Sci di fondo | 07 novembre 2020

Sci di Fondo – Helene Marie Fossesholm, la ragazza che sorvola i tetti ora atterra nello sci dei grandi

A tre settimane dall’inizio della Coppa del Mondo, molte attenzioni saranno rivolte verso la diciannovenne norvegese dominatrice degli ultimi Mondiali junior. Conosciamola meglio, dagli inizi con i premi con cacao e uva, fino alla sua grande passione per la MTB.

Sci di Fondo – Helene Marie Fossesholm, la ragazza che sorvola i tetti ora atterra nello sci dei grandi

Da oramai un paio d’anni su vari giornali e sui principali siti di sport invernali norvegesi e internazionali in genere, quando si parla di Helene Marie Fossesholm compare spesso nel corso dell’articolo la dicitura “nuova Bjørgen del fondo”. L’accostamento è di prestigio, ma se proprio si deve forzare un parallelismo fra le due fondiste in questione la comparazione al momento non regge, per caratteristiche, per background e vittorie fin qui raggiunte, ma in questo paradossalmente a favore della diciannovenne di Vestfossen.

Marit Bjørgen gareggiò a livello junior nel periodo 1999-2000, quindi parecchie “ere fondistiche” addietro se si considerano i costanti e continui cambiamenti di format che la disciplina ha subito negli ultimi venti anni. In quello sci di fondo nel quale le sprint erano ancora in fase embrionale, la giovane Marit raccolse come miglior risultato l’ottavo posto nella 5km in alternato di Saalfelden. L’inverno successivo la sprint fece il suo debutto a livello junior a Strbske Pleso e la Bjørgen in terra slovacca si piazzò al ventunesimo posto.

Fossesholm dal canto suo, ha già preso parte a due edizioni dei Mondiali Junior ed essendo classe 2001 è ancora eleggibile per la prossima edizione, che Covid 19 a parte, al momento ancora non si sa se o dove verrà disputata. La giovanissima norvegese due anni fa a Lahti al primo tentativo portò già nella sua Vestfossen la medaglia d’oro ottenuta in staffetta, più due argenti nelle gare distance. Lo scorso Marzo ad Oberwiesenthal, Helene fece doppio oro nella 5km classica e nella 15km a skating con partenza in linea.

Riassumendo, sono cinque medaglie a zero per la giovane Fossesholm a livello junior. Sotto questo profilo, il confronto non regge in questo improbabile paragone fra una campionessa che dai ventiquattro anni in poi ha vinto di tutto e di più molte volte nella sua lunga carriera ed una giovane promessa che in questo nuovo e sempre mutevole sci di fondo vi si è appena affacciata. Anche le caratteristiche delle due alla stessa età sono piuttosto differenti. La ragazza proveniente dall’antico Buskerud norvegese in questi suoi primi anni ha già dimostrato di essere una all-rounder, mentre Marit ad inizio carriera soffriva nelle gare sopra i 5km, lacuna che ha ampiamente risolto dai ventitre-ventiquattro anni in poi. In poche parole, il paragone lascia il tempo che trova e alla stessa Helene Marie interessa veramente ben poco.

Nessuno al momento può conoscere ciò che la diciannovenne norvegese potrà fare in carriera, seppure le premesse siano molto convincenti, nessuno al giorno d’oggi può sapere che sci di fondo sarà fra cinque o dieci anni, se Fosssesholm potrà poi vincere tanto quanto Bjørgen a livello senior , quali avversarie di valore fronteggerà o se Helene, magari fra qualche anno vorrà dedicarsi con successo anche alla sua grande passione estiva della Mountain bike.

E si, perchè la ragazza scandinava fino allo scorso anno in campo sportivo si è dedicata per metà anno nel fondo e con la MTB durante la stagione primaverile-estiva, con risultati di tutto rilievo anche in campo internazionale. Con le due ruote la giovane Helene Marie si è per ben quattro volte aggiudicata il titolo junior nella propria nazione ed a livello europeo, mentre a livello internazionale, Fossesholm l’estate scorsa è stata in grado di portare nella sua Vestfossen una prestigiosa medaglia di bronzo nei Mondiali juniores di Mountain bike disputati in Canada a Mt Saint Anne.

Lei non considera un impedimento l’avere contemporaneamente un piede in due scarpe, anzi è fermamente convinta che la preparazione estiva in MTB aiuti le sue performance sugli sci stretti e all’opposto le gare di fondo in inverno la preparino meglio per le gare in bicicletta. Le discese nei ripidi e stretti percorsi della Mountain Bike la aiutano ad avere anche la massima guidabilità e ad essere piuttosto spregiudicata nelle discese del fondo cosi come i lunghi e duri percorsi in salita sulle due ruote l’hanno sempre aiutata ad avere grande resistenza ed esplosività sugli sci stretti.

