Biathlon | 15 aprile 2021

Biathlon - Hanna Sola parla di sé, tra la crescita sugli sci e il desiderio che la politica resti fuori dallo sport

In una bella intervista rilasciata in patria, Sola ha affrontato diversi argomenti: "Il nuovo allenatore ha un approccio diverso dai tecnici russi e bielorussi; il tiro? Lavorerò tanto in estato ed avrò un nuovo calciolo"

Foto Manzoni/IBU

Foto Manzoni/IBU

Quella da poco conclusa è stata una stagione molto positiva per Hanna Sola, che ha ottenuto il suo primo podio in Coppa del Mondo direttamente al Mondiale di Pokljuka, giungendo terza nella mass start, bissando poi nell’ultima tappa di Coppa del Mondo con il terzo posto nella pursuit di Östersund.

Le venticinquenne bielorussa non è riuscita a migliorare le sue percentuali al tiro, ma come accaduto anche alla compagna di squadra Alimbekava, autrice di una stagione di altissimo livello, è cresciuta tantissimo sugli sci, risultando tra le più veloci del circuito. Un salto in avanti che le ha permesso di migliorare notevolmente la propria posizione nella classifica generale della Coppa del Mondo, passando dalla 59ª della stagione 2019/20 alla 23ª.

In una lunga intervista rilasciata al sito bielorusso Sport Tut, Sola ha tracciato un bilancio della sua stagione. «Già in occasione dei test pre stagionali ad Obertilliach, trovandomi a gareggiare con Hauser, mi era chiaro di essere in buona forma fisica. Siamo poi andate a Kontiolahti per l'inizio della Coppa del Mondo – ha raccontato Sola – dove mi sono resa conto nella pursuit di essere fisicamente in ottima condizione. Ma al tiro non avevo assolutamente stabilità. Anche in allenamento non riuscivo a sparare sempre al meglio. Speravo di riuscirci in qualche modo in gara ma il miracolo non è avvenuto. È stato un peccato, perché sapevo che se fossi riuscita a coprire almeno l’85% dei bersagli, con la mia velocità sugli sci avrei fatto un podio in ogni tappa».

Nel finale di stagione, Sola ha leggermente migliorato le proprie percentuali al tiro e sono infatti arrivati anche i primi due podi. Ora però la bielorussa ha intenzione di lavorarci bene nel corso dell’estate: «Durante la preparazione ho l’intenzione di prestare molta attenzione al tiro. La federazione ha scelto uno specialista come Maxim Eliseev, che mi aiuterà a realizzare il nuovo calciolo del fucile e mi fornirà anche alcuni suggerimenti tecnici sul tiro. Mi auguro che questo porti risultati».

Il miglioramento sugli sci da parte sua e di Alimbekava è stato piuttosto evidente. Sola ha spiegato quelle che secondo lei sono state le motivazioni di questa crescita: «È difficile citare un solo motivo che ci abbia aiutato a fare il salto di qualità. Uno di essi è sicuramente l’arrivo del nuovo allenatore Rainey Gesweiner. Il nostro allenamento aerobico è diminuito, mentre è stata posta maggiore attenzione sulla parte della forza. Inoltre Dinara (Alimbekava, ndr) ed io abbiamo perso tre o quattro chili, ciò ci ha aiutate. Personalmente dalla scorsa stagione ho anche iniziato ad ascoltare di più il mio corpo, essere quindi più indipendente senza seguire ciecamente ogni indicazione degli allenatori. Mi sono resa conto che il compito di un allenatore è guidare l’atleta, non dettare lui ogni passo. Prima di tutto, dobbiamo ragionare con la nostra testa. Se Rainey Gesweiner è d’accordo? Certo. Stiamo seguendo il suo programma. Il suo approccio è diverso rispetto a quello adottato in Bielorussia e Russia, dove gli allenatori controllano gli atleti su tutto. Rainey si fida dei suoi biatleti».

La stagione ha portato anche una medaglia mondiale, ma Sola ha faticato a rendersi conto del risultato ottenuto. «Ad Östersund sono salita sul podio della pursuit e solo lì mi sono resa conto di quanto fosse stato bello esserci già riuscita al Mondiale di Pokljuka. Mi sono detta: “Che figo”».

La bielorussa ha apprezzato i tanti complimenti ricevuti dall’ambiente del biathlon per la medaglia mondiale. «Dopo il bronzo ho ricevuto le congratulazioni da parenti, amici e persino alcune stelle del biathlon, come Nadia Skardino, Dasha (Domracheva, ndr), Martin (Fourcade, ndr) e Kaisa (Mäkäräinen, ndr), che mi han mandato messaggi privati. Nel corso della stagione, il tecnico della Norvegia, Siegfried Mazet, mi ha anche spesso incoraggiata. Già in occasione delle prime gare, notati i miei miglioramenti sugli sci, veniva a complimentarsi e mi invitava a continuare così perché sarebbero arrivati anche i risultati. Mi piace questo atteggiamento degli europei».

Sola ha quindi parlato delle sue vacanze, iniziate subito con un controllo antidoping a sorpresa alle 7 del mattino e proseguite con vari test medici ed il vaccino Sputnik. Infine inevitabile la domanda sulla sua decisione di non firmare, lo scorso gennaio, una lettera filo governo Lukashenko, che era stata firmata quasi da tutto il resto della squadra bielorussa. Nella risposta l’atleta è stata cauta a non esporsi troppo, anche se il suo gesto ha fatto scalpore dando un chiaro messaggio: «Ho diversi motivi per dire grazie al paese, ma prima di tutto vorrei che lo sport rimanesse fuori dalla politica. È difficile concentrarsi sui risultati sportivi quando si leggono tristi notizie dalla Bielorussia. Pertanto, la mia posizione non è nemmeno politica ma universale: per la pase, il rispetto delle leggi e la soluzione dei problemi senza l’uso della violenza».

Anche per il suo carattere, Hanna Sola sta riscontrando il favore di tanti tifosi che la stanno inondando di messaggi. L'augurio della giovane bielorussa è di risolvere i suoi problemi al tiro per poter diventare un'atleta in grado di cogliere risultati davvero importanti in Coppa del Mondo e negli eventi clou.

G.C.

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