Biathlon | 11 novembre 2020

Dorothea Wierer a 360° in un'intervista rilasciata a Match TV in Russia: "Nel biathlon non ho ancora detto tutto"

L'azzurra ha affrontato tanti temi: il Mondiale di Anterselva, l'emergenza covid e le incertezze sulla prossima stagione, la scelta di proseguire la sua carriera, le Olimpiadi di Pechino e tanta vita privata

Foto di Flavio Becchis

Foto di Flavio Becchis

La popolarità di Dorothea Wierer travalica ampiamente i confini italiani, perché la regina del biathlon mondiale delle ultime due stagioni è da tempo molto stimata e seguita ovviamente in tutte le nazioni dove è presente una grande passione per il biathlon. Una popolarità, quella della trentenne delle Fiamme Gialle, che in Russia si trasforma in vero e proprio amore. Ogni foto postata dall'azzurra sui suoi social viene pubblicata sui siti russi con centinaia di commenti. La biatleta italiana è amata non soltanto per la sua competitività in pista o la sua precisione e velocità al poligono, ma anche per il suo carattere e il modo con cui condivide la propria quotidianità sui social. Non soltanto sport, allenamenti o sponsor, ma anche serate con le amiche o molto spesso con il marito Stefano Corradini, Wierer da sempre ama mostrare se stessa per quello che è, una donna che eccelle in ciò che fa ma allo stesso tempo, come tutti, ama divertirsi e godersi il tempo libero.

Di questo e tanto altro l’azzurra ha parlato in una bella e divertente intervista rilasciata a Match TV, contattata dalla giornalista Ekaterina Dolfin, inviata in Italia per la televisione russa.
Wierer è partita ovviamente dall’attuale situazione legata all’emergenza covid-19. «Sarà una stagione molto strana – ha esordito l’azzurra – la mia più grande preoccupazione è che tutti gli atleti stiano bene, perché questa è la cosa più importante. Vediamo come andranno le cose quando inizieranno le competizioni, perché se qualcuno si ammala, c’è un lunghissimo elenco di procedure e regole da seguire. Ma l’IBU è un’istituzione seria, sono sicura che possono organizzare tutto bene e farsi trovare pronti. L’assenza di pubblico purtroppo renderà le competizioni più tristi, ma sarà meglio per tutti. Spero che nella stagione 2021/22 gli spettatori possano nuovamente tornare sugli spalti. In effetti, ci siamo appena abituati a gareggiare in stadi pieni perché i tifosi amano molto il nostro sport e ci supportano sempre. Ovviamente dobbiamo stare molto attenti, ma dal momento che saremo soli non credo ci saranno grandi pericoli. Saremo in una cosiddetta bolla, senza contatti con l’esterno. È meglio gareggiare che trascorrere un’intera stagione a casa. I nostri tifosi potranno seguirci comunque dalla tv, stando tranquillamente seduti al caldo».

L’azzurra ha poi parlato della sua quarantena, nella quale per la prima volta dopo anni ha potuto passare una primavera intera a riposarsi, una cosa che gli ha consentito di «vivere una vita normale e pensare seriamente a molte cose». Inoltre ha potuto passare finalmente trascorrere tanto tempo con suo marito Stefano, definendo scherzosamente questo periodo assieme al marito «un test per il futuro, per vedere se possiamo andare d’accordo o no». Fortunatamente per lui, sembra che se le cose siano andate bene. Anche perché Doro ha descritto il marito come un “tuttofare” dal carattere opposto al suo, una cosa in realtà molto utile: «È andato tutto benissimo. Sono fortunata perché Stefano cucina e pulisce. Abbiamo due personalità molto diverse: io sono esplosiva, impulsiva e voglio tutto in una volta. Lui è più calmo, mi aiuta a prendere decisioni più razionali. Ci completiamo a vicenda: lui cucina e io mangio. La sua crema di zucca è molto buona».

