Biathlon | 20 febbraio 2021

Biathlon - Didier Bionaz felice a fine Mondiale: "Un'esperienza che mi servirà, anche per gestire la pressione"

Il valdostano soddisfatto della sua prestazione: "Oggi avevo una buonissima condizione, nonostante fossimo alla seconda settimana di gare; questa esperienza me la porterò dietro in futuro"

Biathlon - Didier Bionaz felice a fine Mondiale: "Un'esperienza che mi servirà, anche per gestire la pressione"

È stato autore di una bellissima prima frazione gettando le basi per una gara da podio. Didier Bionaz ha confermato di essere già un atleta su cui fare affidamento, nonostante la giovanissima età e la poca esperienza. Il valdostano del Centro Sportivo Esercito, che compirà 21 anni lunedì prossimo, ha mostrato una grande condizione sugli sci, il coraggio e la sfrontatezza di restare in testa con i big, ma anche il carattere di non tremare quando si è trovato con le spalle al muro nella serie in piedi.

Nell’ultimo giro l’azzurro è riuscito a recuperare quattro posizioni e agganciare addirittura il francese Guigonnat, andando più velocemente dello stesso Lægreid. Più che giustificata, quindi, la sua soddisfazione in mixed zone. «Sono molto contento oggi – ha affermato Bionazsugli sci avevo una buonissima condizione, nonostante fossimo alla seconda settimana di gare. Alla vigilia temevo che uscisse la stanchezza, perché cinque gare sono tante. Sono stato aiutato anche dai materiali, che secondo me erano ottimi. Devo fare i complimenti a tutto lo staff degli skiman, perché oggi mi hanno messo a disposizione degli sci veramente importanti».

Bionaz ha poi descritto il suo poligono in piedi: «Ho provato a restare lì con gli altri. Ho preso i primi tre bersagli e a quel punto avevo una bella sicurezza, ma successivamente ho sentito un po’ la pressione. Ci sta, sono giovane e ho ancora bisogno di imparare. Quando ho preso l’ultimo è stato un sospiro di sollievo».

Infine il giovane del Centro Sportivo Esercito ha espresso tutta la sua soddisfazione per questo primo Mondiale. «Secondo me, in generale non è stato male come Mondiale, anche perché per me essere qui a 20 anni era già qualcosa di incredibile. Ho chiuso ventunesimo la sprint, ho fatto tanta esperienza anche nel gestire la pressione delle staffette, me la porterò dietro per il futuro. Sono contento».

Giorgio Capodaglio

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