A proposito di spregiudicatezza e temerarietà, tutte doti che Helene ha acquisito grazie alle gare in MTB, alcune stagioni fa tramite il suo canale social, lei ha pure pubblicato un video nel quale la si vede, sci ai piedi, lanciarsi per una ripida discesa e scavalcare un tetto di una baita di montagna atterrando senza problemi sulle proprie gambe come nulla fosse e anche piuttosto divertita.

Quest’estate però con il suo ingresso nella squadra A senior Norge del fondo la sua priorietà è andata quasi esclusivamente al langrenn: «Sono pienamente consapevole che essendo entrata nel team elite norvegese del fondo la mia atttività in MTB sia passata ora in secondo piano. Ma non abbandonerò mai la mia bicicletta, è un modo fantastico per allenarmi e per aumentare le mie capacità, ovviamente farò solo gare che possano essere combinate con il programma della nazionale femminile.»

Lei però nega il fatto che vi siano state accese discussioni fra la Federazione Sci Norvegese e l’Associazione ciclistica per farle scegliere una disciplina piuttosto che un’altra: «Io non l’ho mai vista come una gara fra le due parti perchè entrambe sapevano che alla fine sarei stata io stessa a decidere quale fosse il disegno giusto per la mia vita sportiva. Anche se ora ho scelto di scommettere di più sul fondo, questo non significa che abbandonerò la mia passione per la MTB in futuro. L’attuale scelta è stata presa insieme alla mia famiglia e alla Federazione sciistica Norvegese. Nel mio paese vi sono meno ragazze che preferiscono le due ruote rispetto al fondo, ma all’estero la Mountain Bike è qualcosa di davvero grande.»

Ma lo sci di fondo e la MTB, non sono stati gli unici sport che Fossesholm ha praticato finora. Lei si è anche dedicata con buon successo alla pallamano e al calcio durante gli anni delle elementari e del liceo. Nella pallamano era un'ala agile e veloce, nel calcio un centrocampista centrale, ed in entrambe le discipline l’estremo dinamismo e dedizione per il gioco erano sempre il suo denominatore comune: «Nella pallamano non mi arrendevo mai, se una palla rimbalzava davanti a me, non riuscivo a stare in piedi e guardarla. Volevo sempre averla fra le mani. Mentre nel calcio amavo il mio ruolo nel quale dovevo sempre correre più delle altre. Se segnavo, o se l’azione andava persa io comunque mi precipitavo in difesa per difendere».

Con il passare degli anni però Fossesholm dovette abbandonare gli sport con la palla in quanto nel suo circondario vi erano sempre meno ragazze per formare delle squadre competitive. A tredici, quattordici anni il suo interesse per gli sport con la palla si era affievolito e supportata dai genitori la sua passione per il fondo, durante l’inverno, e la bici, d’estate, cresceva di anno in anno sempre più.

A tredici anni, Helene, con la giusta umiltà e testardaggine che l’ha sempre contraddistinta disse ai suoi genitori che voleva essere la migliore al mondo.

Furono papà  Øivind e mamma Gunhild ad iniziare Helene verso lo sci di fondo fin da quando la loro primogenita (i due hanno anche un secondo figlio Simen di quattro anni più giovane di Helene ma anche lui di buon talento fondistico, ndr) era ancora in età da asilo. A quell’età i genitori la portavano almeno due volte a settimana in gita sugli sci fra i boschi della contea di Viken ed il premio per lei una volta tornata a casa erano cacao e grappoli d’uva. «Loro non mi hanno mai spinto ad andare sugli sci, era una cosa volontaria, mi divertiva molto fare lunghe passeggiate nelle foreste con loro» ricorda col sorriso sulle labbra Helene.

