Biathlon | 20 novembre 2020

Biathlon - L'IBU chiarisce: "In caso di positività al covid valgono le regole del paese ospitante"

"Una positività all'interno di una squadra potrebbe anche portare allo stop dell'intero team" ha spiegato l'IBU; le squadre possono riuscire ad organizzarsi per evitarlo? L'importante è che non tutti gli atleti siano "contatto stretto"

Foto di Flavio Becchis

Foto di Flavio Becchis

Alla vigilia della partenza degli sport invernali, cresce anche la preoccupazione di tutti gli appassionati per una stagione che potrebbe diventare quasi fuori controllo. Al rischio di cancellazione delle competizioni si sommano le possibili positività degli atleti e anche il rischio di sospensione e quarantena per un’intera squadra.
La preoccupazione è cresciuta a seguito della sospensione dell’intera squadra svedese in occasione della tappa di Coppa del Mondo in programma a Levi, in Finlandia, a causa della positività dell’allenatore, ma anche dello stop per l’intera squadra russa di bob a Sigulda.

All’agenzia TASS, l’IBU ha chiarito che questo potrebbe accadere anche nel biathlon, in quanto al di sopra del regolamento della federazione valgono le leggi del paese ospitante. «Se viene rilevato un risultato positivo, non entrano in vigore solo le regole IBU sul covid-19, in questa situazione conteranno di più le decisioni delle autorità sanitarie nazionali. Le loro regole e procedure decideranno quali delle persone che sono venute in contatto con un infetto dovranno essere messe in quarantena e per quanto tempo. È possibile che un caso positivo possa significare la quarantena per tutti i membri di una squadra nel quale esso è stato identificato. La severità della quarantena dipenderà dalle regole nazionali».

Frasi allarmanti, ma che possono anche essere un invito ai team ad organizzarsi in maniera tale da far si che ciò si possa evitare. Creando delle mini bolle all’interno della stessa squadra, si potrebbe fare in modo che non tutti gli atleti e i tecnici entrino in contatto tra loro al punto da diventare contatti stretti, dividendo skimen, tecnici e gli stessi atleti in mini bolle. Da quanto sappiamo, alcune squadre si stanno già organizando in questa maniera.

Giorgio Capodaglio

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