Dopo aver scherzato del suo rapporto con il marito, Wierer ha quindi parlato della sua popolarità in Russia, dove è sempre presente sui media anche perché Dmitry Guberniev, il volto televisivo del biathlon russo, è praticamente un suo tifoso. L’azzurra ha confermato di contraccambiare la stima per il giornalista russo, definito come una persona educata, ma anche ricco di passione e conoscenze, ridendo poi quando ha ricordato le tante occasioni in cui è apparsa nel suo programma: «Mi chiedono sempre cose strane».

Wierer è poi tornata a parlare di biathlon, concentrandosi sul mondiale casalingo di Anterselva, dove è andata oltre ogni più rosea aspettativa. Vincere in casa non è mai facile: «Mi piace ricordare che nel 2007 ero apripista in occasione dei Mondiali di Anterselva. Allora avevo 17 anni. Non avrei mai immaginato di vincere quattro medaglie in casa. Ma di gara in gara mi sono sentita sempre più forte. Sono contenta che tante persone adesso abbiano scoperto il biathlon, iniziando a seguirci grazie ai successi della nostra squadra. Il biathlon regala emozioni straordinarie».

Successi iridati che hanno influenzato Dorothea Wierer nella sua scelta di proseguire la sua carriera fino alle Olimpiadi di Pechino: «Un tale successo ai Mondiali di Anterselva ha influenzato molto la mia scelta. Ho finito la stagione in maniera sicuramente migliore di quanto mi aspettassi. In primavera ho poi capito che non volevo rinunciare al biathlon. Durante il lockdown ho avuto parecchio tempo per pensare. Era necessario capire se fossi motivata o meno. Ho anche potuto riposare bene. Quando ho iniziato a prepararmi per la stagione, mi sono sentita molto motivata, ho capito che potevo fare qualcos’altro. Ho sentito di non aver detto ancora tutto nel biathlon e questa è la cosa più importante nello sport».

Wierer non ha mai vinto una medaglia individuale alle Olimpiadi e quella cinese sarà l’ultima occasione della sua straordinaria carriera. Eppure l’azzurra non vede questa medaglia come un’ossessione: «Le Olimpiadi sono una competizione molto particolare, ci sono tante sorprese, in molte occasioni vincono degli atleti che nessuno si aspetta alla vigilia. Il caso ha spesso influenza. Sfortunatamente in passato non sono mai andata bene nelle competizioni importanti, ogni volta che dovevo dare il massimo, perdevo. Gli ultimi due Mondiali sono stati la perfetta eccezione a questa regola. Sarebbe bello vincere l’oro a Pechino o semplicemente conquistare una medaglia. Ma se questo non dovesse accadere, non mi butterò giù, perché so di aver già ottenuto molto in carriera. Nella vita non c’è solo il biathlon, ma anche molte altre cose interessanti».  

L’azzurra ha quindi parlato nuovamente di se stessa e di come trascorre la sua quotidianità, come mostra spesso sui social: «Mi piace uscire con gli amici e fare un aperitivo. Anche dopo l’allenamento, sia in campagna che in città, mi piace stare in compagnia, chiacchierare e condividere qualcosa. Posso avere un gin tonic, un aperol spritz o un bicchiere di buon vino. Mi piace vivere la vita al massimo e cerco di uscire con gli amici più spesso perché mi aiuta a rilassarmi».

Infine, dopo aver parlato di sua nonna Burgl, che è «la mia prima tifosa, non si perde una gara e quando una stagione si conclude, vuole già conoscere il calendario di quella successiva», Wierer è tornata nuovamente della sua voglia di mettere su famiglia e diventare mamma. «Ho sempre detto che avrei voluto cinque figli, ma ora i tempi sono diversi e sarebbe troppo costoso. Inoltre cinque bambini sono davvero difficili da gestire. Come fai a portarli ovunque? In generale comincerò con uno, poi vedremo. Se tornerei alle gare dopo la gravidanza? Non potrei farlo. La mia testa funziona in modo diverso, mi conosco. Se fossi mamma, non riuscirei a fare tutti gli allenamenti ma appena la metà, perché non avrei abbastanza energie. Voglio solo essere una mamma e condurre una vita normale».

G.C.

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