Biathlon | 23 febbraio 2021

Biathlon: Ai Mondiali contano solo le medaglie? Ok, ma è uno zero che vale

Il medagliere azzurro di Pokljuka è stato scarno come non succedeva da anni. Ma i numeri dicono che nel 75% delle competizioni il risultato di squadra di Pokljuka sia stato migliore del mondiale precedente. Sarà anche arrivato lo zero, ma è uno zero che vale.

La staffetta maschile di Oberhof - Foto Manzoni/IBU

La staffetta maschile di Oberhof - Foto Manzoni/IBU

Ai Mondiali contano solo le medaglie. E' il ritornello che ci accompagna da sempre ed è senza dubbio ragionevole: sono le presenze sul podio a fare la storia ed in tal senso il confronto tra Anterselva e Pokljuka, a distanza di dodici mesi, appare impietoso. Da due ori e due argenti (quasi tutto "Made in Doro") della Südtirol Arena, allo zero sloveno: questo punto di vista racconta di una rassegna iridata oltremodo deludente.

Oggi, due giorni dopo la chiusura dell'esperienza mondiale, proviamo a vederne un altro, di punto di vista. Come sarebbe il bilancio se si dicesse che in 9 delle 12 gare iridate, il risultato medio dell'Italia di Pokljuka è stato migliore (a volte nettamente) della corrispettiva gara di Anterselva, pur con una squadra mediamente più giovane? Detta così, sì potrebbe dire di un bilancio eccezionalmente positivo. Certo, a contare sono le medaglie.

Ma...

Ma vediamo questi numeri. Senza dilungarci troppo in analisi già affrontate.

Partiamo dalle tre gare "migliori" di Anterselva.

Innanzitutto abbiamo la Staffetta mista inaugurale, con l'argento altoatesino diventato un sesto posto a Pokljuka; quindi l'inseguimento femminile del primo storico oro di Dorothea Wierer che ad Anterselva aveva proposto un piazzamento medio di 20,3 (Wierer 1, Vittozzi 27, Sanfilippo 33) contro il 35,25 di Pokljuka con però un'atleta in più (Wierer 4, Carrara 38, Vittozzi 48, Lardschneider 51); infine la 15km femminile, l'altra gara d'oro nel 2020 con un risultato medio di 40,5 (Wierer 1, Sanfilippo 41, Carrara 49, Vittozzi 71), passato ad un 49,2 nella passata settimana, con Wierer 9, Carrara 31, Vittozzi 48, Sanfilippo 83 e Lardschneider 85.

Nelle altre 9 gare, il risultato del 2021 è stato pari o migliore all'omologo del 2020. Nel dettaglio:

Sprint Femminile: Pokljuka 29,2 (Vittozzi 5, Wierer 20, Carrara 23, Lardschneider 24, Sanfilippo 79) contro il 31,25 di Anterselva; notevole il +44 di Carrara

Sprint Maschile: Pokljuka 23,75 (Hofer 13, Bionaz 21, Bormolini 27, Windisch 34) contro il 45,5 di Anterselva con quattro atleti qualificati alla pursuit contro tre;

Inseguimento Maschile: Pokljuka 32 (Hofer 15, Bormolini 19, Windisch 36, Bionaz 58) contro il 38,6 di Anterselva con due atleti in Top20;

Individuale Maschile: Pokljuka 48,75 contro il 49 di Anterselva, sostanziale pareggio ma con due ventenni in gara in Slovenia

Mass Start Femminile: Pokljuka 6,5 (Vittozzi 5, Wierer 8) contro il 16 di Anterselva

Mass Start Maschile: Pokljuka 15,5 (Hofer 7, Bormolini 24) contro il 16 di Anterselva; altro pareggio, in sostanza.

Più le tre staffette della seconda settimana, il cui risultato numerico è stato sempre migliore a Pokljuka che non ad Anterselva.

Bilancio migliore a Pokljuka anche nel conteggio delle presenze individuali in top 10 (5 ad Anterselva, 6 nel 2021) e in top 15 (7 ad Anterselva, 8 quest'anno).

Numeri che indicano chiaramente come l'Italia in 12 mesi sia cresciuta significativamente, anche se il medagliere è stato il meno lusinghiero di tutti i precedenti più recenti. Numeri che però vanno considerati quando si vuole fare un bilancio completo, pur nella consapevolezza che la cifra è asettica e non racconta nulla di quello che è stato. Esempio lampante la Single Mixed di Pokljuka, dove la differenza tra una medaglia (probabilmente d'oro) ed un quinto posto sta sostanzialmente nei 2 millimetri dell'ultimo tiro di Wierer con il caricatore. Ma questo è il biathlon, ha detto l'altoatesina. Ed ha perfettamente ragione.

Questo è il biathlon. E' saper mixare nel modo migliore possibile il fondo, il tiro a terra, il tiro a piedi più tanti altri dettagli che incidono notevolmente, specie nei giorni da medaglia.

Le medaglie sono mancate, è vero. Ed in tal senso poco conta di essere stati davvero vicini a salire sul podio in quasi metà gare della rassegna: anzi, conta nel sottolineare come qualcosa sia mancato rispetto al recente passato.

Un po' di fortuna, certo. Ma soprattutto la forma strabiliante che aveva Wierer nel 2020, autentico ago della bilancia tra le due rassegne iridate, perchè se si togliesse l' "effetto Doro" dai rispettivi risultati, il bilancio di Pokljuka sarebbe enormemente migliore di quello di Anterselva, in ogni singola gara. I motivi ci sono tutti e spaziano dalla preparazione non ottimale del team, fino al malanno di stagione pigliato proprio a ridosso di Pokljuka. Sul secondo fattore forse c'è poco da fare, sul primo si può provare a capire sin da oggi come adattare il lavoro nel caso anche il prossimo autunno proponesse limitazioni. Per il resto, a Pokljuka si è rivista la vera Vittozzi, Hofer ha regalato sussulti importanti, gli altri ed i giovani si sono fatti valere come non mai.

Insomma, in dodici mesi l'Italbiathlon ha una regina magari un po' meno autorevole e da copertina (per chi scrive, la copertina la meriterebbe da qui all'eternità, ma è opinione personale), ma si è riscoperta più squadra e con un futuro magari "meno D(')oro" ma più verde.

 

 

Luca Perenzoni

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