Biathlon | 03 dicembre 2020

Biathlon - Windisch dopo la sprint: "Venivo da giorni stressanti, ma sono contento di essere tornato a gareggiare"

Dopo aver saltato lo scorso weekend di gare, l'azzurro è giunto 67° nella sprint: "Ho bisogno di gare, solo così posso entrare meglio della stagione e trovare la condizione"

Foto IBU

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Dominik Windisch ha raggiunto Kontiolahti soltanto martedì dopo un lungo viaggio e una settimana a dir poco travagliata. Prima il tampone che l’ha fermato, quindi le verifiche che hanno dato esito opposto. Mentre i suoi compagni erano in Finlandia per il primo weekend di gare, lui faceva numerosi test per chiarire la sua situazione fino ad avere la certezza, sabato scorso, di star bene e poter finalmente partire per la Finlandia.
    
Era tanta la voglia, anzi forse sarebbe quasi meglio chiamarla necessità, di gareggiare per Dominik Windisch, che l’azzurro in due giorni si è presentato in pista ed oggi ha subito disputato la sprint. Difficile però affrontare la gara nelle migliori condizioni fisiche e mentali dopo il caos dell’ultima settimana e zero gare sulle gambe, così è arrivato un 67° posto con quattro errori e un distacco di 2’37” dalla testa.

Al termine della gara Windisch ha manifestato a Fondo Italia il proprio dispiacere per la mancata qualificazione alla pursuit, ma allo stesso tempo la gioia di essere tornato a gareggiare dopo giornate non certo semplici. «Non è stato facile. Gli ultimi giorni sono stati un po’ stressanti per me, per questo motivo la preparazione non era al massimo. Intanto ero contento di poter partire, avevo tanta voglia di gareggiare, perché sono convinto che attraverso le competizioni arriverà poi anche la miglior condizione. Ora guardo avanti. È un peccato non essere rimasto dentro per l’inseguimento, perché ho bisogno di gare per entrare meglio in questa stagione»

L’azzurro non sarà al via della pursuit di sabato, ma quasi certamente lo vedremo in staffetta domenica, che sarà per lui una bella occasione per poter trovare ritmo gara e la giusta confidenza con la competizione, che per forza in questo momento gli manca.

Giorgio Capodaglio

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