Sci di fondo | 03 marzo 2021

Il messaggio da campione di Didi Nöckler: "La delusione è enorme, ma siamo in piena pandemia e noi atleti dobbiamo essere gli ultimi a lamentarci"

Il poliziotto due volte medagliato mondiale era pronto a raggiungere la Germania per partecipare alla 50 km: "Era il mio grande obiettivo ed ero pronto; purtroppo, pur prendendo tutte le precauzioni possibili non ci sarà mai la certezza di poter controllare tutto

Il messaggio da campione di Didi Nöckler: "La delusione è enorme, ma siamo in piena pandemia e noi atleti dobbiamo essere gli ultimi a lamentarci"

All'Italia ha regalato due medaglie mondiali in coppia con Federico Pellegrino ed è uno degli atleti più stimati da tutto l'ambiente azzurro. Dietmar Nöckler è considerato un esempio da tanti giovani, che lo vedono allenarsi con impegno con la sua tuta delle Fiamme Oro o della nazionale. Didi si è allenato tanto quest'anno, l'obiettivo era conquistare e concedersi la 50 km in classico del Mondiale di Oberstdorf. Ovviamente un atleta attento ad ogni particolare come lui non poteva che raggiungere il suo obiettivo, così nelle ultime settimane si stava preparando con cura all'appuntamento iridato.

A 32 anni Nöckler era pronto ad affrontare un altro mondiale dopo 4 anni, avendo saltato nel 2019 Seefeld. Il poliziotto altoatesino si stava preparando a partire e avrebbe raggiunto la Germania. Invece, niente da fare, rimarrà purtroppo a casa, non avrà l'occasione di gareggiare in quella 50 km che si era conquistato con tanto impegno. Nöckler ha deciso di esprimere il suo dispiacere attraverso un lungo messaggio social, nel quale però, da persona matura qual è, ha anche sottolineato che oggi a causa del covid ci sono tante persone che stanno vivendo situazioni ben peggiori. Infine un messaggio dedicato agli altri atleti azzurri, che ha difeso dalle accuse anche pesanti subite in questi giorni.

Ecco quanto scritto da Nöckler.
«Sarei partito oggi per raggiungere la squadra italiana a Oberstdorf. Era il mio grande obiettivo poter partecipare ancora una volta a una 50km in tecnica classica ad un Mondiale. Mi sono preparato nel miglior modo possibile raggiungendo una forma fisica che non avevo piú dal 2017. Ero pronto, poi ovviamente non so cosa poteva venire fuori in gara poteva andar bene ma anche andar male, comunque sicuramente ero pronto.
Purtroppo ieri sera mi é arrivata la notizia dell' abbandono dell'intera squadra italiana. Quindi il mio Mondiale finisce prima di iniziare. La delusione é enorme, sono molto triste di non poter partecipare alla gara domenica, ma come ha detto uno dei piú grandi sportivi di tutti i tempi, Rafael Nadal, siamo nel bel mezzo di una pandemia, che ha causato tanti morti, in molti hanno perso persone a loro care e tanta gente non lavora da ormai un anno. Noi atleti probabilmente dobbiamo essere gli ultimi a lamentarci, grazie alla federazione e ai gruppi sportivi ci é stato permesso di gareggiare con protocolli da seguire.
Questa volta purtroppo é andata male, sicuramente a livello organizzativo si poteva fare meglio, si può sempre fare meglio, ma giudicare a fatti accaduti é sempre facile e se tutto fosse andato bene staremo parlando della perfetta organizzazione della trasferta avvenuta. Pur prendendo tutte le precauzioni possibili non ci sarà mai la certezza di poter controllare tutto.
Mi dispiace sopratutto per gli atleti come me, che non sono riusciti a fare neanche una gara.
Lo sci di fondo é uno sport durissimo dove non esistono tanti variabili, raccogli quello che vali. Ci stanno tutte le critiche per i scarsi risultati ottenuti, ma si corre contro i piú forti al mondo e se non arrivano i successi non é perché in Italia gli atleti non hanno fame e non sono disposti a fare sacrifici, perché facciamo tutto il possibile per migliorare. In passato sono arrivati tanti successi da grandi campioni, probabilmente baciati da madre natura con un cilindrata maggiore di tanti di noi, ma sicuramente l'impegno che ci hanno messo loro, lo stiamo mettendo nello stesso modo anche noi».

Il nostro augurio è che nella testa di Didi la 50 km di Oberstdorf non fosse una sorta di "The Last Dance", perché siamo convinti che possa dare ancora tanto allo sci di fondo italiano sia in pista che in futuro magari da allenatore. Saprebbe insegnare tanto sia tecnicamente che umanamente.

 

Giorgio Capodaglio

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