Gli atleti non norvegesi o russi che agli imminenti mondiali di Oberstdorf potranno inserirsi nella contesa per la medaglia d’oro si contano forse sulle dita di una mano.
Fra questi c’è sicuramente Maurice Manificat, il più titolato fondista francese degli ultimi 10 anni, reduce da un eccellente Tour de Ski terminato al 2° posto. Alla testa transalpina NordicMag ha parlato degli obiettivi iridati.
"Sarà la 15km a cronometro la mia gara principale, forse potrò dire la mia anche nello skiathlon, e ovviamente c’è la staffetta che ci ha portato diverse medaglie negli ultimi anni."
Due anni fa a Seefeld le cose non andarono nella giusta direzione.
"Nel 2019 ero stato malato, avevo preso l’influenza. L’unica gara che ho corso è stata la staffetta, ma abbiamo ottenuto la medaglia. L’obiettivo sarà conquistarne un’altra. A 34 anni ho dimostrato di essere ancora ai vertici."
Nelle ultime gare distance di Coppa del Mondo a Falun, dove c’è stata proprio una 15 skating, non ha potuto partecipare a causa di una positività al covid-19 in squadra.
"Da allora non abbiamo più corso molto. Non so se le sensazioni del Tour de Ski ci siano ancora. In generale, quando ci sono buone prestazioni in una stagione, sappiamo che possiamo replicarle. Comunque vada, non ho niente da perdere e questo mi solleva dalla pressione. Intanto, abbiamo continuato il lavoro con un periodo di carico presso Prémanon."
Il 10 volte vincitore in Coppa del Mondo è dispiaciuto anche per la cancellazione della tappa di Nove Mesto.
"Il rientro in Repubblica Ceca sarebbe stato un’opportunità per mettere il coltello tra i denti e familiarizzare con le competizioni nuovamente. E’ una stagione di adattamenti."
Qualche pensiero anche sul tracciato di Oberstdorf, località che non l’ha mai visto meglio che 8°.
"È un sito particolare, non troppo alto a circa 800 metri. È uno stadio che conosco bene perché, già da giovane, in Opa Cup ci andavamo spesso, poi ci sono passato diverse volte con il Tour de Ski. Ci sono stati alcuni cambiamenti, ma è più o meno lo stesso. Sono buone piste da campionato. Piste larghe, un ambiente magnifico ma molto duro. È anche difficile perché non c’è transizione, devi essere in grado di pianificare tatticamente, sapere come dosare i tuoi sforzi e spendere energie dove necessario."
La forza dei francesi è sicuramente anche data dal clima e dalla competitività in squadra.
"Passiamo tre settimane al mese insieme, è come una seconda famiglia. C’è sempre una bella atmosfera nel gruppo. Era così già quando io ero un giovane e il riferimento era Vincent Vittoz. C’è serietà e divertimento. Siamo una squadra intergenerazionale. C’è Jean-Marc (Gaillard, n.d.r.) il decano, io sono intermedio, Adrien (Backscheider, n.d.r.) inizia a esserlo. Hugo (Lapalus, n.d.r.) ha 11 anni meno di me, è costante e pure neo campione mondiale U23 della 15 skating. Nel 2009 la vinsi anche io."
Avversari da temere?
"Le nazioni principali saranno ovviamente Norvegia e Russia. Hanno una densità di atleti molto alta. C’è Sjur Røthe, lo conosco molto bene, abbiamo lo stesso fornitore di attrezzature e so anche come corre. Ma li conosco quasi tutti. Simen Hegstad Krüger e Hans Christer Holund saranno fra i favoriti. Nello skiathlon ci sarà Emil Iversen, atleta molto versatile. Poi c’è Alexander Bolshunov, la bestia nera al momento e Sergey Ustiugov che sta tornando forte. Posso anche citare Denis Spitsov che ha vinto l’Alpe Cermis. Anche i giovani americani hanno un bel potenziale. Devo anche fare i conti in squadra con Clément (Parisse, n.d.r.) che fa grandi cose e che lavora sodo. Lapalus è giovane ma forse già pronto. Tutti si stanno preparando appositamente per il campionato, quindi possiamo avere sorprese. Alcuni nomi ci sono sempre, altri al mondiale tirano fuori qualcosa in più."
Sci di Fondo – Oberstdorf 2021, Maurice Manificat: “Punto alla medaglia d’oro”
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