Sci di fondo | 01 aprile 2021

Manificat espone le sue idee per salvare lo sci di fondo: "Altrimenti rischiamo di morire"

Il campione francese ha parlato a VG facendo delle proposte per il futuro dello sci di fondo: "Con questo calendario, le nazioni piccole come la Francia non possono sopravvivere"

Foto Newspower

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È stata una stagione lunga e difficile per lo sci di fondo. L’emergenza covid-19 ne ha acuito i problemi, soprattutto relativi ai troppi viaggi e ai costi economici proibitivi per quei team non ricchi come Norvegia e Svezia. Una difficoltà in più per nazioni come Italia e Francia, costrette a spendere tanti soldi in tamponi e viaggi, trovandosi anche a prendere delle decisioni ridotte per rientrare nel budget.

Troppe gare e troppi viaggi costano tanto agli atleti dal punto di vista fisico, come sottolineato più volte da Federico Pellegrino, ma incidono moltissimo anche sul budget delle nazionale. Un argomento che sta molto a cuore a Maurice Manificat. Il fondista francese ha esposto le proprie idee sullo sci di fondo e come cambiarlo per renderlo più appetibile e competitivo.

«Moriremo se non cambierà nulla – ha affermato il trentaquattrenne francese a VGil problema principale delle piccole squadre come la Francia è puramente economico. La Coppa del Mondo così come è strutturata costa troppo per noi. Se non si cambia il calendario o si prendono comunque altre iniziative, rischiamo di morire».

Manificat non crede che per salvare il fondo si debba togliere la tecnica classica, come affermato da Dæhlie, in quanto la ritiene l’anima dello sci di fondo, ma che siano necessari altri cambiamenti. «Venire a competere in Norvegia è sempre difficile per noi, è tutto così costoso in Scandinavia. Un fine settimana al Nord ci costa quanto dieci sessioni d’allenamento in estate. Forse dovrebbe essere la stessa Norvegia ad aiutarci. Perché non darci una parte del budget, aiutando così le nazioni più piccole per rendere questo sport più competitivo?» è la domanda che si pone.

VG ha riferito anche altre idee del campione francese. Per esempio ritiene che la FIS abbia molto da imparare dall’IBU, che ha un grande vantaggio possedendo i diritti televisivi del biathlon, mentre nel fondo questi sono del paese organizzatore. «Se la FIS potesse riprendere il controllo dei diritti televisivi, potrebbe distribuire più denaro alle piccole nazioni come fa l’IBU» ha spiegato Manificat.

Il francese ritiene inoltre che le gare dovrebbero essere organizzate nella stessa area geografica per un lungo periodo, in modo che non ci siano troppi viaggi e di conseguenza spese alte. Nelle ultime stagioni, diverse nazionali hanno saltato delle tappe, semplicemente per motivi finanziari. Secondo Manificat in questo modo si potrebbe anche proporre un fine settimana di gare più intenso, come nel biathlon, con gare da disputare anche il mercoledì ed il venerdì oltre al sabato e la domenica. «Ma la FIS sembra bloccata – è l’amara constatazione del francese – avrebbe bisogno di una scossa elettrica. È necessario un cambiamento radicale all’interno della FIS».

 

G.C.

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