Sci di fondo | 17 aprile 2021

Fondo - Il drammatico racconto di Raghnild Haga: a settembre ha avuto un coagulo di sangue in raduno

La fondista norvegese ha raccontato di aver avuto un coagulo di sangue alla gamba, molto probabilmente dovuto alla pillola anticoncezionale

Michele Gaspari

Michele Gaspari

Ha mantenuto il segreto per tanti mesi, ma finita la stagione Raghnild Haga ha voluto raccontare un fatto drammatico che l’ha vista protagonista lo scorso settembre nel corso di un raduno. La forte fondista norvegese ha avuto un coagulo che fortunatamente è stato subito curato. Per mesi ha preferito non dire nulla e concentrarsi unicamente sul riprendersi bene e qualificarsi per il Mondiale, dove è stata anche bravissima nella 10 km in skating non arrivando lontana dal podio. Ora,  ha deciso di parlare, anche perché vuole che dalla sua storia molte atlete possano imparare qualcosa.

L’atleta l’ha raccontato su NRK, tornando a quel mese di settembre, quando Haga, dopo un’estate in cui si sentiva in buone condizioni fisiche, si era presentata al raduno di Hafjell con qualche segno di malessere. Nei giorni precedenti non era stata bene e in quelle giornate la sua frequenza cardiaca era più alta del solito. Dopo le prime due toste sessioni di allenamento, Haga era completamente a terra, preoccupatissima per la sua forma. «Durante l’allenamento sentivo che la gamba diventava quasi insensibile, alla fine zoppicavo entrando in sala da pranzo. Nei giorni successivi anche peggio, si era bloccato pure il piede a causa della mancanza di flusso sanguigno. Dovevo alzarmi per riattivare la gamba. Zoppicavo e mi faceva male».

A Hafjell erano presenti il fisioterapista ed il medico della squadra, che in un primo momento pensavano si trattasse di qualcosa legato all’allenamento. Successivamente, però, vedendo che l’atleta non aveva gonfiore ed altri problemi, avevano intuito che potesse trattarsi dei sintomi dovuti ad una possibile trombosi. «Mi faceva tanto male anche di notte – ha raccontato Haganon riuscivo ad alzarmi dal letto e mi si era bloccato il piede. Avevo iniziato ad avere delle brutte sensazioni anche allo stomaco».

A quel punto l’atleta e il fisioterapista si sono recati in una clinica di Lillehammer. «Lì hanno scoperto che una vena era ostruita e avevo un coagulo di sangue nella gamba. È stato uno shock».

Haga è stata quindi ricoverata in ospedale, ma non ha dovuto sostenere alcuna operazione ed è stata curata con un farmaco anticoagulante che sta ancora prendendo. «Ho dovuto prendere pillole mattina e sera. A settembre si trattava solo di curarsi ed aspettare. Sono passati nove giorni in cui non mi è stato permesso di muovermi».

I giornalisti di NRK le hanno chiesto se i medici hanno capito cosa le ha procurato il problema: «Io ed i dottori pensiamo sia dovuto al fatto che avevo cambiato pillola anticoncezionale tre settimane prima di andare al raduno. Probabilmente il problema è stato innescato da quello».

Proprio pochi giorni prima, NRK aveva affrontato l’argomento delle cause di coaguli del sangue, citando uno studio danese che afferma che il 25 per cento dei casi tra le donne di età compresa tra i 15 ed i 49 anni può essere attribuito proprio all’uso di pillole anticoncezionali.

Per questo motivo Haga ha voluto raccontare quanto a lei accaduto: «Ero consapevole dei possibili effetti collaterali, ma ho sempre pensato che allenandomi non avrei avuto problemi di circolazione. Sono stata ingenua. È importante non preoccuparsi inutilmente ma lo è altrettanto anche conoscere i rischi e a quali sintomi fare attenzione. Se avverti un dolore insolito alla gamba o ti manca il fiato senza motivo, devi consultare il medico. La mia esperienza dimostra che è ancora più difficile rilevare i sintomi di un coagulo del sangue se sei abbastanza attivo. Inoltre ho riscontrato che c’era anche poca conoscenza su quando avrei potuto iniziare nuovamente ad allenarmi». In passato anche Kikkan Randall ebbe lo stesso problema.

Nonostante tutti questi problemi, in stagione Haga è riuscita a vincere l’argento nella 10km dei Campionati Norvegesi e qualificarsi per i Mondiali, dove è poi giunta settima ad appena 19” dal bronzo. Finita la stagione, in questi giorni Haga sta aspettando le risposte a diversi test, pensa che presto smetterà di prendere farmaci anticoagulanti e crede che il suo corpo reagirà nel modo giusto. A breve, poi, la norvegese tornerà al lavoro più determinata che mai in vista delle Olimpiadi: «Dopo tutto quello che è successo quest'anno sono ancora più motivata». Non abbiamo dubbi.

Giorgio Capodaglio

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