Biathlon | 20 gennaio 2021

Biathlon - Verso Anterselva, Lorenz Leitgeb: "Orgogliosi di poter ospitare la nostra tappa"

Il presidente di Biathlon Anterselva ha descritto a Fondo Italia l'organizzazione dell'evento di quest'anno tra tamponi, volontari, gruppi che non devono mai incontrarsi e tanto altro ...

Biathlon - Verso Anterselva, Lorenz Leitgeb: "Orgogliosi di poter ospitare la nostra tappa"

Anterselva è pronta a vivere una tappa di Coppa del Mondo certamente unica, molto diversa rispetto alle abitudini. Non ci sarà il solito spettacolo di pubblico, i canti, i colori e la birra che scorre a fiumi nel mitico tendone adibito all'esterno dell’Arena Alto Adige. Anche a livello organizzativo, quindi, il Comitato che da decenni prepara nei minimi particolari la tappa italiana della Coppa del Mondo di biathlon ha dovuto svolgere un lavoro diverso. Non si è pensato ad allestire le tribune, i parcheggi, i bus navetta, l’accoglienza a decine di migliaia di tifosi, i vip ed un centinaio di giornalisti, predisporre i vari buffet, il famoso tendone e tutto il resto. Al posto di tutto questo gli organizzatori si sono trovati ad affrontare nuove sfide, così il lavoro del Comitato Organizzatore presieduto da Lorenz Leitgeb è cambiato non poco.

«La marcia d’avvicinamento è stata molto diversa rispetto alle abitudini – ha affermato Lorenz Leitgebda una parte è venuto meno il grande lavoro che facevamo per accogliere i tifosi, come l’allestimento delle tribune, il tendone, l’area vip e tutto il resto. Mi è dispiaciuto tanto non farlo, in quanto i tifosi sono il cuore pulsante di questo sport. Dall’altra parte abbiamo dovuto prendere confidenza con delle novità organizzative che anche per noi non sono state semplici da assimilare. Non ci eravamo mai trovati di fronte ad una situazione del genere. Ma non ci siamo persi d’animo, abbiamo studiato, lavorato e infine siamo riusciti a preparare tutto al meglio rispettando le regole. La situazione è già ottimale, sono arrivate le squadre e ognuno sa già cosa fare e come comportarsi».  

Rispetto al passato è stato ridotto anche il numero di volontari, che non sono comunque pochi. Tutti sono stati sottoposti ad almeno un tampone. «Il numero di volontari è più basso rispetto al solito – ha affermato Leitgebne abbiamo circa quattrocento accreditati, di cui 350 al lavoro ogni giorno ed altri che invece sono reperibili in caso di necessità. Anche i volontari sono stati sottoposti a tampone, dopo essere stati divisi in gruppi. Coloro che fanno parte del gruppo rosso ed entreranno a contatto con atleti e staff tecnici hanno già fatto un tampone PCR nei giorni scorsi e giovedì ne effettueranno un altro. Quelli che invece sono stati inseriti negli altri gruppi ne hanno sostenuto soltanto uno. Abbiamo però deciso di nostra spontanea volontà che a fine evento ogni volontario sarà sottoposto ad un nuovo tampone per questioni di sicurezza personale. Vogliamo che tutti abbiano la certezza di stare bene quando torneranno a casa. Per quanto riguarda l'organizzazione dei test PCR. Quelli per i volontari e le persone che non fanno parte del mondo IBU sono stati organizzati ed effettuati da noi attraverso la collaborazione con la sanità della Provincia di Bolzano e la Croce Bianca. Invece è l’IBU stessa, attraverso un’azienda tedesca da loro incaricata, ad occuparsi di fare i tamponi ad atleti, tecnici e tutti coloro che sono legati alla famiglia IBU. Per loro abbiamo messo a disposizione quattro appartamenti ad Anterselva di Mezzo, tre per i test ed uno come laboratorio. Soltanto chi sarà in possesso di un risultato negativo al test potrà avvicinarsi allo stadio».   

All’interno dell’impianto tutti gli accreditati sono stati divisi in gruppi che non entreranno in contatto tra loro. «Per i volontari abbiamo predisposto delle diverse vie di accesso allo stadio, a seconda del rispettivo gruppo di appartenenza. Il gruppo rosso è rappresentato dagli atleti, lo staff tecnico e tutti coloro che lavorano sulla pista, al poligono o per esempio al controllo delle armi. Nel gruppo giallo ci sono invece i media, che per esempio quest’anno non potranno accedere al poligono attraverso il tunnel dove passano anche gli atleti per il controllo alle armi. I giornalisti potranno incontrare gli atleti soltanto in mixed zone restando però sempre a distanza ed ovviamente muniti di mascherina. Anche loro hanno dovuto effettuare un tampone per ottenere l'accredito. Infine ci sono i volontari del gruppo blu che si occupano di altre cose legate più all’aspetto della protezione civile. Abbiamo diviso anche i catering a seconda del gruppo di appartenenza. Per esempio coloro che fanno parte dei gruppi giallo e rosso riceveranno un lunch box quotidiano che prepariamo noi e verrà consegnato loro».

Cambiamenti quindi molto importanti nell’organizzazione dell’evento, ma l’IBU ha fatto in modo che si mantenesse un certo standard nel corso di tutta la stagione, aiutando in questa maniera i comitati organizzatori. «Stiamo facendo un lavoro totalmente nuovo. Nel corso di questi mesi abbiamo parlato tanto con l’IBU e gli altri comitati organizzatori per trovare insieme la via giusta per mantenere tutti al sicuro. Bisogna dire che l’IBU ci ha aiutato tanto».

Nonostante sia triste al pensiero di non poter ospitare decine di migliaia di tifosi, Lorenz Leitgeb è comunque felice ed orgoglioso perché anche quest’anno Anterselva è riuscita ad ospitare la sua tradizionale tappa di Coppa del Mondo: «Anche per noi è triste non avere tifosi, siamo sempre abituati ad avere tanta gente in questi giorni. I volontari stessi mi raccontavano che anche per loro è tutto diverso, in quanto dopo tanti anni ormai riconoscono molti tifosi che vengono ogni anno, li salutano, ci parlano. Mancano tutte queste cose, ma dobbiamo comunque essere felici perché anche quest’anno abbiamo la Coppa del Mondo, una cosa che non era del tutto scontata. L’IBU avrebbe anche potuto decidere di far disputare tre tappe in Germania, senza passare per l’Italia e ridurre così i viaggi. Se ci pensate, al di là di Oslo che ospita però l’ultima tappa, siamo l’unica località in calendario ad avere un solo weekend di competizioni. Eppure l’IBU ha deciso ugualmente di venire qui da noi e questo per noi rappresenta un motivo d’orgoglio. Devo anche ringraziare la Provincia Autonoma di Bolzano e in primo luogo il presidente Arno Kompatscher, che ha lavorato tanto per noi mandando anche una lettera all’IBU per sottolineare che le istituzioni locali ci avrebbero aiutato nell’organizzazione dell’evento. Infine una grande forza ci è arrivata proprio dai tantissimi tifosi che sui social ci hanno scritto, mandato video, foto e saluti, mostrandoci il loro affetto. Aspettiamo con ansia e trepidazione di averli nuovamente qui il prossimo anno».

Giorgio Capodaglio

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