Staffetta maschile di Anterselva, quarto poligono. Prima ad uscire è l’Italia di Didier Bionaz e Tommaso Giacomel, quarant’anni (appena abbondanti, d’accordo) in due. Poi a vincere sarà la Francia con Emilien Jacquelin a beffare nuovamente Johannes Bø come già avvenuto proprio su queste nevi nell’inseguimento iridato dello scorso anno e l’Italia finirà quinta, ma quanto fatto dai due millenials azzurri nella prima parte di gara è qualcosa da rimarcare, a maggior ragione se si considera che entrambi i ventenni di casa Italia erano reduci dalla faticosa 20km del giorno precedente. E con Bionaz chiamato domani alla prima mass start della carriera.
Bene, molto bene: un quinto posto con Lukas Hofer a riposo è grasso che cola sul movimento, per tutta una serie di risposte positive che in questa stagione stanno piovendo sul team azzurro, in possesso di 5 atleti di alto profilo.
Guardando poco più avanti, il sabato di Anterselva si trasforma in una passerella transalpina. Prima per merito di Julia Simon, quindi del quartetto di "galletti" formato da Guigonnat, Fillon Maillet, Desthieux e lo stesso Jacquelin al termine di una staffetta che sembrava indirizzata in favore della Russia, prima dell’inatteso harakiri di Loginov nel poligono in piedi della terza frazione. Il giro di penalità del russo non era neanche lontanamente preso in considerazione dalla concorrenza e ad approfittarne sono stati Francia, Germania (in pista Peiffer) e l’Italia con un Thomas Bormolini assai positivo ma ormai evidentemente in riserva e costretto a cedere passo nella sua tornata conclusiva durante la quale Tarjei Bø ha potuto chiudere la voragine aperta in precedenza da un deludente Johannes Dale. Tutto riaperto per una tavola che sembrava imbandita per Johannes Bø, uscito in fuga dal penultimo poligono ma non pronto a chiudere la gara nel tiro in piedi. Anzi, la ricarica utilizzata ha consentito ad un eccellente Jacquelin di riportarsi nella sua scia e dare vita così ad un ultimo giro dal sapore di duello. Rispetto a quanto fatto undici mesi fa nell’inseguimento iridato, JTB ha voluto tenere la testa, ma Jacquelin l’ha sorpreso all’esterno sul rettilineo opposto a quello di arrivo, prendendo la corda nella penultima curva per non lasciare quindi alcuna chance al norvegese. Francia ancora in estasi, come già ad Oberhof: in Norvegia qualche interrogativo sulla condizione generale – Lægreid escluso, molto buono in avvio – inizia ad emergere.
Dietro al duello franco-norvegese, la sfida per il terzo podio ha premiato la Russia con Latypov pronto a spuntarla nel testa a testa con la Germania di Benedikt Doll ad una cinquantina di secondi dalla Francia, mentre Dominik Windisch traghettava l’Italia verso un quinto posto di fatto mai in dubbio nelle fasi finali.
Austria, Finlandia ed Ucraina hanno quindi completato la top8 di una staffetta in cui la Svezia è stata la grande assente, complici il drammatico avvio di Peppe Femmling, incappato in tre giri di penalità nella frazione di lancio.
La classifica finale
Biathlon – Jacquelin beffa JTB e regala un nuovo successo francese. Ma che bella Italia, 5a
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