Biathlon | 22 dicembre 2020

Biathlon - Re Johannes ed i ragazzi del '97: quanta bella gioventù in questo biathlon

Il 2020 del biahtlon si è chiuso con Johannes Bø annunciato leader della generale, ma alle sue spalle spicca un inatteso terzetto di ventitreenni che hanno sin qui fatto la voce grossa: Lægreid, Samuelsson, Dale. Ed intanto l'Italia si culla i suoi 2000

Sturla Lægreid - Foto Manzoni/IBU

Sturla Lægreid - Foto Manzoni/IBU

Quanto è bella giovinezza che si fugge tuttavia, chi vuol esser lieto sia, di doman non v'è certezza andava scrivendo Lorenzo de' Medici in pieno Rinascimento. Sulla bellezza dell'essere giovani, non ci permettiamo di dubitare. Sull'incertezza del domani, parlando di biathlon, invece possiamo dirci ragionevolmente ottimisti che il futuro si stia preparando a riservarci un carico di pathos importante.

L'addio di Martin Fourcade ha privato Johannes Bø dell'antagonista principe. E si sa che nessun supereroe è tale, se non può avere un avversario da sconfiggere, da superare. Già la paternità aveva in qualche modo quietato l'ardore del ventisettenne JTB, affacciatosi alla nuova stagione consapevole che la sfera di cristallo sarebbe rimasta senza troppi patemi nella propria bacheca, a meno di clamorosi imprevisti. 

E dati questi presupposti, o sei dotato di una mentalità superiore, da cannibale (alla Bjørndalen, alla Hirscher, per intendersi) oppure è inevitabile sedersi un po', perdere qualche stilla di determinazione e magari incappare in prestazioni meno brillanti di quello che sarebbero con un avversario più tosto a stimolare. Tutto previsto, conoscendo JTB: ragazzo d'oro, dotato di una classe purissima e lampante, ma (al momento) meno cannibale di chi l'ha preceduto su questo palcoscenico. Umano, troppo umano.

JTB vincerà in carrozza la classifica generale, raccoglierà medaglie preziose a Pokljuka e via dicendo, non v'è dubbio. Ma al momento di girare il calendario, una cosa appare evidente analizzando la situazione attuale: Johannes è davanti a tutti come è naturale che sia in forza dei 428 punti raccolti in un cammino positivo ma non glorioso (1 sola vittoria, sin qui, più altri cinque podi) ed un margine che sfiora i 60 punti sugli inseguitori. Ed il terzetto che lo tallona a debita distanza è accomunato dall'etichetta U25 ma soprattutto dall'età, ventitrè anni.

Sono tre, i ragazzi del 1997 che occupano la seconda, terza e quarta posizione della generale: Sturla Lægreid (tre vittorie in tre format diversi, sin qui...) è secondo con 373 punti, Sebastian Samuelsson (1 vittoria) è terzo con 344 e Johannes Dale lo segue a quota 340. A loro modo e con diverse tempistiche, i tre scandinavi stanno mantenendo tutte le promesse intriganti che avevano lanciato nei mesi scorsi, raccogliendo grandi risultati e prestazioni sempre più convincenti. Una crescita che oggi fa bene al movimento, ma che non è ancora sufficiente per impensierire più di tanto il "bonaccione" Johannes. Ma a breve saranno proprio loro a pungolarlo seriamente. La differenza di età è minima - non va dimenticato come JTB sia classe 1993 - ma se oggi è fin troppo facile dipingere lo scenario di un pacifico re con tanti giovani vassalli da controllare, già il domani potrebbe riservare un contesto diverso, con vassalli diventati nobili, pronti ad avanzare pretese sul trono. Ed a quel punto, dovrà essere il re a doversi dimostrare tale, a tirar fuori il carattere per calmare le acque ed i moti di rivolta.

In quel momento arriveranno nuovi stimoli, nuove motivazioni.

E anche il miglior JTB.

Insomma, la pace non è destinata a durare a lungo: magari qualche mese, ma l'orizzonte è altamente eccitante.

Sempre in attesa che anche ciò che non sia scandinavo possa iniziare ad interpretare un ruolo da protagonista vero e costante.

Se i terribili ragazzi del 1997 guardano al trono, in casa Italia si può continuare a coccolare i primi frutti della Generazione Z. L'epilogo della scorsa stagione aveva esaltato Tommaso Giacomel, il principio di questa ha rivelato l'importante salto di qualità di Didier Bionaz.

Il trentino ed il valdostano sono i nostri "gemelli diversi", nati nel 2000 e cresciuti insieme in tutte le categorie, sorretti da qualità e difetti diversi, ugualmente talentuosi e sempre più pronti per essere protagonisti veri.

L'alpino valdostano si è esibito in un crescendo di colpi che ad Hochfilzen ha finito con lo stupire: la conquista maggiore per il ventenne Bionaz è stata la consapevolezza di poter già reggere il confronto, in Coppa del Mondo. Ed appurato questo, la strada sarà sempre meno ripida. Il finanziere del Primiero, frenato dal Covid-19, è tornato a sciare forte in questi giorni; dovrà inseguire ancora la miglior efficienza al tiro ma la pausa natalizia gioca a suo favore per trasformare la rabbia dovuta ad un autunno difficile (in tutti i sensi) in determinazione da scaricare in gara. 

Eh sì, aveva proprio ragione il Magnifico Lorenzo... quant'è bella giovinezza. Ma questa gioventù, non fugge via. Anzi, promette spettacolo e adrenalina.

 

Luca Perenzoni

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