Sci di fondo | 16 aprile 2021

Ciclo mestruale, allenamento e prestazione: ne parliamo con l'ex fondista Virginia De Martin Topranin (1ª Parte)

In due parti affrontiamo un argomento che ha ancora troppe lacune nella ricerca; L'ex azzurra, che sta approfondendo i suoi studi a Trondheim, ha provato a fare chiarezza.

Ciclo mestruale, allenamento e prestazione: ne parliamo con l'ex fondista Virginia De Martin Topranin (1ª Parte)

"Aver adattato l'allenamento al mio ciclo mestruale è stata una delle mie armi vincenti". Parole pronunciate poche settimane fa da Tiril Eckhoff, dominatrice dell'ultima stagione del biathlon. Abbiamo quindi deciso di approfondire l'argomento, affidandoci ad una vecchia conoscenza dello sci di fondo italiano, Virginia De Martin Topranin.

L'ex fondista del Centro Sportivo Carabinieri, laureata in Scienze Motorie all'Università di Verona, dopo il ritiro dell'attività agonistica, arrivato nel 2019, si è trasferita in Norvegia dove si sta specializzando presso la Norwegian University of Science and Technology. De Martin Topranin sta lavorando proprio ora ad una tesi sugli effetti del ciclo mestruale su allenamento, recupero e performance. Di questo argomento ha anche parlato, circa un mese fa su WoPA Health (Women's Physical Activity and Health), una start-up che ha avviato con una sua collega.

Abbiamo quindi deciso, in accordo con lei di affrontare l'argomento con alcuni articoli per provare rendere un po' più chiare le cose su un argomento ancora poco conosciuto, in quanto per anni non sono stati fatti gli studi adeguati a riguardo.

Siamo partiti da una semplice domanda: abbiamo bisogno di un approccio all’allenamento diverso tra uomini e donne? Non è però altrettanto semplice la risposta, come ha subito chiarito l'ex azzurra: «A livello teorico si; gli ormoni sessuali sono significativamente diversi tra donne e uomini e potrebbero influenzare l'allenamento, il recupero e la prestazione. I livelli di testosterone negli uomini sono relativamente costanti di giorno in giorno, mentre gli ormoni sessuali delle donne fluttuano notevolmente durante il ciclo mestruale. Questi ormoni sono principalmente implicati nella riproduzione, ma hanno anche degli effetti a livello sistemico e influenzano molti altri sistemi e tessuti.
Nonostante queste basi teoriche, non esiste a tutt’oggi una solida evidenza scientifica a sostegno. Quello che sappiamo a livello di teoria dell’allenamento potrebbe continuare ad essere valido per entrambi i sessi, oppure potrebbe non essere in grado di rispondere alle esigenze specifiche delle atlete donne. Al momento non è possibile dare una risposta con un sufficiente grado di sicurezza a questa domanda. È per questo che un maggior numero di studi scientifici in questo campo è necessario»
.

Per comprendere meglio quali siano le differenze ormonali e quindi fisiologiche tra uomini e donne, è necessario cocomprendere cosa succeda al corpo della donna durante il ciclo mestruale. «Il ciclo mestruale dura tipicamente 26-35 giorni e può variare notevolmente. I principali ormoni implicati sono: ormone follicolo-stimolante (FSH), ormone luteinizzante (LH), estrogeni (17𝛽-estradiolo ed estrone) e progesterone (Janse de Jonge, 2019). In ricerca scientifica, vengono di norma identificate tre distinte fasi in base a diverse concentrazioni ormonali (Janse de Jonge, 2019):
- early follicular phase (EFP), è caratterizzata da un basso livello di estrogeni e progesterone. Segna l’inizio del ciclo mestruale ed è caratterizzata dalla mestruazione;
- la seconda fase, late follicular phase (LFP) vede un picco degli estrogeni appena prima dell'ovulazione. L'aumento degli estrogeni è seguito da un picco di FSH e LH, che innesca l'ovulazione, e successivamente tutti questi ormoni diminuiscono bruscamente.
- L'ovulazione segna l'inizio della terza fase, quella luteale. La mid-luteal phase (MLP) è costituita da alti livelli sia di estrogeni che di progesterone; se la fecondazione non avviene, tutti gli ormoni diminuiscono per iniziare un nuovo ciclo.
Gli estrogeni sono un po’ i “super powers” delle donne. Hanno proprietà antiossidanti, sembrano proteggere dall'infiammazione, migliorare il recupero muscolare e promuovere la fase anabolica. Al contrario, alcuni degli effetti positivi degli estrogeni potrebbero essere attenuati da alte concentrazioni di progesterone, come nella MLP, a causa del suo effetto catabolico. Pertanto, le variabili concentrazioni ormonali nelle diverse fasi del ciclo potrebbero avere un impatto sulle funzioni fisiologiche»
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A questo punto si potrebbe quasi pensare di adattare semplicemente l'allenamento alle fasi mestruali di un'atleta, dopo averle tracciate. Anche in questo caso, però, le cose non sono affatto così semplici a causa delle differenze individuali e specifiche nelle atlete di élite. «La realtà è più complessa. Esistono, infatti, rilevanti differenze individuali. La durata del ciclo è molto variabile, sia tra individui, che tra un ciclo e l’altro nello stesso individuo. Numerose donne presentano quelli che vengono chiamati luteal phase deficiency (LPD) e anovulatory cycles. Questi cicli si presentano come cicli regolari, ma le fluttuazioni ormonali mensili sono ridotte. La prevalenza di disturbi mestruali è particolarmente alta nelle donne e negli atleti fisicamente attivi: l'amenorrea può arrivare fino al 37% nelle donne attive e cicli con funzione ovarica anormale possono interessare il 52% delle donne molto attive. Chiaramente, concentrazioni ormonali diverse possono significare effetti diversi sulla fisiologia.
Il gold standard per determinare le fasi del ciclo mestruale è l’analisi di un campione sanguigno che rilevi la concentrazione ormonale. Data la variabilità del ciclo mestruale, questo significherebbe un prelievo sanguigno quasi giornaliero. Al di fuori degli scopi della ricerca scientifica, decisamente non di facile attuazione, per le infrastrutture necessarie ed i costi.
L'uso di contraccettivi ormonali rende il quadro ancora più complicato da interpretare. I contraccettivi ormonali riducono la produzione di ormoni sessuali endogeni, sostituendoli con ormoni esogeni. Il dosaggio di estrogeni e progesterone esogeni determina concentrazioni ormonali differenti rispetto agli ormoni endogeni, possibilmente innescando risposte fisiologiche differenti»
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Virginia De Martin ha quindi sottolineato ancora una volta sottolineato le tante lacune nella ricerca. «Non sappiamo ancora abbastanza per tracciare linee guida generali, e per diversi motivi. Primo, nonostante la partecipazione delle donne nello sport sia aumentata in modo esponenziale, i partecipanti femminili sono ancora troppo pochi nella ricerca sulla fisiologia dell'esercizio. Secondo, la grande maggioranza degli studi su prestazione e ciclo mestruale mostra notevoli lacune metodologiche, dovute alla mancata considerazione delle differenze individuali in termini di livelli ormonali e non applicando rigorosi metodi di verifica delle fasi mestruali».

Nella seconda parte cercheremo di approfondire ulteriormente l'argomento sulla perfomance sportiva ed il ciclo mestruale, parlando anche di periodizzazione dell'allenamento e contraccezione.

Per la seconda parte clicca qui

 

 

Giorgio Capodaglio e Virginia De Martin Topranin

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