi e per pochi mesi durante l’inverno. Addirittura lo scorso inverno non abbiamo mai avuto l’opportunità di sciare. L’augurio è che un supporto possa arrivare dalla politica regionale o dagli stessi comitati, perché i nostri giovani hanno bisogno di sciare. A differenza di quanto accade con le piste di sci alpino, per le quali paradossalmente la neve naturale è diventata più un problema che una necessità, allo stato attuale non ci sono impianti di innevamento sulle piste di fondo delle nostre località. Portando però eventi come la Coppa Italia di sci di fondo, ottenendo di conseguenza piccoli finanziamenti, siamo riusciti almeno quest’anno a far sì che ad Alfedena lo sci club locale si sia munito di cannone per l’innevamento e appena le temperature lo consentiranno potrà riuscire a produrre neve. L’organizzazione di questi eventi può generare l’attenzione necessaria a dare una spinta al nostro sport anche in questa zona del paese. L’opinione pubblica e politica vengono attratte da questi eventi».
 
Il nostro augurio è che questo appello venga raccolto perché la passione di queste persone merita di essere premiate e speriamo che anche nel Centro Sud tanti giovani possano scoprire la bellezza di uno sport stupendo come lo sci di fondo.

Giorgio Capodaglio

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