Il papà è stato il primo allenatore della diciannovenne scandinava e tutt'ora in virtù della sua laurea in fisiologia dello sport, lui allena i ragazzi del locale sci club di Vestfossen, l’Eiker SK. Suo padre ci ricorda un divertente aneddoto che ben definisce il carattere tosto e determinato della figlia: «Durante le vacanze di Pasqua del 2013, quando Helene aveva solo dodici anni, noi avevamo pianificato di raggiungere la cima del Grytingen dalla nostra casa di montagna, per un totale di circa cento chilometri di camminata. Lei era molto motivata e si era divertita sempre molto nelle precedenti escursioni che avevamo fatto assieme. In quell’ occasione la sveglia era fissata alle 4 e 30 del mattino ed abbiamo iniziato a sciare alle 5 e 30. Quella fu una lunga e difficile escursione con una scalata con le pelli sotto gli sci nella parte finale per un dislivello di circa 1800 metri. Noi raggiungemmo la cima e ritornammo a casa alle otto di sera. Helene era stanca ma molto felice. Questa escursione è un esempio che la può descrivere molto bene. Si contano sulle dita di una mano le ragazze che vogliono svegliarsi alle 4 e 30 del mattino per andare a fare una tale lunga gita sugli sci. Lei ha una grande passione per lo sport in generale.»

Se papà Øivind le ha passato la passione per lo sport, da mamma Gunhild ha ereditato l’intelligenza, i buoni voti avuti al liceo e la volontà di iscriversi all’Università per studiare medicina. La mamma di Helene, oltre ad essere essa stessa un medico, funge anche da tesoriere nello stesso piccolo ma ora importante sci club. Finite le superiori, la scorsa primavera lei si è garantita l’iscrizione all’Università di Medicina di Oslo che incomincerà a frequentare dal prossimo Gennaio.

Anche in questo lei sembra molto differente da Marit Bjørgen, piuttosto in questo versante lei potrebbe seguire l’esempio dell’altra grande di Norvegia, la futura dottoressa Astrid Jacobsen. Paragonata più volte a Bjørgen per lo stile tutta potenza, a Jacobsen per gli studi in medicina ma da Maggio la giovane fondista può allenarsi a stretto contatto con l’attuale numero uno al mondo Therese Johaug dato che la scorsa primavera il coach norvegese Ola Morten Iversen a dispetto della sua ancor giovane età l’ha subito inclusa nella nazionale maggiore. «Tutte e tre sono fondiste che hanno vinto tantissimo in carriera. Io non sono neanche lontanamente vicina ai loro risultati. Io sono una ragazza umile e so che devo lavorare molto nei prossimi anni per essere come loro» è il pensiero di una comunque determinata Fossesholm a cui questi paragoni interessano ben poco.

Lei è nata con un istinto vincente ereditato per generazioni dalla sua famiglia. Helene Marie Fossesholm proviene dalla piccola ma incantevole Vestfossen, cittadina che fa parte dell’attuale ed appena creata nuova contea di Viken, ereditata dall’antica regione del Buskerud norvegese. Per inquadrare meglio la zona, i suoi tremila abitanti circa, per raggiungere la più conosciuta Drammen ci impiegano una ventina di minuti in macchina.

Vestfossen è stata per molti decenni, dal diciassettesimo secolo, un luogo molto laborioso e di notevole fervore economico di tutta la regione ad ovest di Oslo, che in passato si è posta all’attenzione nazionale come considerevole centro per la lavorazione e lo smistamento della cellulosa. La cittadina è caratterizzata oltre che dalla spettacolare cascata che si apre sul lago Eikeren anche dalla famosa ed apprezzata Fossesholm Herregård, una ampia proprietà nella quale spicca il bellissimo maniero che offre ai numerosi turisti la visione dei lussuosi interni in stile rococò. Da questo piccolo borgo già gli antenati della famiglia Fossesholm, col loro duro lavoro avevano contribuito a rendere di Vestfossen un importante centro per il commercio, ora è la giovane Helene Marie, che ha già contribuito con gli otto titoli vinti a livello junior in patria, i tre nei Mondiali e l’importante quinto posto ottenuto a Falun lo scorso Febbraio nella sua seconda apparizione a livello senior in Coppa del Mondo, che si è messa sulle spalle il compito di mettere le coordinate della bella località del Buskerud sulle cartine geografiche dello sci di fondo mondiale.

La prossima stagione che dovrebbe partire a fine mese a Ruka, già ci dirà dove effettivamente potrà arrivare e cosa potrà realizzare questa “new teen sensation” in una stagione nella quale avrà ora molti riflettori rivolti verso di lei. A diciannove anni dopo aver sorvolato i tetti, lei si sente pronta per atterrare con successo in pianta stabile nel massimo circuito e con il suo sguardo vispo ben rivolto anche verso i prossimi Mondiali di Oberstdorf.

Spesiell takk til MR Øivind Foss for det dyrebare samarbeidet

Other sources : Aftenposten – Drammens Tidende – Eikernytt

Paolo Romanò

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