Sci di fondo | 05 marzo 2021

Oberstdorf 2021 - Intervista a Markus Cramer tra Stupak, Ustiugov e l'abbandono dell'Italia

L'allenatore della nazionale russa ha affrontato diversi argomenti a Fondo Italia dopo la gara che ha portato all'argento la staffetta femminile russa

Oberstdorf 2021 - Intervista a Markus Cramer tra Stupak, Ustiugov e l'abbandono dell'Italia

Al termine della staffetta femminile di giovedì, tra un abbraccio di Legkov e l'altro, abbiamo intervistato Markus Cramer, allenatore tra gli altri anche di Yulia Stupak e Sergey Ustiugov. Con lui abbiamo parlato proprio dei suoi due atleti, ma anche di quanto accaduto all’Italia, trovando grande solidarietà da parte sua.

Buon pomeriggio Cramer. La vedo molto felice dopo l'argento della Russia femminile. Quando ci eravamo incontrati al termine del Tour de Ski, mi diceva che eravate alla ricerca di una quarta frazionista. Direi che l’avete trovata.
«Si l’abbiamo trovata. Yana Kirpichenko era fuori dalla squadra lo scorso anno, è tornata ed in questo Mondiale sta ottenendo ottimi risultati. Già nello skiathlon aveva fatto molto bene ed aveva dimostrato che avrebbe potuto fare bene in prima frazione. È bello vedere ciò che ha dimostrato oggi».

Una medaglia importante per voi, in quanto il settore femminile russo aveva faticato in questa prima parte del Mondiale.
«Per noi è stato importante anche proprio perché fin qui non avevamo vinto alcuna medaglia al femminile. Alla vigilia ci si aspettava di più, soprattutto da Stupak, ma non è arrivata al Mondiale nella forma migliore, come accaduto a tanti atleti di altre nazioni che hanno partecipato al Tour de Ski ed anche alle altre competizioni di Coppa del Mondo. Ma per esempio proprio Stupak oggi ha fatto un’ottima frazione ed è arrivato questo argento che è davvero prezioso».

Domenica nella team sprint, Stupak aveva avuto la brutta delusione della mancata medaglia ed era sembrata veramente a terra. Incredibile quanto velocemente sia riuscita a reagire.
«Dopo la team sprint è stato molto difficile, perché quel giorno è stata la miglior in pista ed uscire dalla gara senza una medaglia poteva avere dei risvolti negativi per il suo morale e le motivazioni. Ma oggi è tornata in pista e ha fatto questa grande prestazione rendendoci tutti felici, noi allenatori ed anche gli skiman che hanno fatto un grande lavoro».

Passiamo a Sergey Ustiugov, il cui Mondiale si è purtroppo concluso anticipatamente. Quanto è amareggiato?
«Sono veramente triste per quanto accaduto a Sergey, perché per tutta la stagione è stato molto sfortunato. Si è preso il coronavirus, ha lottato e lavorato tanto tornando in ottima forma ed alla fine è caduto qui procurandosi questo brutto ematoma al muscolo della gamba. Era arrivato quinto nella sprint, dimostrando che avrebbe potuto fare il suo meglio in questo Mondiale e voleva tanto partire nella team sprint ma era impossibile perché aveva tanto dolore. Ora è in Russia e si sta curando per presentarsi al meglio ai Campionati Russi. È un grande atleta, è stato sfortunato e ci mancherà tanto qui. Purtroppo lo sport è anche questo, l’abbiamo visto con la Svezia nella staffetta femminile, erano le grandi favorite e hanno concluso seste».  

È stato anche un bel regalo per Välbe proprio nel giorno in cui nei cinema russi è uscito il film sulla sua vita.
«Si, infatti oggi (ieri, ndr) era veramente felice, si è anche commossa. È stato bello vederla così emozionata».

Un’ultima cosa volevo chiedergliela sull’Italia. Cosa pensa di quanto accaduto agli azzurri, che hanno abbandonato Oberstdorf?
«Mi dispiace tanto per l’Italia. Soprattutto nel centro Europa abbiamo bisogno di ottime squadre con atleti del calibro di Pellegrino e De Fabiani. Per questo siamo tutti dispiaciuti che non possano prendere parte alle ultime competizioni di questo Mondiale. Inoltre, il dispiacere è anche maggiori per noi della squadra russa, in quanto abbiamo un ottimo rapporto con loro, anche perché ci siamo allenati tanto insieme lo scorso inverno. È una veramente difficile quando devi prendere decisioni come queste, ma dall’altra parte comprendo la scelta che è stata fatta».

Giorgio Capodaglio

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