Olimpiadi | 25 gennaio 2021

Il CIO pronto a sanzionare l'Italia: due giorni per salvare lo sport italiano dall'umiliazione dell'Olimpiade senza bandiera

Mercoledì il CIO potrebbe sanzionare l'Italia per la mancata autononia del CONI a causa della riforma dello sport attuata dal precedente governo (M5S-Lega), che non è stata modificata da quello attuale; problemi anche per le Olimpiadi del 2026

Foto CONI

Foto CONI

L'inno italiano, la bandiera che sale in alto sul pennone sventolando fiera, l'atleta in lacrime a cantare le note di Mameli. Un'immagine che ogni italiano ha nel cuore e riporta a grandi imprese compiute dagli atleti tricolori, ma che potremmo non vedere alle prossime Olimpiadi, almeno quelle di Tokyo, se non anche oltre.

Mercoledì prossimo, infatti, il Comitato Olimpico Internazionale potrebbe sanzionare l'Italia e, secondo quanto riferito oggi da La Repubblica, avrebbe addirittura già pronto il documento di sospensione del CONI a causa della sua perdita di autonomia. Il presidente Giovanni Malagò aveva avvertito già nel 2019, quando l'allora governo gialloverde a guida Movimento 5 Stelle-Lega Nord (Ministro Giancarlo Giorgetti, ndr) aveva varato la nuova riforma dello sport. Un avvertimento rimasto inascoltato, così come non hanno mai ricevuto risposta le lettere inviate dal presidente del CIO, Thomas Bach, al premier Giuseppe Conte, leader sia del governo gialloverde che dell'attuale governo giallorosso a guida Movimento 5 Stelle e PD. L'attuale ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, ha modificato la riforma ma non nei punti che sarebbero serviti per ridare la giusta autonomia al CONI, una "svista" clamorosa, arrivata dopo quella che a questo punto sembra essere stata una falsa unità di intenti in vista di Milano-Cortina 2026, quando i politici avevano festeggiato il successo italiano al fianco di atleti e dirigenti sportivi.

Mercoledì, quindi, il CIO dovrebbe escludere di fatto l'Italia dalle Olimpiadi di Tokyo ma non gli atleti. Insomma, come accade anche per la Russia, a causa delle vicende legate al doping, e succederà anche alla Bielorussia per un motivo simile a quello italiano, gli atleti italiani potrebbero partecipare ma non sotto la propria bandiera e in caso di vittoria non suonerebbe l'inno di Mameli. Niente Italia nella cerimonia d'apertura e il fatto che ciò possa accadere ad appena cinque anni dalle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 è alquanto umiliante, ma anche doloroso perché verrebbero bloccati i finanziamenti del CIO per le Olimpiadi italiane. 

Il Governo potrebbe però ancora risolvere il problema ed evitare allo sport italiano una grande figuraccia internazionale, una macchia indelebile nella storia. Basterebbe intervenire con un Decreto Legge per ridare autonomia al Comitato Olimpico Nazionale Italiano. In fin dei conti, non si è stati avari di Decreti Legge nell'ultima legislatura, quindi formularne uno per salvare lo sport italiano da una figuraccia storica non dovrebbe essere un grande sforzo, si spera. Anziché concentrarsi su delle guerre personali contro qualcuno, bisognerebbe pensare al bene dell'Italia e di quegli atleti che a Tokyo prima e Pechino tra un anno (l'eventuale sospensione rimarebbe in vigore fino al cambiamento della legge) meriterebbero l'onore di sfilare sotto la propria bandiera.

Giorgio Capodaglio

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